Lavoro. Raggiunto l’ accordo sulla base della piattaforma unitaria e condivisa da tutte le organizzazioni sindacali

di Mariella Commenta

Accordo raggiunto per il contratto degli oltre 500 mila lavoratori di regioni, province e comuni. L’ Aran e Cgil, Cisl e Uil, infatti, hanno sottoscritto un’ intesa che prevede un aumento medio a regime sul salario tabellare di 63,20 euro circa (pari ad +3,2%).

Nelle amministrazioni più virtuose l’ incremento complessivo medio potrà arrivare anche a superare i 90 euro: un +1%, 19,40 euro, sarà infatti a disposizione delle amministrazioni che hanno rispettato il Patto di Stabilità interno e le regole per il contenimento della spesa del personale; un ulteriore +0,5%, altri nove euro, andrà agli enti più bravi. Tali risorse destinate alla contrattazione integrativa serviranno a premiare la maggiore produttività e il merito dei dipendenti. Dunque, a migliorare i servizi resi ai cittadini.

Novità anche sul fronte dei lavoratori precari: c’ è l’ impegno ad avviare il confronto a livello regionale tra il sindacato e le regioni, l’ Anci (comuni), l’ Upi (province) e Unioncamere entro 45 giorni dalla stipula del contratto, valutando quindi la possibilità di un rinnovo o della proroga dei contratti a tempo.

Previsto anche il recupero delle trattenute sul salario per le assenze collegate, per esempio, a permessi retribuiti per donatori di midolleo osseo o ad attività di volontariato o permessi riguardanti la prevenzione oncologica.

L’ intesa interessa il biennio 2008 – 2009 ed è stata sottoscritta unitariamente da Cgil, Cisl e Uil, al pari di quanto avvenuto recentemente per il contratto della sanità, ma a differenza di quanto accaduto in precedenza per i ministeri, il parastato, la scuola che non hanno visto la firma della Cgil.

Secondo quanto si è appreso, la firma è avvenuta dopo verifiche ulteriori che si sarebbero svolte con il ministero dell’ Economia per le nuove disponibilità messe sul piatto dal comitato di settore. Che hanno consentito di sbloccare il negoziato.

Per l’ Aran, in ogni caso, l’ accordo è in linea con gli altri raggiunti nel pubblico impiego in questa stagione contrattuale. È la percentuale, ha rilevato l’ agenzia che rappresenta la controparte dei sindacati nelle trattative, riconosciuta in tutti i comparti del pubblico impiego. Soddisfazione da regioni e autonomie locali e sindacati. Le prime vedono valorizzata la loro autonomia, perché si consente di incrementare, dove ciò è possibile, le risorse della contrattazione decentrata; e i sindacati giudicano l’ accordo un risultato importante.

“Se una controparte non lavora scientificamente alla divisione del sindacato e cerca di stare nel merito delle questioni – ha detto il segretario della Fp – Cgil, Carlo Podda – è difficile che il sindacato si divide, questo se il negoziato è finalizzato a raggiungere un punto di equilibrio”.

Anche per il segretario nazionale della Fps – Cisl, Daniela Volpato, la firma è stata “raggiunta sulla base della piattaforma unitaria e condivisa da tutte le organizzazioni sindacali. Ed è importante per la quantità di risorse rese disponibili dalle autonomie locali a livello di contrattazione decentrata: ciò significa più valore per il lavoro pubblico e servizi migliori a vantaggio delle comunità locali”.

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