Mentana: un licenziamento in cinque mosse

 Nel giro di poche ore Enrico Mentana, uno dei giornalisti più in gamba di Mediaset, ha lasciato l’ azienda, senza esitazione. Una vicenda in cinque mosse, con una decisione che potrebbe non condividere solo chi non conosce a fondo l’etica professionale e umana di Mentana. Chiamiamola un’ edizione speciale in cinque sorprendenti sequenze.
La prima, lunedì sera: a pochi minuti dall’ annuncio della morte di Eluana Englaro, Mentana chiede ai vertici aziendali di accendere una “finestra” informativa sul caso del giorno da mandare in onda su Canale 5, ma in azienda gli rispondono di no.
La seconda, attorno alle 22: Mentana non solo si dimette dal suo incarico, ma rende pubblico lo strappo con un comunicato battuto dalle agenzie.
La terza: Mediaset accetta le dimissioni e sospende la puntata di Matrix in programma in tarda serata.
La quarta: Mediaset fa sapere (via lettera) ai giornalisti di Matrix che la trasmissione è momentaneamente sospesa.
La quinta: in serata Mauro Crippa, direttore generale dell’ informazione Mediaset, annuncia all’ agenzia Ansa che “Mentana non è stato mandato via da noi, ma è lui che si è messo fuori dall’ azienda, rompendo platealmente il rapporto fiduciario. E annuncia: Matrix? Un editore ha il dovere di tenere in vita i propri marchi anche al di là delle vicende personali”.

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Eluana Englaro: un caso da non dimenticare

Con la morte di Eluana Englaro il Senato abbandona l’ esame del ddl varato dal governo per impedire lo stop all’alimentazione e all’idratazione della ragazza in stato vegetativo da 17

Enrico Mentana si dimette. Solidarietà a Mentana

 Il Grande Fratello va in onda, nonostante Eluana sia appena morta. Enrico Mentana non accetta questa mancanza di rispetto di fronte a un dramma che scuote il Paese intero e “Mi dimetto, dice. “Mediaset non ha cambiato di una virgola il palinsesto. Domani rassegno le dimissioni da direttore editoriale di Mediaset”. In effetti, l’ azienda non ha cambiato di una virgola i programmi della serata su Canale 5, anche se il tg5 e Matrix erano pronti all’ informazione sulla morte di Eluana. “Non è così che si fa informazione su una grande rete nazionale. Non esiste solo l’ audience. Simili scelte tolgono credibilità a chi le compie, e personalmente non ho nessuna intenzione di avallarle. Stasera su Canale 5 il dramma è quello della cacciata di una concorrente dal Grande Fratello. A mezzanotte, se va bene, si parlerà di Eluana, a Matrix. Andremo in onda comunque, per dovere di informare. Domani però – conclude – rassegnerò le dimissioni da direttore editoriale di Mediaset, per un altro dovere, quello di coerenza”.

Il Premier. Opinioni a confronto: Veltroni e…gli altri

 La “tavola rotonda” di Veltroni, Cicchitto, D’ Alema, Bocchino, Di Pietro: una conversazione a cinque per un tema comune: Silvio Berlusconi.
“Se lo tolga dalla testa Berlusconi: al Quirinale non ci andrà mai. In quella carica si sono succedute personalità che hanno garantito l’ unità della nazione e il rispetto della Costituzione. Lui non è in grado di garantire unità, ma solo divisione. Il suo è un disegno scellerato e autoritario”. L’ opinione è del segretario del Pd, Walter Veltroni, intervistato da L’ Unità.
Per Veltroni, Berlusconi vuole portare il potere legislativo in una sola mano, nella sua. È questo
il suo atteggiamento nei confronti dell’ opposizione, della magistratura, dell’ informazione, dei sindacati.
“L’Italia, dice Veltroni, non è un’ azienda di sua proprietà, ma un paese che appartiene a sessanta milioni di italiani. Negli ambienti ben informati circola la tesi che Berlusconi vorrebbe andare alle elezioni anticipate per assicurarsi che il Parlamento che eleggerà il prossimo capo dello Stato sia più controllabile. Interessi assolutamente privati a fronte di un paese che vive una crisi economica e sociale gravissima”.

Giustizia: riforma al via

 Berlusconi dice no all’ appello se un imputato viene assolto. E intanto sono state rafforzate difesa e polizia. Ci sarà una riforma costituzionale, grazie alla quale un cittadino assolto in primo grado non deve più subire l’ iter travagliato del secondo e terzo grado, devastante per lui e la sua famiglia. Già la legge Pecorella si è pronunciata sull’ inappellabilità delle sentenze di assoluzione, ma è stata bocciata dalla Consulta. Ma Silvio Berlusconi avverte che il governo intende apportare cambiamenti anche al processo di appello.
Con il ddl Alfano di 32 articoli varato nei giorni scorsi il governo ha iniziato il cammino in questa direzione: meno poteri ai pm, più autonomia alla polizia giudiziaria, competenze più ampie per la corte d’ Assise e i banchi delle parti “posti allo stesso livello di fronte all’ organo giudicante”.

Economia e crisi: consumatore più fiducioso, ma più prudente negli acquisti

 Un periodo durissimo da superare, ma che le famiglie italiane (veramente non proprio tutte) vivono con una buona dose di ottimismo. Anzi, stanno meglio di quanto si potesse prevedere. Ed è ovvio. Le famiglie italiane hanno un grandissimo pregio: la propensione al risparmio, per poter attingere ai propri fondi nei momenti peggiori, senza indebitarsi. E questo rende meno drammatica la situazione per chi segue uno stile di vita risparmioso. Ma solo con una politica di risparmi fiscali l’ Italia potrà sostenere il potere di acquisto delle famiglie.

Secondo un rapporto Censis, l’ indice di fiducia è tornato a salire dopo i mesi bui della fine del 2008. Certo, l’ economia nazionale non va, ma quella di buona parte delle famiglie italiane sembra riprendere fiato. Secondo Coldiretti, tra i settori in crescita aumenta del 6% la spesa in vini pregiati e cresce dell’ 8% la percentuale di acquisti di prodotti a denominazione di origine (28%) e del 23% i consumatori che comperano cibi biologici.