Il Papa in Sinagoga: comunità ebraica divisa

di Mariella Commenta

 Il giorno 27 gennaio si celebra in tutto il mondo la Giornata della Memoria, in occasione dell’ anniversario della data di liberazione del campo di concentramento di Auschwitz (avvenuta il 27 / 01 / 1945) dove si consumò uno dei più grandi genocidi della storia e dove morirono oltre un milione di ebrei.

Quest’ anno la giornata sarà preceduta da un appuntamento politico di primaria importanza, ovvero, la visita del Papa Benedetto XVI alla Sinagoga di Roma, dopo ventiquattro anni dall’ incontro storico fra il predecessore Pontefice Karol Wojtyla e il Rav Elio Toaff.

Tale visita, tuttavia, non è nata sotto i migliori auspici, per le polemiche sollevate dal mondo ebraico connesse alla procedura di beatificazione di Papa Pio XII, il pontefice che comandava la Chiesa di Roma durante il fascismo e il nazismo e che, oggi come allora, è accusato dallo stato di Israele di non avere fatto abbastanza per salvare gli ebrei dallo sterminio e dalla deportazione nei campi di sterminio.

A tale proposito, ci limitiamo a sottolineare le parole del Rav David Rosen consulente per il dialogo interreligioso del Gran Rabbinato di Israele, il quale, criticando le eroiche virtù di Pio XII, ha manifestato sorpresa per il fatto che una simile decisione sia stata presa a sole tre settimane dalla programmata visita del Papa alla Sinagoga di Roma.

Il problema sembrava risolto, anche grazie alla mediazione del Rabbino Capo della Comunità di Roma Riccardo Di Segni, quando, settimana scorsa, il Presidente dei Rabbini Italiani Giuseppe Laras, confermando la sua assenza, ha manifestato apertamente il suo dissenso dichiarando, in una intervista al quotidiano Judische Allgemeine, che “da questo incontro non deriverà nulla di positivo, né per il dialogo ebraico – cattolico, né per il mondo ebraico in genere.

L’ unica che potrà trarne vantaggio sarà la Chiesa che, qualora si verificasse un motivo di attrito con il mondo ebraico, potrà sempre servirsi di questo evento per ribadire ed esibire la sua sincera amicizia nei nostri confronti; la scelta di non disdire la visita è stata presa unilateralmente dalle rappresentanze della comunità ebraica di Roma e dal suo Rabbino Capo”.

Di tono conciliante, invece, le parole del Rabbino Capo di Roma, il quale si è limitato a considerare che, rispetto alle opinioni espresse dal Presidente Laras, abbiamo visioni differenti, io rispetto molto le visioni differenti, sarà il tempo a dire chi ha fatto la scelta giusta.

Parole di incoraggiamento e sostegno sono state espresse sia dal Presidente della Comunità Ebraica Romana Riccardo Pacifici, ma soprattutto dall’ anziano Rav Elio Toaff, il quale, ha dichiarato come “ebraismo e cristianesimo continuano a dialogare da decenni e questo nuovo appuntamento significa che il cammino prosegue su questa strada anche se ogni tanto compaiono quelli che oramai chiamiamo errori di percorso; tuttavia, credo che, grazie alla buona volontà di tutti il dialogo proseguirà sulla strada della collaborazione e della comune comprensione”.

Sul tema, infine, è intervenuto anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, il quale ha criticato duramente la presa di posizione del Presidente Laras dichiarando che “con questo atteggiamento offende i cattolici, soprattutto quelli che hanno sempre manifestato amicizia e solidarietà con gli ebrei e lo Stato di Israele; nel dialogo fra amici e fratelli possono nascere incomprensioni, ma l’ interruzione del dialogo e gesti di scortesia non aiutano certamente a chiarire le rispettive posizioni”.

Anna Sara Balloni – Kevin John Carones

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