Dopo l’ intesa Berlusconi e Fini, la maggioranza accelera sulla riforma del processo penale. Il ddl sulla giustizia inizia il suo percorso in Senato. L’ ha annunciato il sottosegretario Paolo Bonaiuti.
L’ accordo nel Pdl prevede che il processo penale non duri più di sei anni. No alla prescrizione breve dei reati con pena massima non superiore a dieci anni. Il ddl di iniziativa parlamentare riguarda tre punti, l’ ultimo dei quali introdurrà una norma transitoria che inciderà sui processi Mediaset e Mills in cui è imputato Silvio Berlusconi.
Il primo articolo della bozza di ddl modifica la legge Pinto che, approvata nel 2001, introduce un’ equa riparazione per chi ha subito processi troppo lunghi: per la prima volta viene chiarito che il processo non deve durare più di due anni in primo grado, due anni in appello e altri due in Cassazione, per non essere ingiusto, ma in linea con le sollecitazioni del Consiglio d’ Europa.
Prima della richiesta di indennizzo, però, la vittima dovrà presentare al giudice un’ istanza di accelerazione che farebbe scattare una corsia preferenziale per definire il processo in tempi brevi, con la sentenza motivata in modo sintetico. Per i processi pendenti al momento dell’ entrata in vigore della legge, l’ istanza acceleratoria deve essere presentata entro 60 giorni.
Il secondo punto del ddl riguarda la prescrizione processuale con la creazione di una nuova norma del codice di procedura penale (l’ articolo 346 bis). Il testo prevede che, in caso di processi per reati con pene non superiori a 10 anni (ad eccezione dei reati di mafia, terrorismo o grave allarme sociale come rapina, omicidio, estorsione), ciascuna fase del processo non possa durare più di due anni (sei in totale), altrimenti scatterà la prescrizione. Tale norma non si applicherà ai recidivi e ai delinquenti professionali o abituali.
Il terzo punto è la norma transitoria grazie alla quale la prescrizione viene applicata anche ai processi in corso, ma solo a quelli pendenti in primo grado. In questo modo, rientrano nella previsione sia il processo sui diritti tv Mediaset (in cui Silvio Berlusconi è imputato per reati societari), sia quello Mills (nel quale Berlusconi deve rispondere per corruzione in atti giudiziari).
In ogni caso, per consentire ai magistrati di celebrare celermente i processi, così come previsto dall’ intesa Fini – Berlusconi, il presidente della Camera ha reso noto che in Finanziaria saranno stanziate più risorse per il settore giustizia. L’ intenzione del centrodestra, intanto, è quella di avviare un confronto a 360 gradi anche con la magistratura: la consulta della giustizia del Pdl dovrebbe incontrarsi domani con i vertici dell’ Anm.