Europarlamento: il nuovo presidente è Jerzy Buzek (Ppe)

di Mariella Commenta

 L’ ex premier polacco, Jerzy Buzek (Ppe), è il nuovo Presidente del Parlamento europeo. Nel corso della sessione inaugurale a Strasburgo, i deputati europei si sono espressi a larghissima maggioranza per l’ elezione di Buzek, che succede così al Presidente uscente, il tedesco Hans – Gert Poettering, il quale oggi ha aperto i lavori a Strasburgo.

Buzek di fatto non ha avuto sfidanti, dopo il ritiro dell’ italiano Mario Mauro, nessuna chance per l’ unica candidata della sinistra radicale, la svedese Eva – Britt Svensson. Il candidato del Ppe, dopo aver vinto la sua battaglia interna con il candidato italiano, ha ottenuto l’ appoggio anche del gruppo Asde (Alleanza dei Socialisti e Democratici) e dell’ Alde (Alleanza liberaldemocratica). Anche il leader dei Verdi, Daniel Cohn-Bendit, ha annunciato oggi il sostegno del suo gruppo alla persona, ex membro di Solidarnosc, di cui ha detto di aver apprezzato il lavoro come eurodeputato nella scorsa legislatura, pur non essendo sempre d’ accordo con lui.

Durante il suo intervento davanti all’ Assemblea di Strasburgo, ieri mattina, prima delle operazioni di voto, l’ ex premier polacco ha detto che la cosa più importante per l’ Europarlamento sarà ascoltare i cittadini europei, e ha indicato brevemente le priorità attuali della politica europea nelle iniziative per uscire dalla crisi enconomica e finanziaria, per assicurare la sicurezza energetica (su cui Buzek pone l’ accento molto più che sulle politiche climatiche), per affrontare quelli che ha definito i problemi dell’ immigrazione, e per rilanciare la cosiddetta strategia di Lisbona per la competitività economica dell’ Ue.

Buzek propugna anche la fine della rivalità economica e commerciale fra Ue e Stati Uniti, per un accordo transatlantico di fronte all’ agguerrita concorrenza dei giganti asiatici. Altro tema importante, per Buzek, è quello del completamento della ratifica e poi dell’ attuazione del Trattato di Lisbona, che dà più poteri al Parlamento europeo e strumenti decisionali più efficaci all’Ue.

In questo caso, e sempre che gli irlandesi votino a favore del Trattato nel loro secondo referendum in ottobre, il futuro presidente dell’ Europarlamento avrà sicuramente un ruolo da svolgere nella geografia politica del suo paese, dove il presidente euroscettico Lech Kaczynski non ha ancora firmato la legge nazionale di ratifica, già approvata dal Parlamento nazionale.

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