Più di 100 cortei contro la riforma Gelmini

 Cortei in più di cento città d’Italia con migliaia di persone scese in strada per protestare contro la “controriforma” Gelmini. Tutti per urlare il proprio “no” ad un passato che ritorna, ai tagli senza criterio e ad un decreto destinato alla scuola e che invece sembra scritto negli uffici di via XX settembre. “Gelmini, grazzie x la squola kecci dai!”, recita uno dei tanti striscioni che colorano la manifestazione da Milano a Palermo, passando per Bologna, Firenze, Roma, Napoli e tante altre città in tutta la Penisola.

Il Partito Democratico, nelle parole del suo segretario Walter Veltroni, si schiera al fianco delle “decine di migliaia di studenti” che oggi sono scesi nelle piazze di molte città italiane e “hanno detto con chiarezza cosa pensano dei provvedimenti della Gelmini”.
Quella scesa in piazza oggi, afferma Veltroni, “è l’Italia dei giovani che mostra una volontà di partecipare e una straordinaria maturità: protestano per difendere l’innalzamento dell’obbligo scolastico, per una scuola seria e formativa, contro una finta riforma fatta solo di tagli alle spese, di meno professori e meno scuole, di classi sempre più affollate, per chiedere una scuola più moderna e non un ritorno all’indietro”.

Sinistra in piazza contro il governo. Di Pietro: raccolte 250mila firme, via lodo Alfano

Le piazze e i leader restano nettamente separati e distanti. Ma il bersaglio è uno solo: il governo di Silvio Berlusconi. Le sinistre e Antonio Di Pietro scendono in piazza a Roma nelle stesso giorno unite nella raccolta di firme per il referendum contro il lodo Alfano, promosso dall’Idv, e dall’obiettivo di smantellare gli atti dell’esecutivo, dalla riforma Gelmini, all’economia. Ma anche per rivendicare l’opposizione dura all’esecutivo, contrapposta a quella “gentile” del Pd, che scenderà in piazza il 25 ottobre.

Per la sinistra radicale, che sfila da piazza della Repubblica alla Bocca della Verità, la manifestazione ha il valore della rinascita dopo il terremoto elettorale e le guerre intestine dentro Rifondazione. «Oggi è la fine del ritiro», annuncia il segretario Prc Paolo Ferrero. Molto più baldanzoso appare Di Pietro che torna a piazza Navona con 12 gazebo per la raccolta delle firme e l’orgoglio della «piazza che nessuno riesce a zittire».

Via a campagna contro il lodo Alfano. In una piazza Navona gremita da migliaia di persone Di Pietro ha dato il via alla raccolta delle firme contro il lodo Alfano. In un giorno sono state raccolte 250.000 firme per il referendum che dovrebbe «cancellare l’impunità di Silvio Berlusconi». La kermesse dell’Idv ribattezzata “Prima giornata nazionale della legalità” farà da apripista ad una serie di iniziative sparse per l’Italia. «Non lasciarti sfuggire di mano la tua libertà. Hai il dovere di fermare la dittatura del Berlusconi IV», è l’invito rivolti ai partecipanti dall’Idv. Spazio alla politica, ma anche all’intrattenimento con musica (con Simone Cristicchi) e alla satira (sul palco Andrea Rivera).

Bocchino (PdL): Sulla scuola le proteste vanno contro la modernizzazione

“Noi abbiamo il dovere di modernizzare l’Italia, il vostro è solo un anacronistico arroccamento culturale”. Così Italo Bocchino, presidente vicario del Pdl alla Camera, rivolgendosi in aula all’opposizione che ha bocciato, nelle sue dichiarazioni di voto, il decreto legge Gelmini sulla riforma della scuola.
“Col maestro prevalente avremo una figura che accompagna il bambino nella crescita – ha spiegato Bocchino -. E il tempo pieno sarà aumentato del 50 per cento, il maestro prevalente libererà gli insegnanti che saranno liberi per il tempo pieno. Perché siete contrari? Spiegatecelo, spiegatelo agli italiani che non vi capiscono”. Bocchino ha poi definito “manifestazioni politiche” le proteste programmate contro la riforma: “Abbiamo il dovere di modernizzare l’Italia, il vostro – ha scandito – è solo arroccamento”.

Altre polemiche Veltroni-Berlusconi sulla crisi dei mercati

Sulla crisi finanziaria si consuma il nuovo scontro fra Berlusconi e Veltroni. Il premier, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri a Napoli, consiglia agli italiani di «comprare Eni e Enel, perché le azioni con quei rendimenti dovranno ritornare al loro vero valore». Poi parla dell’ipotesi della sospensione a tempo indeterminato di tutti i mercati azionari del mondo, in seguito ridimensionata dalla stesso premier e smentita dalla Casa Bianca. «Non siamo in un momento di grande sviluppo, ma non siamo nemmeno in recessione» assicura Berlusconi, ribadendo che «non si esclude una riunione del G8 nei prossimi giorni» e che, oltre a Unicredit, altre banche italiane probabilmente avranno necessità di ricapitalizzare.

Contratti: botta e risposta tra Epifani (CGIL) e Sangalli (Confcommercio)

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha risposto alle “esternazioni” sulla riforma dei contratti del segretario della Cgil Epifani. Il leader della Cgil, a proposito dell’accordo tra Confcommercio, Cisl e Uil, ha parlato di un “atto di prepotenza” da parte di Confcommercio. “Quasi mai – ha detto Epifani – quando c’è un accordo separato si ha il coraggio di andare ad una consultazione democratica dei lavoratori. Se non è così, non ci sono regole e non c’è una vera democrazia”. “Paradossalmente – ha replicato Sangalli – sono d’accordo con Epifani.

Scuola: i sindacati proclamano lo sciopero generale il 30 ottobre

 Lo sciopero generale della scuola è stato proclamato per giovedì 30 ottobre.
Lo hanno deciso i sindacati di categoria- Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda – per protestare contro i provvedimenti varati dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.
I sindacati della scuola hanno deciso di indire la giornata di lotta dopo aver registrato stamani, in sede di tentativo di conciliazione, una risposta negativa rispetto alle loro rivendicazioni.
La mobilitazione di tutto il personale della scuola, oltre allo sciopero generale nazionale per l’intera giornata di giovedì 30 ottobre, prevede in concomitanza, una manifestazione nazionale a Roma.
Dopo aver ottenuto l’approvazione della Camera, il decreto Gelmini sul maestro unico è stato bocciato senza riserve dal mondo della scuola.
Domani un primo assaggio del malcontento arriverà dagli studenti che manifesteranno in decine di città.
“L’approvazione con il voto di fiducia del decreto Gelmini – spiega l’Unione degli studenti – mostra come il governo prova ad affermare il proprio autoritarismo”.

Crisi mutui, Casini (UDC): E’ l’ora della responsabilità nazionale

L’intervento in Aula alla Camera del leader Udc Pier Ferdinando Casini durante l’informativa urgente del Governo sulla crisi finanziaria in atto.
“Signor Ministro, noi siamo il partito della responsabilità nazionale – così ci definiamo – e oggi è il giorno di dimostrare responsabilità nazionale. Oggi non è il giorno del Governo di unità nazionale, ma è il giorno dello spirito unitario degli italiani e questo giorno deve trovare eco profondo e sincero in questo Parlamento.

Noi siamo all’opposizione del Governo, ma tutti siamo con il Governo solidali nell’affrontare questa crisi, perché tutti siamo solidali con l’Italia e gli italiani. L’opposizione deve fare un atto forte di disponibilità e la maggioranza deve guardarsi da quella sindrome di autosufficienza, che è in questo caso un gravissimo errore.
Poche considerazioni: Bersani, Giorgetti e Cicchitto hanno introdotto valutazioni molto stimolanti.
L’Europa: noi siamo europeisti convinti ma ci rammarichiamo profondamente che l’Europa, in questa circostanza, si sia mossa tardi, male e in ordine sparso. Basta pensare al vertice di Parigi, basta pensare ai provvedimenti assunti dall’Irlanda, biasimati da tutti gli altri Paesi e poi successivamente imitati, in ordine sparso, proprio da tutti gli altri Paesi.

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La scheda riassuntiva sul decreto del governo per fronteggiare la crisi finanziaria

 “Stabilità nelle banche, liquidità nelle banche per le imprese, fiducia nel risparmio”

Nessuna banca italiana è a rischio fallimento. Gli istituti di credito italiano sono sufficientemente patrimonializzate e sufficientemente liquide e garantiscono tutti nel modo più efficiente in Europa. I risparmi degli italiani sono al sicuro. E le misure adottate dal governo col decreto legge dell’8 ottobre mettono ulteriormente al riparo i correntisti italiani da ogni rischio e intendono rassicurare le imprese sulla continuità del finanziamento delle loro attività.

Il decreto del governo è uno scudo preventivo utile a fronteggiare le eventuali ricadute della crisi finanziaria sul sistema bancario italiano. Come tutti i governi europei ci si attrezza per fronteggiare eventuali peggioramenti della crisi.
Il decreto del governo serve anche per dare un messaggio rassicurante ai cittadini e non fa che confermare le informazioni date la settimana scorsa: il nostro sistema bancario è forte a sufficienza, ha liquidità a sufficienza e non ha problemi di capitalizzazione.