Immigrazione e integrazione. Fini: “Non razzismo, ma paura degli stranieri”

di Mariella Commenta

 Il presidente della Camera Gianfranco Fini, sul tema dell’ immigrazione, parla chiaro davanti alla platea radunata per la presentazione del rapporto Caritas: “Non c’ è razzismo in Italia, se per razzismo si intende la dichiarata superiorità di una razza su un’ altra, c’ è però tanta xenofobia ed è noto che la xenofobia è in qualche modo l’ anticamera del razzismo”. Fini rivolge particolarmente ai più giovani l’ invito a giudicare in base alla conoscenza e non al pregiudizio.

Sul tema immigrazione scendono nuovamente in campo anche i vescovi, i quali insistono che solo un pacchetto integrazione che vada oltre quello sulla sicurezza potrà esserci in Italia una vera politica migratoria.

“Poco si è sentito parlare del pacchetto integrazione, di un’ impostazione più equilibrata che non trascura gli aspetti relativi alla sicurezza, ma li contempera con la necessità di considerare gli immigrati come nuovi cittadini portandoli a e essere soggetti attivi e partecipi nella società che li ha accolti”, dice mons. Schettino.

“Anche la Cei ha avuto modo di sottolineare che senza integrazione non c’ è politica migratoria. La vera sicurezza nasce dall’ integrazione. Su questa impostazione, ha continuato, ha influito l’ esperienza maturata dalla Chiesa italiana in un secolo e mezzo di servizio agli emigrati italiani all’ estero, quando essi rischiavano di essere considerati unicamente come braccia da lavoro.

Il Dossier di quest’ anno, ridimensionando l’ allarme criminalità, sottolinea che il clichè dell’ immigrato – delinquente non trova riscontro nei dati statistici e che inizia a vacillare anche il clichè italiani brava gente a seguito dei ricorrenti atti di razzismo e intolleranza nei confronti degli immigrati. Con serenità, possiamo affermare che bisogna cambiare e favorire condizioni di vita più serene per noi e per gli immigrati. A questo fine dobbiamo impegnarci per raggiungere una maggiore funzionalità della pubblica amministrazione negli adempimenti che regolano la vita degli immigrati”.

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