Ue al lavoro per mettere a punto un piano anti-recessione, alla luce delle nuove stime della Commissione che oggi taglierà drasticamente le sue previsioni di crescita per il 2009. Sul tavolo di Eurogruppo ed Ecofin – riuniti oggi e domani a Bruxelles in vista del vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue del 7 novembre – ci saranno numeri che ormai parlano di una situazione di sostanziale stasi dell’economia europea. Situazione che, se si dovesse prolungare la crisi dei mercati, potrebbe peggiorare ulteriormente. E il campanello d’allarme arriva soprattutto da alcuni Paesi, con l’Italia, che torneranno ad una crescita sotto lo zero. Mentre i deficit tornano a riavvicinarsi pericolosamente alla fatidica soglia del 3%.
Redazione
Alitalia, Cai va avanti. E piloti e hostess chiamano a raccolta la base
Dopo la convulsa giornata di venerdì, con la Cai che prima ha ritirato e poi ha firmato la proposta d’acquisto per Alitalia, la palla passa adesso al fronte sindacale. Che si mostra spaccato tra autonomi e confederali, con questi ultimi che hanno firmato l’intesa con la Cai appoggiandosi al cosiddetto «Lodo Letta», vale a dire la premessa all’accordo secondo la quale l’interpretazione autentica del contratto per i lavoratori della nuova Alitalia è demandata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Gli autonomi, che costituiscono la maggioranza di assistenti di volo e piloti, sono invece ritornati sull’Aventino adducendo la causa a presunte violazioni fatte dalla Cai agli accordi di settembre che avevano sbloccato in un primo tempo la trattativa.
OFFERTA – Prosegue parallelamente la corsa contro il tempo di Fantozzi, che avrebbe avviato un primo esame dell’offerta che entrerà nel vivo lunedì con il confronto tra il prezzo avanzato da Cai (nessuna cifra ufficiale, ma secondo le indiscrezioni vicina a 400 milioni) e la valutazione degli advisor Alitalia. Poi partirà la trattativa, per permettere a Fantozzi di fare il massimo di cassa. Solo dopo la formalizzazione dell’eventuale vendita a Cai, il Commissario si occuperà della cessione degli asset non richiesti dalla ordata di Colaninno. Gli uffici dell’Antitrust comunitario avrebbero però chiesto chiarimenti circa il prezzo dell’operazione. Resta da capire se e quanta distanza vi sia tra l’offerta finanziaria di Cai e la valutazione fatta dagli advisor del Commissario e del governo (Rothschild e Banca Leonardo) che, secondo indiscrezioni, sarebbe tra i 900 e 1.100 milioni. Una forbice così ampia potrebbe allungare i tempi della trattativa con il commissario.
Draghi: Stagnazione fino al 2009. Le banche siano più attente alle famiglie
Non è rosea la previsione di Mario Draghi sulla durata della crisi economica che investe l’Italia. Per il governatore di Bankitalia, intervenuto durante la 84° Giornata mondiale del Risparmio, “la stagnazione in atto proseguirà almeno fino a metà del prossimo anno».
Draghi promuove le misure anticrisi e chiede una risposta forte al sistema, soprattutto sul piano della politica economica. La premessa da cui parte è che “sulla base dell’evoluzione della domanda mondiale oggi prevista dai principali organismi internazionali, la stagnazione in atto proseguirà almeno fino a metà del prossimo anno”.
Sarà dunque necessaria una pronta reazione da parte del il sistema bancario e del governo italiano. “Occorre innanzitutto evitare che la crisi si traduca in una severa contrazione dei flussi di credito all’economia reale; in secondo luogo, è necessario attivare efficaci politiche di sostegno che contrastino le tendenze recessive in atto”.
La Conferenza delle Regioni chiede di attuare l’Intesa con il Governo
“Le Regioni vogliono creare una leale collaborazione istituzionale”, ha dichiarato il presidente Vasco Errani al termine della Conferenza delle Regioni del 30 ottobre, sottolineando inoltre come sia “ora di dare piena applicazione all’intesa fatta il 2 ottobre con il Governo e realizzare questa collaborazione nel bene del Paese”.
Le Regioni sono pronte a farsi carico dei problemi, ma non si può affrontare la riorganizzazione scolastica in un mese. Non ci sono le condizioni per la sua realizzazione: bisogna costruire, attraverso un tavolo, un’Intesa per tutto il territorio nazionale che tenga anche conto delle aree più svantaggiate e dei relativi costi.
Quagliarello (PdL): Il referendum sulla scuola non è giuridicamente fattibile
“Un grande partito, prima di proporre un referendum a caldo su un provvedimento appena approvato dal Parlamento, dovrebbe valutare bene l’opportunita’ politica dell’iniziativa, e altrettanto dovrebbe fare per quel che
Epifani (Cgil): Sugli statali non ho rotto io l’unità, ho la coscienza pulita
La Cgil “non ha rotto l’unità, è vero il contrario, noi fino all’ultimo ci siamo battuti perché le organizzazioni tenessero uno stesso orientamento”. Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha commentato l’accordo separato raggiunto ieri a Palazzo Chigi sul rinnovo contrattuale per il pubblico impiego, dal palco dell’assemblea delle delegate e dei delegati della Fiom.
Il leader della Cgil ha ribadito che la firma di Cisl e Uil è stata un errore perché, ha motivato, “la piazza di ieri chiedeva unità: noi abbiamo la coscienza pulita. Non giochiamo mai contro altri, ma non vorrei che per altri sia il contrario: che si vince quando si divide”. Quanto al rapporto con le altre organizzazioni sindacali, Epifani ha spiegato: “Non risponderemo agli insulti rivolti anche questa mattina ma abbiamo un obbligo: continueremo a dire la verità. E diciamo, quindi, che e curioso che alle nostre richieste di riaprire il tavolo con Confcommercio, la controparte e disponibile, mentre la chiusura viene da Cisl e Uil: non si era mai visto”.
Alitalia, Cai ci ripensa: presentata l’offerta vincolante
Cai ha presentato l’offerta vincolante al commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, per l’acquisizione di beni e asset di Alitalia. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della Società, riunitosi sotto la presidenza di Roberto Colaninno, che ha preso atto del lavoro sin qui svolto. Lavoro, si legge in una nota della società, che ha consentito di «raccogliere intorno alla nuova società oltre venti gruppi imprenditoriali, disposti ad investire oltre 1 miliardo di euro per ristrutturare e rilanciare il comparto aereo del Paese intorno ad Alitalia e Airone; definire i contenuti di un piano industriale ambizioso ma realistico, che consentisse alla nuova compagnia di ritornare a crescere, posizionandosi come uno dei più importante vettori dell’area europea; definire i termini di un importante partnership con uno dei tre principali operatori mondiali del settore, con la possibilità anche di un ingresso di tale partner nell’azionariato della nuova Compagnia; determinare positive conseguenze sul piano occupazionale, che avrebbero permesso di assumere nella nuova società oltre 12.500 dipendenti, prevedendo inoltre procedure di mobilità e ammortizzatori sociali per gli altri dipendenti attuali di Alitalia e AirOne».
Statali, Brunetta attacca la Cgil: Legittimo non firmare, ma no disinformazione
«È legittimo non firmare un accordo. Non è però legittimo disinformare». Lo afferma il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, a proposito del protocollo sul rinnovo contrattuale del pubblico impiego, non firmato dalla Cgil, replicando alle affermazioni del segretario generale della Funzione pubblica, Carlo Podda.
Sono «ridicole e pretestuose», secondo il segretario generale Fp Cgil, le affermazioni che «in queste ore i segretari generali della Cisl Bonanni, e della Uil Angeletti, vanno facendo sull’accordo che hanno sottoscritto a Palazzo Chigi sul contratto degli statali. O sono in cattiva fede o non sanno di cosa parlano e francamente non so quale delle due ipotesi sia la più allarmante per i lavoratori», ha sottolineato Podda. «Le cose certe di quell’intesa – ha agiunto – sono: un aumento di 60 euro lordi, quando nei due bienni contrattuali precedenti con un’inflazione che era la metà di quella odierna, abbiamo ottenuto aumenti rispettivamente di 103 e 101 euro».
Scontri a Piazza Navona, per il governo la colpa è dell’ultra sinistra
Alla fine anche il governo ha riconosciuto di chi è la colpa degli scontri avvenuti a Piazza Navona tra studenti. Sono stati avviati da un gruppo di circa 400-500 giovani dei collettivi universitari e della sinistra antagonista che e’ venuto a contatto con gli esponenti di Blocco Studentesco (giovani di destra).
Lo ha detto il sottosegretario all’Interno, Francesco Nitto Palma, nell’informativa urgente del Governo alla Camera sugli scontri legati alle proteste contro la riforma Gelmini.
Nitto Palma ha spiegato che in piazza quel giorno c’erano un centinaio di persone del Blocco Studentesco, con un camioncino. ”E’ usuale – ha sottolineato – che durante le manifestazioni i mezzi con altoparlanti raggiungano piazza Navona”
Non c’erano infiltrati della polizia tra i manifestanti di destra durante gli scontri avvenuti a piazza Navona due giorni fa, ha proseguito il sottosegretario all’Interno, Francesco Nitto Palma, nell’informativa urgente del Governo alla Camera sugli scontri legati alle proteste contro la riforma Gelmini.
”Ieri – ha spiegato Nito Palma – e’ stato diffuso in rete un filmato degli scontri che indica un giovane con in mano un bastone tra gli elementi di destra.
Il PD contesta la ricostruzione del Governo sugli incidenti a Piazza Navona
Cosa è successo veramente a Piazza Navona? Come mai un camioncino pieno di spranghe è riuscito a superare l’attenzione della polizia e avvicinarsi indisturbato ai manifestanti? Come è possibile che le imponenti misure di sicurezza non siano riuscite a impedire quella degenerazione violenta di pochi e a salvaguardare la manifestazione pacifica di tanti?
Domande, queste, che non hanno trovato risposta nella sommaria ricostruzione fatta in aula dal sottosegretario all’Interno Nitto Palma. Deposizione che per il vice presidente Pd in Commissione Cultura a Palazzo Madama, Vincenzo Vita, è stata “particolarmente infondata”.
“Quando scendemmo insieme agli altri colleghi senatori del Pd per informare gli studenti di quanto avvenuto in aula, – spiega il senatore – fummo poco dopo messi sull’avviso del clima di provocazione che si stava instaurando in piazza. E così fu raccontato in seguito da diversi ragazzi. La ricostruzione inequivoca sottolineava la gravissima responsabilità dei gruppi di estrema destra”. “insomma – conclude Vita – si dica la verità” e si eviti di far ricorso alla “strategia della tensione”.