Franceschini (PD) commenta la smentita di Berlusconi sulla scuola

 “L’ennesima smentita da parte di Berlusconi su quanto dichiarato solo ieri durante la conferenza stampa sulla scuola non è più una novità”. Così Dario Franceschini, intervenuto in un breve flash in diretta su YouDem.tv. “Ormai ci siamo abituati alle smentite. Non c’è da sorridere, da un Presidente del Consiglio ci si aspetta affidabilità”.

Il premier aveva chiaramente parlato di voler far intervenire le forze dell’ordine per impedire l’occupazione delle scuole e degli atenei, convocando il suo Ministro degli Interni per programmare le modalità.

“Ora ci aspettiamo che i media diano un’informazione corretta, ad esempio riproponendo le stesse parole usate dal premier ieri nella conferenza stampa” ha proseguito il numero due del PD.

Gelmini: Convocherò le associazioni degli studenti

 «Convocherò da domani tutte le associazioni degli studenti per aprire uno spazio di confronto ad una sola condizione: che si discuta sui fatti». È quanto ha annunciato il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini al Senato, in sede di replica dopo il dibattito generale sul decreto sulla scuola. «Mi ero illusa di un terreno di confronto e non di scontro – ha detto Gelmini – Si sono scatenate proteste prive di fondamento ma più di questo mi preoccupano le falsificazioni. Veltroni ha fatto della scuola il terreno privilegiato dello scontro, pregustando nuovi autunni caldi».

Incontro tra Abi e Confcommercio sulla crisi internazionale

Il presidente dell’Abi, Corrado Faissola e il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, si sono incontrati per discutere l’attuale situazione economico-finanziaria e fare il punto sui rapporti tra le banche italiane e le imprese del commercio, dei servizi e del turismo, alla luce delle turbolenze e delle difficoltà in atto sui mercati internazionali.

Nel corso dell’incontro, che si inserisce nel quadro dei contatti e del dialogo tra le associazioni di categoria e della collaborazione in atto con le istituzioni, per fronteggiare la situazione determinata dalla crisi americana, Faissola e Sangalli hanno ribadito la volontà delle due Associazioni di “continuare a lavorare insieme, per contribuire a ristabilire un clima di fiducia, indispensabile al rilancio dell’economia, e non far mancare il credito alle imprese che ne hanno bisogno”.

Bocchino (PdL): Sulla scuola è necessario stemperare il clima

 “Noi vogliamo essere il governo della legalità. Non è possibile e non sarà tollerato chi supererà il confine tra l’espressione a manifestare il proprio dissenso e la violazione delle leggi e il tentativo di imporsi sulla maggioranza di studenti che vogliono seguire le lezioni”. Così il presidente vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, commenta l’annuncio del premier Berlusconi di voler garantire il diritto allo studio degli studenti evitando il protrarsi di occupazioni nelle scuole e nelle Università.
“Tutti dobbiamo lavorare – spiega Bocchino – a stemperare il clima, ma il diritto di occupare scuole e università non c’è per nessuno. Il nostro obiettivo è quello di difendere la legalità e la democrazia dai facinorosi”.

Il ministro Giorgia Meloni si dice convinta che “non ci sarà bisogno” di un intervento delle forze dell’ordine “perché la protesta non diventerà così violenta da necessitare il loro intervento”.

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Berlusconi: Non permetterò nessuna occupazione di scuole e Atenei

Pugno di ferro contro le contestazioni studentesche. Con la speranza che questo scontro tra Berlusconi e gli studenti non sfoci in un nuovo ’68. Con tutti gli annessi e connessi che provocò. “Voglio fare un avviso ai naviganti: non permetterò occupazioni delle scuole e delle università”, perché questa è una “violenza”. “Convocherò oggi il ministro dell’Interno Maroni” per fare il punto della situazione. A sottolinearlo è stato il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa a palazzo Chigi. Al suo fianco ad ascoltarlo c’era il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini.

“La realtà che conosciamo in questi giorni e in queste ore – spiega Berlusconi – è una realtà di aule universitarie piene di ragazzi che intendono studiare. Poi ci sono questi manifestanti, organizzati dall’estrema sinistra, molto spesso dai centri sociali come succede a Milano. Quindi non consentirò l’occupazione di università e di scuole, perché non è dimostrazione e un’applicazione di libertà, non è un fatto di democrazia ma è pura violenza nei confronti degli altri studenti, delle famiglie, delle istituzioni e nei confronti dello Stato. Convocherò oggi Maroni e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere”.

Il Quirinale interviene nel dibattito sull’istruzione

 Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha risposto alla lettera consegnatagli, in occasione di una cerimonia all’Università “La Sapienza” di Roma, da una rappresentanza di studenti, dottorandi e ricercatori.

Questo il testo integrale della lettera del Capo dello Stato:

“Cari studenti, dottorandi e ricercatori della Sapienza, ho ascoltato e letto con attenzione la lettera che mi avete consegnato e colgo l’occasione per indirizzarvi alcuni chiarimenti e spunti di riflessione. Innanzitutto : penso vi sia chiaro quale ordinamento la Costituzione abbia disegnato per la Repubblica. La nostra è una democrazia parlamentare – simile a quella di quasi tutti gli altri Stati europei – in cui al Capo dello Stato non sono attribuiti poteri esecutivi. Io non debbo dunque “decidere da che parte stare” : non posso stare dalla parte del governo e delle sue scelte, né dalla parte opposta. Le politiche relative a qualsiasi campo dell’azione dello Stato vengono definite dal Parlamento, in seno al quale la maggioranza e l’opposizione sono chiamate al confronto tra le rispettive proposte, che possono configurare soluzioni alternative ai problemi da affrontare. Al Presidente della Repubblica non spetta pronunciarsi nel merito dell’una o dell’altra soluzione in discussione, né suggerirne una propria , ma spetta solo richiamarsi ai principi e alle regole della Costituzione.

Su Giuseppe Frigo alla Corte Costituzionale la convergenza delle forze politiche

Giuseppe Frigo, l’ex presidente dell’Unione Camere Penali, è stato eletto alla Corte Costituzionale dopo che i capigruppo del Pdl avevano indicato in lui figura adatta a sostituire Romano Vaccarella alla Suprema Corte. Tramontato Gaetano Pecorella, Frigo si è dimostrato da subito nome gradito alle opposizioni, con il quasi immediato via libera del Pd, dell’Udc e dell’Italia dei valori.
L’interessato ha spiegato: “Ritengo che sia un riconoscimento del lungo percorso che ho fatto, io come altri comunque. Piuttosto -ha sottolineato Frigo- spero che il mio nome, nel mio piccolo, serva a ridare un po’ di serenità all’ambiente”.
Frigo, 73 anni, avvocato penalista, è stato protagonista di processi come quello per la scalata alla banca Antonveneta, per il sequestro dell’imprenditore Soffiantini, per Cesare Previti nel giudizio per calunnia ai danni dei pm milanesi Ilda Boccassini e Gherardo Colombo, ma anche avvocato di Adriano Sofri nel procedimento per chiedere la revisione del processo per l’omicidio del commissario Calabresi.

Berlusconi: Il metodo proposto dalla UE sul pacchetto-clima è irragionevole

 “E’ un metodo irragionevole”. Con queste parole il presidente Berlusconi ha definito il modo di procedere dell’Unione europea sul pacchetto clima ed energia, sul quale il nostro governo tiene il punto seguito da oltre dieci Paesi dell’Unione Europea:

“Non possiamo noi, il paese piu’ manifatturiero d’Europa con la Germania, fare il Don Chisciotte e caricarci di un costo che deprimerebbe la nostra economia in un momento di crisi come questo”. Silvio Berlusconi ha controbattuto alle polemiche che arrivano dall’opposizione che “non guarda agli interessi del paese, ma solo al proprio tornaconto politico” sul pacchetto clima. Sul tema dello smaltimento dei rifiuti e del nucleare, il premier ha sottolineato che serve una legge “con regole rigide e severe” contro chi deposita rifiuti per strada, “contro chi imbratta i muri” di Napoli e di tutte le citta’ d’Italia e “contro chi pensa che le strade, le piazze delle nostre belle citta’ siano dei posti dove si puo’ gettare di tutto.

Confcommercio reagisce ai luoghi comuni su prezzi e crisi dei consumi

 Confcommercio risponde con i “numeri” alle polemiche sui prezzi che troppo spesso trovano proprio nel mondo del commercio un capro espiatorio. Il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, ha dunque incontrato la stampa per sfatare, dati ufficiali alla mano, una serie di luoghi comuni e per illustrare le “cinque verità sui prezzi”. “In primo luogo – ha detto Bella- diciamo una volte per tutte che il calo dei consumi non causato dall’aumento dei prezzi ma dal fatto che il Paese è bloccato ormai da anni in termini di produttività e redditi”. “Basta osservare l’andamento dell’inflazione dei maggiori paesi europei che è pressoché uguale per tutti mentre i consumi registrano un andamento molto lento se non addirittura negativo, nel primo semestre 2008, solo in Italia”. “Se invece – ha osservato Bella – guardiamo i dati del Pil, scopriamo che in Italia il Prodotto interno lordo nel primo semestre 2008 è cresciuto dello 0,1, in Francia dell’1,6 in Spagna del 2,2 e nel regno Unito dell’1,9”.