Clima. Maggior prudenza a Copenaghen sulle scelte di contrasto al riscaldamento globale

di Mariella Commenta

Le recenti dichiarazioni di un importante oceanografo Mojib Latif, professore di scienze marine dell’ Università tedesca di Kiel, nelle quali si ribadisce che l’ aumento della Co2 di origine antropica non è l’ unico elemento che condiziona il mutamento del clima e che nei prossimi 10 anni, a causa delle variazioni alle dinamiche delle correnti marine negli oceani, dobbiamo aspettarci un abbassamento della temperatura, vanno ad aggiungersi alle perplessità di scienziati e studiosi sulla correlazione – fino ad oggi molto enfatizzata – tra attività antropica e riscaldamento globale quale unico elemento determinate dei mutamenti climatici.

Di fronte alle perplessità che emergono ormai con una certa frequenza sulla fondatezza degli scenari catastrofici in campo climatico ed alla certezza di essere ancora lontani dall’ aver compreso le dinamiche dei tanti fattori che determinano l’ evoluzione climatica, ci chiediamo se non sia opportuno che il nostro ministro Prestigiacomo alla prossima conferenza di Copenaghen rappresenti un atteggiamento prudente del nostro Governo rispetto alle posizioni più radicali che vorrebbero imporre obiettivi ed investimenti straordinari per contrastare il cosiddetto global warming.

Peraltro l’ aula del Senato della Repubblica ha approvato nei mesi scorsi sia una Mozione presentata dal gruppo del PdL che esprime perplessità rispetto al catastrofismo climatico e suggerisce un approccio più prudente e pragmatico sulle soluzioni da mettere in atto, che, in commissione ambiente, un parere sul libro bianco della Comunità europea L’ adattamento ai cambiamenti climatici: verso un quadro d’ azione europeo – COM (09) 147 che chiede al Governo italiano di farsi portavoce proprio nel prossimo incontro internazionale di obiettivi di miglioramento ambientale più ampi della sola riduzione di Co2, quali la riduzione degli inquinanti chimico fisici, l’ aumento dell’ indipendenza energetica, la definizione di significativi stanziamenti per aumentare la capacità di adattamento nei Paesi dell’ area mediterranea, in considerazione del fatto che quest’ ultima apparirebbe maggiormente esposta alle conseguenze negative dello spostamento verso nord delle fasce climatiche.

Sen. Andrea Fluttero (An- PdL)
Segretario XIII Commissione Ambiente Senato

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