Gianfranco Fini al “Parlamento della legalità”: “La lotta alla mafia non si fermerà”

di Mariella Commenta

Gianfranco FiniGiunto a Bagheria per parlare agli studenti promotori del “Parlamento della legalità“, il presidente della Camera, ribadisce: “Se non vogliamo che ci siano legami con la mafia, chi rappresenta il popolo, la politica, deve garantire trasparenza e la forza dell’ esempio e del comportamento”. Rivolgendosi agli studenti, Fini ha invitato a “non votare chi vi dice dammi il voto e poi io ti do un posto di lavoro. È questo il comportamento che ha portato capi mandamento e boss a dire “ci pensiamo noi”. Secondo Fini, è dovere dello Stato garantire la selezione di coloro che meritano e non i boss “perché chi si impegna deve andare avanti. Negli ultimi anni sono stati fatti grossi passi in avanti: lo Stato ha reagito, è cresciuta la volontà nella società di non calare il capo”.

Naturalmente Gianfranco Fini non poteva fare a meno di toccare anche i temi della politica e, soprattutto, del congresso che ha dato il via al partito unico del centrodestra. “So perfettamente – ha spiegato l’ ex numero uno di An – che su alcune questioni che ho sollevato al congresso ci sono opinioni dissimili, sfumature e valutazioni diverse nel Pdl”.

Riguardo all’ intervento conclusivo di Berlusconi, Gianfranco Fini ha aggiunto: “Credo che il presidente Berlusconi abbia ribadito nella sua replica la necessità di rimodernare le istituzioni, se non ricordo male ha usato l’ espressione rinvigorire la costituzione; ha detto che è opportuno che vi sia il confronto con l’ opposizione. Vedremo se nelle prossime settimane questo obiettivo sarà raggiunto, io continuo a sostenere che questa legislatura può essere una legislatura costituente”.

Il tema del giorno, però, è quello dei maggiori poteri al premier. Gasparri sostiene la richiesta del Cavaliere: “Rispetto il ruolo del Parlamento, i regolamenti, i principi della Costituzione – afferma – ma cosa c’ è di più importante dell’ attuazione del programma di una coalizione che vince grazie alla volontà popolare? Se il popolo non vede attuato il programma che ha votato poi dà la colpa a coloro che ha votato e li considera incapaci e non sempre si è capaci. A volte le procedure e le complessità rallentano il percorso”.

Sulle riforme condivise invocate da Berlusconi arriva però una parziale frenata del Pd: “Ora bisogna intervenire contro la crisi economica con misure d’ emergenza e di largo respiro: assegno per chi perde il lavoro, aiuti ai più poveri da parte di chi ha un reddito superiore ai 120mila euro, fondi per affitti, mutui ed edilizia popolare, agevolazioni del credito per le Pmi Se poi si vuole discutere di riforme, noi non ci sottrarremo” spiega Marina Sereni, vicepresidente dei deputati.

Positiva invece la posizione della Lega. Il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli, ieri a Milano spiega come il governo “abbia già predisposto una bozza di riforma che la settimana prossima verrà presentata ai capigruppo di maggioranza e poi di opposizione”.

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