Tremonti: ”Credo che sia giusto un sistema con tre aliquote Irpef”

di Mariella Commenta

 ”Le aliquote più basse possibili sono il miglior investimento per ridurre l’evasione fiscale – replica Tremonti – Inoltre, con una base imponibile ampia, le aliquote più basse possibili sono il miglior investimento per ridurre l’evasione fiscale. Per quanto riguarda le imposte è possibile ridurre il nostro sistema fiscale a cinque imposte. Verrà anche redatto un codice con principi unificanti e un catalogo dei tributi accorpando quelli minori”.

”Non si può fare una riforma in deficit – chiosa Tremonti – che non si può fare in deficit. Risorse possono essere recuperate dalla riduzione della spesa assistenziale, togliendo a chi non ha diritto. Molti assegni assistenziali ce li hanno quelli che hanno i Suv. È un enorme bacino da cui derivare risorse per fare la riforma fiscale e correggere le finanze pubbliche. Anche la politica deve fare la sua parte, dando l’esempio e portando le proprie remunerazioni nella media europea. Il prelievo fiscale, in Italia, può essere modificato in funzione di tre logiche fondamentali: i figli (la natalità), il lavoro e i giovani. Su alcune voci si può essere meno conservativi”.
La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, uscendo dall’assemblea di Confartigianato, ha così commentato: ‘‘Le riflessioni del ministro dell’Economia in merito alla riforma fiscale mi sembrano interessanti. Credo che ci siano degli spunti interessanti per un dibattito insieme”.
A sua volta, il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, commentando l’intervento di Tremonti: ”I soldi per fare la riforma fiscale bastano e avanzano”.
Il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, nella sua relazione all’assemblea annuale: ”Noi crediamo in una riforma del fisco che abbia l’obiettivo di consolidare il rapporto di reciproca fiducia e rispetto tra contribuenti e amministrazione finanziaria. I cittadini e gli imprenditori devono essere messi nella condizione di adempiere a norme chiare, semplici e precise. Per Confartigianato serve un riequilibrio della pressione fiscale su imprese e lavoro, meno adempimenti e più fiducia tra Stato e cittadini. Crediamo in una riforma che riduca la pressione fiscale, che la riequilibri a favore del lavoro e dell’impresa, che allinei la tassazione delle rendite ai livelli europei.
Tuttavia, noi non vogliamo una riforma fiscale a tutti i costi: siamo per un riequilibrio della tassazione a favore delle imprese e del lavoro, per un allineamento della tassazione delle rendite a quella europea, non siamo per un salto nel buio spinto da fretta e tatticismi politici. Forse le tasse possono davvero essere cosa buona e giusta se vengono percepite come un equo versamento per avere garantiti dallo Stato servizi pubblici all’altezza dei bisogni dei cittadini. Se però questo scambio non avviene diventa davvero incomprensibile e insostenibile una così elevata pressione e complessità fiscale”.

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