Silvio Berlusconi a Cinisello Balsamo per un comizio accanto a Guido Podestà, candidato alla presidenza della Provincia di Milano: “Il governo non cadrà”

di Mariella Commenta

“Fate domande di politica estera, non parliamo di comiche…”. Con i giornalisti Silvio Berlusconi avrebbe voluto parlare solo d’ Europa e non di storie di donne ed escort, ma alla fine non ce l’ ha fatta a tenersi dentro la sua rabbia. Determinato, arrabbiato, sicuro “di spazzare via questa spazzatura”: “Io me ne intendo di spazzatura: a Napoli l’ ho fatta fuori e lo farò anche in questa occasione”.

A tutti quelli che l’ hanno chiamato in queste ore dice di stare tranquilli. Il premier sa che il Pdl è in fibrillazione, che i ministri si chiedono cosa possa ancora venire fuori sulla vita privata del loro capo. La sensazione diffusa è che a un certo punto la maggioranza si potrebbe trovare di fronte a una situazione indifendibile sul piano morale e dello stile di vita del Cavaliere. E che, insomma, a un certo punto si dovrà difendere il leader che si consente certe libertà sessuali.

Ma quanti dei parlamentari e ministri saranno disposti a difenderlo fino alla morte? Rimane il fatto che Berlusconi è sicuro di sé, almeno così si mostra soprattutto alle truppe. Assicura tutti che anche questa volta ne uscirà a testa alta. Il premier è infastidito dai giornalisti che alla conferenza stampa, al termine del vertice europeo, cercano di fargli domande sull’ inchiesta barese e sul giro di squillo. Non vuol rispondere al cronista dell’ Unità, un giornale per il quale ha disistima totale.

Ed è a questo punto della conferenza stampa che Berlusconi ha tirato fuori la frase sulla spazzatura. Una giornata nervosa, cominciata di prima mattina con una raffica di smentite. Mentre era seduto tra i capi di Stato e di governo, ha ricevuto una telefonata da Niccolò Ghedini. Il suo avvocato gli comunicava che il garante della privacy aveva deciso che le foto di Zappadu non sarebbero state pubblicate: “Ecco, nonostante tu abbia un avvocato impazzito, il garante della privacy ci ha dato ragione”.

L’ avvocato – deputato si riferiva a una frase riportata dalla Stampa: Berlusconi avrebbe definito Niccolò un pazzo per aver detto che il premier sarebbe un utilizzatore finale delle escort, e non chi le ha pagate. Un’ altra frase attribuitagli lo ha fatto uscire dai gangheri, cioè che risponderà agli attacchi colpo su colpo….

“Ma come potete pensare che mi metta a rispondere colpo su colpo a queste assurdità: io non ho bisogno di farlo. Continuo a lavorare per il bene del Paese”, dice il premier mentre lascia la sala stampa. Il suo portavoce Paolo Bonaiuti spiega che si risponde colpo su colpo agli attacchi politici, “ma qui ci troviamo di fronte a falsità assolute“. Dunque non c’ è nulla da spiegare, nemmeno se a chiederlo è l’ Avvenire che invita il Cavaliere a chiarire come stanno le cose di fronte all’ opinione pubblica cattolica che ha votato Pdl.

Così l’ altra storia di fantapolitica sui complotti dentro il Pdl: “Lavoro bene con Tremonti. Tra noi c’ è una assoluta amicizia, stima e fiducia. Lavoro bene anche con Draghi di cui apprezzo capacità e correttezza”. Per il premier i giornalisti sono degli spioni perché hanno riportato la telefonata con Ghedini. “Povera Italia, se andiamo avanti così va a finire che quello che dice una moglie al marito sul cuscino del letto sarà inserito nelle prime pagine dei vostri eccellentissimi giornali”. Chiuso il suo sfogo a Bruxelles, Berlusconi è tornato in Italia per un comizio accanto a Guido Podestà, candidato alla presidenza della Provincia di Milano.

Nel suo urlo a Cinisello Balsamo ha avvertito la sinistra di non farsi l’ illusione di buttare giù il governo e la maggioranza con trame giudiziarie e attacchi mediatici: “Siamo la maggioranza e in un Paese democratico la maggioranza governa. Più continuate a fare così, più mi convincete a restare, mi fate pena, mi fate disgusto”. Infine un riferimento all’ Abruzzo e alle manifestazioni organizzate dalla sinistra per strumentalizzare “le speranze, la paura e i morti”.

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