Monti illustra misure anticrisi a parti sociali ed enti locali

di Mariella Commenta

 Domenica di lavoro per Mario Monti: incontro con le parti sociali e i rappresentanti degli enti locali, ai quali illustrerà le linee guida degli interventi di lunedì 5 dicembre.
L’incontro è stato sollecitato dal segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, che ha chiesto un confronto sugli interventi che il Governo intende approvare in materia di pensioni. ”A noi interessa trovare delle soluzioni ed è molto strano che si arrivi a una soluzione così delicata senza consultare nessuno”, ha dichiarato Bonanni.

Sulle pensioni Susanna Camusso ha dichiarato: ”Abbiamo detto che il profilo deve essere l’equità e che questo intervento sulle pensioni ha un senso non se fa cassa ma se guarda ai giovani. Abbiamo detto che c’è un tema sostenibilità delle pensioni. Quando ci sarà un incontro con il governo e vedremo le proposte diremo quello che pensiamo”.
Il leader della Uil Luigi Angeletti, dopo l’incontro con il minisro dello Sviluppo economico, si è detto confortato dal colloquio, perché ”il ministro ha la consapevolezza dell’importanza della crescita non del banale recupero di soldi per risanare il deficit. Non sarà una cosa facile da fare ma l’importante è che si abbia questa convinzione”.
Su esplicita richiesta del commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn. Dovrebbe arivare la riforma delle pensioni. Rehn, infatti, ha chiesto al governo di procedere subito con una riforma organica della previdenza e in cambio concede la possibilità di rimandare un intervento complessivo sul mercato del lavoro. Fornero, intanto, è favorevole a introdurre in Italia un sistema di reddito minimo garantito.
Gli interventi sulla casa e il fisco sono stati confermati: ritorna l’Ici sulla prima abitazione in versione Imu accompagnata dalla rivalutazione delle rendite catastali al 15% e misure antievasione, stretta sull’uso del contante, abbassamento della soglia di tracciabilità a 300-500 euro.
Ipotizzato un nuovo aumento dell’Iva di uno o due punti dell’aliquota ordinaria del 21% e forse anche di quella agevolata del 10%, le liberalizzazioni e interventi per le infrastrutture e l’ambiente. Incerta la patrimoniale, che colpirebbe solo i patrimoni sopra un milione di euro. Qualche beneficio: un taglio di qualche punto per le imprese e sgravi Irap sul costo del lavoro.

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