Scuola, il decreto Gelmini è legge. I parlamentari dell’opposizione in piazza

 Il decreto Gelmini (il 137 del 2008) è legge. Mentre Palazzo Madama resta presidiato da un’imponente presenza delle forze dell’ordine per fronteggiare le manifestazioni degli studenti, il Senato approva con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il provvedimento che porta il nome del ministro dell’Istruzione e che prevede, tra le altre cose, il ritorno dal 2009-2010 delle classi con il maestro unico nella scuola primaria e il voto in condotta che farà media con quelli conseguiti nelle altre materie (la scheda).

«LA SCUOLA CAMBIA» – «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell’educazione» ha detto la Gelmini dopo il sì al decreto, annunciando che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l’Università.

Napolitano: Sulle modifiche alle regole per le elezioni, necessario un ampio consenso

 Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al termine dell’incontro con i rappresentanti di varie forze politiche riunite nel “Comitato per la democrazia”, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Ribadisco la convinzione, già espressa in precedenti occasioni, che quando si tratti di modificare regole tra le più importanti della competizione democratica quali sono quelle dei sistemi elettorali sia da ricercarsi un ampio consenso in Parlamento.
Modifiche in questo campo sono state largamente riconosciute in questi anni come opportune e mature; ed è stata riscontrata, nel recente passato, una preoccupazione condivisa circa l’esigenza di stabilire un più diretto legame tra gli eletti e i territori rappresentati, e di garantire un effettivo intervento dei cittadini-elettori nella scelta dei loro rappresentanti.

Scuola, le proteste non fermano il decreto

Il testo del decreto Gelmini sulla scuola domani sarà approvato, in via definitiva, dal Senato nella versione che ha ottenuto il via libera alla Camera, lo hanno garantito ieri i capigruppo del Pdl di Montecitorio e Palazzo Madama, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri.
Proprio sul decreto ieri è intervenuto il settimanale cattolico “Famiglia cristiana” che nel prossimo editoriale chiede di ritirare, o sospendere, il provvedimento «per il bene della scuola e del Paese».
“Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa” è il titolo dell’editoriale di “Famiglia cristiana” che non fa sconti: «Studenti e professori hanno seri motivi per protestare. E non per il voto in condotta o il grembiulino (che possono anche andar bene), ma per i tagli indiscriminati».

Elezioni Europee, Udc-Pd-Mpa: Inaccettabile l’eliminazione delle preferenze

 Quindici parlamentari esponenti dell’opposizione e della maggioranza chiamano a raccolta i colleghi per una iniziativa comune contro l’eliminazione delle preferenze nella riforma della legge elettorale per le europee. In una lettera inviata a tutti i deputati e senatori, i parlamentari giudicano infatti “inaccettabile” che, a pochi mesi dall’inizio della campagna elettorale, si cambino le regole del gioco “per la sola volontà ed interesse della maggioranza ignorando le opinioni espresse da tutte le opposizioni, ma anche da alcune componenti di maggioranza”.

La Bce è pronta a tagliare i tassi

 La Bce è disponibile a tagliare i tassi di interesse. Il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, è stato chiaro e, parlando a Madrid, ha detto che c’è la “possibilità” di una riduzione del costo del denaro in occasione della riunione del consiglio direttivo del prossimo 6 novembre. Sulla stessa linea la Federal Reserve e la Banca d’Inghilterra che si apprestano a varare nuovi interventi per aiutare economia e mercati di fronte all’imminente recessione, anche se appare poco probabile una nuova azione coordinata come accaduto lo scorso 8 ottobre. Si fa comunque più serrato il coordinamento fra i capi di governo europei: il premier britannico Gordon Brown incontrerà oggi il presidente francese, Nicolas Sarkozy, per discutere della crisi finanziaria internazionale, mentre giovedì vedrà la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Dichiarazioni di Napolitano, al termine degli incontri presso la Lega degli Stati Arabi

 Ho avuto questa mattina un ricco ed interessante scambio di vedute sulle prospettive della pace in Medio Oriente e nel continente africano con il Segretario Generale della Lega degli Stati Arabi, che desidero ringraziare per la calorosa accoglienza che mi ha riservato, e che avevo già avuto il piacere di incontrare a Roma due volte in meno di un anno.
Tra Italia e mondo arabo esiste una lunga tradizione di storia, fatta di relazioni e reciproche influenze che affondano le loro radici nella consapevolezza della comune appartenenza al Mediterraneo, alla sua storia, alle civiltà che in esso si sono intrecciate e susseguite. Questa è stata e rimane una costante della politica estera italiana, che si conferma largamente condivisa nel nostro Parlamento e che nulla può oscurare o indebolire.
Anche per questo sono stato lieto di rivolgere un breve intervento dinanzi al Consiglio della Lega : per testimoniare gli eccellenti rapporti dell’Italia con l’Organizzazione e con gli Stati che la compongono e per rendere omaggio agli sforzi che, soprattutto negli ultimi anni, essa ha mostrato a favore della mediazione tra le parti e della moderazione.

Anche Famiglia Cristiana contro la Gelmini

Famiglia Cristiana sempre più schierata con l’ala riformista del Paese, quella che pur essendo riformista non disdegna di cantare “Bella ciao”. E afonda il colpo contro il decreto Gelmini. “Studenti e professori hanno seri motivi per protestare – scrive il settimanale in un editoriale del prossimo numero in edicola -. E non per il voto in condotta o il grembiulino, ma per i tagli indiscriminati che ‘colpiscono il cuore pulsante di una nazione’. Non si garantisce così il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, si abbozza una farsa di dialogo”.

“Nel mirino – osserva la rivista diffusa in tutte le parrocchie italiane – hanno c’è una legge approvata di corsa, in piena estate. La dicitura è roboante: ‘Riforma della scuola’; più prosaicamente ‘contenimento della spesa’, a colpi di decreti, senza dibattito e un progetto pedagogico condiviso da alunni e docenti”.

Berlusconi: Veltroni si rassegni. Sono al 72 per cento di gradimento. Governerò cinque anni

 “Sono al 72 per cento di gradimento e tutti i sondaggi ci danno una maggioranza ancora più grande” di quella ottenuta alle elezioni. Veltroni si rassegni, non sa perdere. Per cinque anni governeremo noi perchè ci ha dato mandato il Paese, con una grande maggioranza, e tutti i sondaggi ci danno una maggioranza ancora più forte per tutte le cose che abbiamo fatto in soli cinque mesi. Al 72 per cento di gradimento, ma cosa vogliono ancora? Continuino pure a sgambettare in televisione, a dire le solite insulsaggini, non faranno che perdere consenso anche da parte di coloro che prima stavano dalla loro parte”. Lo ha affermato Silvio Berlusconi che ha ribadito la volontà dell’esecutivo di approvare il decreto sulla scuola:

“Sul decreto Gelmini andiamo avanti, anche perche’ le critiche al decreto sono strumentali. Andiamo avanti a governare a fare le cose di buon senso che sono nel programma, qualunque cosa dica Veltroni o chiunque altro dell’opposizione. Hanno usato strumentalmente la scuola, pensate all’universita’ dove non abbiamo ancora fatto nulla e gia’ hanno mosso critiche e studenti nelle strade con strumentalizzazioni difficilmente definibili”.

Spesa pubblica, tutti i tagli ai ministeri della Finanziaria 2009

La dieta imposta dalla “finanziaria snella” colpisce soprattutto Economia, Sviluppo economico e Difesa. Ma anche Lavoro, che ha inglobato la Salute, Ambiente e Beni culturali non evitano il drastico taglio imposto dalla manovra triennale (Dl 112/08). È quanto emerge dalla fotografia scattata il 30 settembre scorso dalla Ragioneria generale dello Stato e rielaborata dall’Ufficio studi della Camera, dove la finanziaria e le 1030 pagine di tabelle della legge di bilancio hanno già avviato il loro esame parlamentare (si veda il grafico a fianco).
Per quanto riguarda il dicastero del ministro Claudio Scajola il saldo finale delle risorse lasciate sul tavolo del risanamento in valore assoluto è pari a poco meno di tre miliardi, per l’esattezza 2.835 milioni di euro. In sostanza, una riduzione del 22,7% rispetto alle dotazioni finanziarie al 24 giugno 2008, giorno precedente l’entrata in vigore della manovra di risanamento triennale del Governo.
Al secondo posto della virtuale classifica delle amministrazioni centrali più “tartassate” spicca l’Ambiente con un taglio di 276 milioni, di gran lunga inferiore ai valori assoluti registrati dallo Sviluppo economico, ma che in termini relativi si attesta intorno al 18 per cento. Interventi pesanti anche per la Difesa (961 milioni in meno), l’Istruzione (771), il Lavoro (569) e gli Esteri (330).