Assoedilizia. Regione Lombardia, il Grattacielo Nuova Sede

di Mariella Commenta

 Assoedilizia. Regione Lombardia, il Grattacielo Nuova Sede

Commento di Achille Colombo Clerici: ”Bello per Milano, ma esiste anche un’ altra faccia della luna. La Regione Lombardia si appresta a trasferire i propri uffici nel grattacielo di nuova costruzione, realizzato nel centro direzionale. Il Presidente Roberto Formigoni, per giustificare la spesa della edificazione, afferma compiaciuto che d’ ora in poi si risparmieranno milioni di euro di affitti. Qualche riflessione al proposito. L’ operazione in sé, quando fu concepita, poteva avere una sua validità economica e sociale. Anche se va detto che le nostre istituzioni hanno una certa vocazione da immobiliarista, perché si preoccupano, in generale, prima che delle attività da svolgersi secondo le finalità d’ istituto, di acquistarsi la sede.

A differenza di quanto avviene negli Stati Uniti ed in altri Paese di cultura anglosassone, dove i ruoli economici sono più marcati e quindi si ricorre alla locazione per gli immobili pubblici (ma anche per quelli aziendali) più frequentemente che da noi.

Quella operazione fu concepita in lieve anticipo, rispetto a quanto si stava profilando all’ orizzonte: cioé la prassi, di senso totalmente opposto, da parte di moltissimi enti pubblici di “cartolarizzare” gli immobili in proprietà, per fare cassa, finendo addirittura ad avere la sede in locazione o in leasing.

In questo frangente economico, il settore immobiliare del terziario direzionale soffre di un rilevante eccesso di offerta, dovuto ad una previsione di sviluppo della attrattività della Città, che è stata disattesa nei fatti e che in futuro troverà seri ostacoli a realizzarsi a causa della crisi economica in atto.

E certamente il rilascio, da parte della Regione, di migliaia di metri quadrati di uffici, non va nel segno di un aiuto a riequilibrare il mercato. Non oso immaginare dunque cosa penseranno i proprietari di quegli immobili che la Regione si avvia a rilasciare, i quali considereranno certamente che l’ ente pubblico, prima finanzia l’ acquisto della sede con le imposte da loro pagate, e poi li pianta in asso a vedersela con i problemi del mercato, proprio quando questo “non tira più”.

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