Estero. Obama: un piano per combattere l’ evasione fiscale oltreoceano e i paradisi fiscali

di Mariella Commenta

 “A nessuno piace pagare le tasse, soprattutto in tempi di crisi. Ma la maggior parte degli americani rispetta gli obblighi. Molti cittadini e imprese adempiono ai loro obblighi ma ci sono altri che non lo fanno”.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato un piano per combattere l’ evasione fiscale oltreoceano e i paradisi fiscali. “Ho chiesto al Congresso di approvare misure di senso comune”, ha detto il presidente, affiancato dal segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner. Nel presentare il proprio piano di riforma, il presidente ha sottolineato che “il codice fiscale (americano) è pieno di scappatoie che agevolano le aziende, e non possiamo premiare quelle società americane che operano oltreoceano e che riescono a trovare il modo di evadere le tasse. Anche perché pagare le tasse è un obbligo legato alla cittadinanza. Per questo, ha ribadito Obama, ho parlato della necessità di chiudere i paradisi fiscali oltreoceano”.

La battaglia di Obama è in particolare contro quelle società americane che riescono a evadere le tasse trasferendo le proprie operazioni o i loro conti bancari al di fuori degli Stati Uniti. L’ obiettivo della riforma annunciata è dunque quello di impedire che le aziende Usa riescano a rimandare il pagamento dei loro oneri fiscali come hanno fatto finora, ricorrendo all’ imputazione degli utili a bilanci di società estere invece di registrare i profitti negli Usa.

Obama, che ha lanciato un appello anche per una maggiore trasparenza dei conti bancari delle società estere nelle isole Cayman, ha precisato che il suo piano garantirà nuove tasse per un valore di 210 miliardi di dollari nel corso dei prossimi dieci anni, rendendo più facile per le società creare nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti. Il presidente ha continuato affermando che «i risparmi potranno essere utilizzati per ridurre il deficit”.

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