Mentana: un licenziamento in cinque mosse

di Mariella Commenta

 Nel giro di poche ore Enrico Mentana, uno dei giornalisti più in gamba di Mediaset, ha lasciato l’ azienda, senza esitazione. Una vicenda in cinque mosse, con una decisione che potrebbe non condividere solo chi non conosce a fondo l’etica professionale e umana di Mentana. Chiamiamola un’ edizione speciale in cinque sorprendenti sequenze.
La prima, lunedì sera: a pochi minuti dall’ annuncio della morte di Eluana Englaro, Mentana chiede ai vertici aziendali di accendere una “finestra” informativa sul caso del giorno da mandare in onda su Canale 5, ma in azienda gli rispondono di no.
La seconda, attorno alle 22: Mentana non solo si dimette dal suo incarico, ma rende pubblico lo strappo con un comunicato battuto dalle agenzie.
La terza: Mediaset accetta le dimissioni e sospende la puntata di Matrix in programma in tarda serata.
La quarta: Mediaset fa sapere (via lettera) ai giornalisti di Matrix che la trasmissione è momentaneamente sospesa.
La quinta: in serata Mauro Crippa, direttore generale dell’ informazione Mediaset, annuncia all’ agenzia Ansa che “Mentana non è stato mandato via da noi, ma è lui che si è messo fuori dall’ azienda, rompendo platealmente il rapporto fiduciario. E annuncia: Matrix? Un editore ha il dovere di tenere in vita i propri marchi anche al di là delle vicende personali”.

Morale
Mediaset considera Mentana fuori dall’ azienda. Matrix potrebbe tornare in onda ma a condurla non sarà colui che l’ ha inventata e che ne è stato l’ indiscusso mattatore. Di Matrix Mentana non è stato solo l’ artefice, ma qualcosa in più.

Mentana tace
E con il suo silenzio non fa capire se intenda contestare o meno la versione di Mediaset che lo vuole oramai fuori dall’ azienda, ma certamente prova a gettare un po’ di acqua sull’ incendio che lo ha preso di sorpresa.

Molto misurate le prime reazioni del Pd, anche se l’ ex ministro Paolo Gentiloni coglie un punto che agli altri sfugge: “Se Mediaset ha deciso di sbattere la porta in faccia Mentana, vuol dire che vuole cambiare pelle, diventando definitivamente una tv di parte, capace di servire senza mediazioni gli interessi economici e politici del premier – proprietario”.

Il pensiero di Silvio Berlusconi
“Se va fora, l’ è meglio…”. E bravo il nostro Presidente del Consiglio. Da lui non ci si sarebbe aspettato una battuta così poco presidenziale.

A.C.

(Foto Ansa)

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