Dieci anni d’inflazione: Comunicazioni “in soffitta”, domina l’energia

di isayblog4 28 views0

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“Rapporto prezzi 2008” realizzato dall’Ufficio Studi Confcommercio, l’andamento dei prezzi al consumo negli ultimi dieci anni evidenzia comportamenti diversificati tra i vari capitoli di spesa. Infatti, al crollo del comparto delle comunicazioni, in calo di quasi il 30% nel periodo considerato, fa da contraltare l’aumento di oltre il 47% delle spese per l’abitazione, acqua, luce e gas e quello della voce trasporti cresciuti di quasi il 40%. E, nel confronto tra l’andamento dei prezzi dei beni e quello dei servizi, proprio questi ultimi risultano, nel decennio, la componente principale delle dinamiche inflazionistiche in particolare per quanto riguarda quelli locali, come la tariffe per la raccolta rifiuti e per il consumo di acqua. Il dato più rilevante dell’analisi è sicuramente la spinta deflazionistica registrata dal capitolo comunicazioni, una voce di spesa di primo piano per la spesa delle famiglie, che comprende le apparecchiature per la comunicazione, i servizi di telefonia e i servizi postali. L’evoluzione contenuta dei prezzi dei prodotti ad alto contenuto tecnologico, provenienti da Paesi con minori costi di produzione, la massiccia diffusione sul mercato di nuovi modelli e la svalutazione del dollaro degli ultimi anni hanno, infatti, condizionato l’andamento dell’inflazione per questo settore, nel quale i prezzi sono diminuiti del 28,3% tra il 1995 e il 2007.

Se la discesa dei prezzi nelle comunicazioni ha rappresentato negli ultimi anni un sostegno al potere d’acquisto delle famiglie, altri importanti settori sono andati nella direzione opposta facendo registrare forti rincari. E’ il caso, escludendo le bevande alcoliche e i tabacchi su cui ha pesato essenzialmente l’aumento dell’imposizione fiscale, delle spese riferibili all’ambito domestico, ovvero delle spese per l’abitazione, l’acqua, l’elettricità e i combustibili, il cui incremento dei prezzi tra il 1995 e il 2007 è stato il più elevato dei 12 capitoli di spesa. L’insieme di queste voci rappresenta una quota significativa delle spese cosiddette obbligate che hanno costituito negli ultimi anni, e costituiscono tuttora, una voce rilevante di spesa nei bilanci delle famiglie.

Proprio questa componente ha evidenziato dinamiche accentuate dei prezzi rispetto a quelle osservate per i prezzi dei beni commercializzati, cioè quelli di largo e generale consumo che le famiglie acquistano presso i diversi format distributivi.

Pesanti ripercussioni sulla spesa delle famiglie sono derivate anche dall’aumento dei costi di trasporto sui quali ha inciso soprattutto il caro-petrolio.

Per l’insieme dei prodotti con un’elevata frequenza di acquisto, che oltre ai carburanti e alle spese per la ristorazione comprende anche gli alimentari, i tabacchi e l’affitto della casa, il processo inflazionistico è stato nel periodo considerato più accentuato (+36,7% la variazione cumulata 1995-2007) rispetto sia ai prodotti di media frequenza (+35,0%) che di bassa frequenza (+19,9%).

Un quadro di sostanziale stabilità dei prezzi è quello che emerge se si prende in considerazione l’andamento della sola inflazione di fondo, ottenuta eliminando le componenti più volatili come gli alimentari freschi e i beni energetici (tab. 2). Questa componente si è mantenuta, nel periodo considerato, in linea o al di sotto del valore dell’indice generale sul quale, invece, hanno pesato i rincari nei prezzi dei prodotti energetici e degli alimentari lavorati (rispettivamente +44,2% e +33,6%).

In particolare, tra i prodotti energetici i maggiori rincari hanno interessato i carburanti per autoveicoli, sulla scia del continuo aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi causato dallo squilibrio a livello mondiale tra una domanda che continua a crescere ed una produzione che negli ultimi anni non è aumentata in maniera significativa; nel gruppo dei prodotti energetici anche i prezzi dei beni regolamentati come l’energia elettrica e il gas per usi domestici e da riscaldamento hanno registrato aumenti a ritmi sostenuti.

Spostando l’analisi sul confronto tra la dinamica dei prezzi dei beni e quella dei servizi acquistati dalle famiglie emerge che sono questi ultimi ad aver spinto in alto l’inflazione (+40,9% dal 1995 al 2007) registrando un distacco di oltre 14 punti percentuali rispetto ai beni (+26,6%) e di oltre 8 punti rispetto all’indice generale (+32,2%).

Si tratta di un aggregato composito che comprende i servizi pubblici di competenza degli enti locali (trasporti urbani, taxi, prestazioni ospedaliere, asili nido, acqua, gas, raccolta rifiuti) e quelli a regolamentazione nazionale.

Tra i servizi, quelli a regolamentazione locale hanno evidenziato una forte accelerazione nel periodo considerato (+49,7%) causata soprattutto dall’aumento delle tariffe relative alla raccolta dei rifiuti e al consumo di acqua potabile.

Rispetto all’incremento generale dei prezzi, sono cresciuti meno i servizi a regolamentazione nazionale (+14,2%) che comprendono tra l’altro i concorsi a pronostico, i pedaggi autostradali, i trasporti ferroviari nazionali, il canone tv, i servizi di telefonia fissa, i servizi postali. Alcune di queste voci come i trasporti ferroviari e il canone rai hanno mostrato nel 2007 un’accelerazione rispetto agli anni precedenti.

www.confcommercio.it

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