Merkel: se crolla l’euro, crolla l’Europa

di Mariella Commenta

 La Grecia ancora una volta lotta contro il rischio di default e uscita dall’euro.
L’Ue cerca di mantenere la linea di rigore tracciata finora, ma in realtà non vorrebbe trovarsi a gestire il default greco e l’effetto a cascata che il crack di un Paese dell’Euro avrebbe a livello economico e anche politico su tutto il vecchio continente. Angela Merkel senza mezzi termini avverte: “La disgregazione dell’euro porterà alla disgregazione dell’Europa”.

La Merkel ha avvertito anche i membri della sua stessa coalizione di soppesare bene le parole, perché la posizione del governo è che la Grecia, vada aiutata. La posizione è condivisa anche a Parigi.
Lo stesso ministro delle finanze greco, Evangelos Venizelos, ammettendo il ritardo sul programma di riforme, è pronto ad “accelerare” il ritmo per centrare gli obiettivi prefissati. Il ministro ha così precisato: ”Atene deve vendere beni statali, chiudere agenzie governative e ridurre il personale in eccesso nella pubblica amministrazione. Misure che il governo sta discutendo in un confronto fiume con la troika ed ormai ultime chance a disposizione in un Paese in cui non è più possibile imporre nuove tasse”.
Tuttavia il governo non impone nuovi prelievi non per salvaguardare una popolazione già sul lastrico, ma perché il sistema di riscossione greco non sarebbe in grado di far fronte a nuovi impegni. In una situazione di grave emergenza greca,una fortuna che la Bce prosegua ad acquistare bond italiani e spagnoli.
Per le Borse europee, poco aiutate dal pessimismo di Wall Street, una pioggia di vendite nella prima seduta della settimana: dopo quattro sedute consecutive in rialzo l’indice Stoxx 600, che registra l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto il 2,26%, che equivale a 137 miliardi di euro bruciati in un’unica seduta. I mercati azionari più pesanti sono stati quelli di Milano (-10,5 miliardi di capitalizzazione) e soprattutto Stoccolma, che ha ha perso quasi tre punti e mezzo con titoli come Scania e Volvo in calo di oltre il 4%.
Gli operatori sono preoccupati per la situazione della Grecia, che appare sempre più complicata da risolvere, con il ritorno della tensione sui titoli di Stato italiani e spagnoli. La Borsa di Zurigo ha cercato di contenere le perdite, anche se Credit Suisse ha ceduto oltre il 6% e Ubs ha perduto un altro 1,85% dopo lo scandalo londinese.

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