Emanuele Filiberto di Savoia per la prima volta alle urne

di Mariella Commenta

Debutto elettorale per Emanuele Filiberto, primo Savoia ad esercitare il diritto di voto dopo aver guadagnato lo status di cittadino repubblicano. Alle 15,15, puntuale come un orologio, si presenta al seggio numero uno allestito in Comune. È visibilmente emozionato, sgombra subito ogni dubbio: nel 2008 si candidò alla Camera dei deputati con una lista chiamata “Valori e futuro con Emanuele Filiberto” presentandosi solo per la circoscrizione estera “Europa”. Allora prese appena lo 0,4%, ora le cose potrebbero cambiare. All’ epoca aveva la cittadinanza svizzera, ora ha quella italiana, per la precisione in Umbria.

Il che gli preclude la possibilità di votare per le provinciali a Torino. Il primo assaggio elettorale del giovane Savoia si limita alle europee, dove è candidato dall’ Udc nella circoscrizione Nord – Ovest. Mentre attende il suo turno, osserva curioso gli scrutatori al lavoro, cede il passo alle signore fino a quando gli spiegano che esistono file dedicate ai due sessi, inganna l’ attesa chiacchierando con i giornalisti: “In fondo sono triste che questa campagna elettorale sia terminata. È stato bello ritrovare il contatto con la gente, scoprire il mio Piemonte… L’ ho vissuto come un ritorno alle origini, alle mie radici”.

Il tono e la mimica sono quelle di un ragazzo che, a dispetto del cognome ingombrante, non sembra diverso da tanti altri. Felice di poter camminare per strada, lusingato dalle attenzioni, galvanizzato dalla nuova avventura politica: “Stare in mezzo alla gente mi ha insegnato l’ umiltà. Gli italiani sono grandi lavoratori, hanno una grande dignità ed amano il loro Paese. Peccato che le classi dirigenti non se ne rendano conto”.

Sembrano parole ovvie. Forse se ne rende conto anche lui, visto che si sente in dovere di ribadire il concetto: “Per 31 anni sono stato fuori dall’ Italia, con l’ esilio l’ ho amata anche di più. Mi hanno sempre dipinto come una figura inaccessibile, ma non è così”.

Di lì a poco si imbucherà nella cabina numero 3, matita alla mano. In serata i genitori lo raggiungeranno per condividere con lui l’ attesa dello scrutinio elettorale: tra i programmi in agenda, una puntata in piazza San Carlo per seguire i Giochi mondiali dell’ Aria.

Gli chiedono quale sarà la priorità una volta eletto a Strasburgo. “Cioè, se sarà eletto…”, si corregge un cronista. “Appunto, facciamo le corna – risponde Filiberto con una risata -… Forza ragazzi, non vorrete che mi tocchi qui, davanti a tutti. Non sarebbe elegante!”. Poi torna serio: “La gente non conosce il Parlamento europeo. Invece a Bruxelles si può fare molto, anche per il Piemonte. Di certo non potrò nascondermi dietro la poltrona. Per chi voterò? Credo che voterò per me perché me lo merito. Per me e per una donna. No, non dirò quale”.

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