Il Governo modifica la “blocca-processi”

di Mariella Commenta

Il Governo ha presentato due emendamenti che modificano la cosiddetta norma ‘blocca-processi’ contenuta nel decreto sicurezza, in fase di conversione alla Camera dei deputati.
“E’ una riformulazione dell’emendamento in cui rimane fermo il principio generale di dare priorità a determinati processi, cioè ai processi più gravi, ma si dà assoluta discrezionalità ai dirigenti degli uffici, quindi ogni singolo tribunale farà la propria valutazione su come gestire i ruoli d’udienza”, osserva Nicolò Ghedini del Pdl.
“Non c’è più una norma rigida che impone determinate decisioni – aggiunge – ma ogni singolo tribunale potrà attagliare la norma alle sue esigenze”.
“Rimane ferma – prosegue – la sospensione della prescrizione nei casi di rinvio e quindi non c’è nessun documento per la persona offesa che potrà trasferire l’azione in sede civile con tempi dimezzati. A noi sembra una soluzione che tiene conto delle critiche che erano state avanzate e della funzionalità dei processi e dei tribunali”.
“L’opposizione – spiega ancora- aveva fatto una polemica sbagliata su queste norme. Il lodo Alfano ha una precisa funzione, mentre il ‘blocca-processi’ serve a far sì che si possano celebrare i processi davvero urgenti. E’ certamente diversa la norma così come verrà approvata da quella che era passata in Senato, quindi io penso – conclude- che anche l’opposizione potrà tranquillamente votarla”.

Ad illustrare la nuova norma per il rinvio dei processi meno importanti sottolineandone le novità è anche Giulia Bongiorno, presidente della prima commissione di Montecitorio: “In primo luogo – dice – scompare la sospensione automatica dei processi e arriva il rinvio pianificato dai dirigenti degli uffici. In secondo luogo – prosegue – sparisce la data del 30 giugno 2002 come ‘discrimine’ per i processi da rinviare e si introduce quella del 2 maggio 2006, ovvero il termine per i reati coperti da indulto. Infine, il controllo dei rinvii e la decisione su di essi è a discrezione della magistratura, come chiesto da più parti”.

Le modifiche alla norma, però, non finiscono qui.
Il Governo, infatti, mantiene priorità per i processi per reati di maggiore gravità, per quelli commessi in violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e, più in generale, per tutti quelli che prevedono pene superiori ai 4 anni di reclusione.
Quelli con pene inferiori ai 4 anni, invece, possono essere rinviati secondo “i criteri e le modalità – si legge nel testo dell’emendamento – individuati dai dirigenti degli uffici”.
A loro, dunque, spetta il compito di stabilire se, come e in che termini rinviare i processi, anche se all’imputato è sempre consentito rinunciare al rinvio e chiedere la celebrazione del processo.
Inoltre, rinvio del procedimento passa da un massimo di un anno (come stabiliva la norma precedente) a 18 mesi, con prescrizione sempre congelata.
Infine, la politica giudiziaria degli uffici, che con le norme precedenti era affidata in toto al dirigente, torna sotto il controllo del Csm e del Guardasigilli.
Al comma 4 dell’articolo 2-ter del nuovo testo del Dl sicurezza si legge infatti che “il Csm e il ministro della Giustizia valutano gli effetti dei provvedimenti adottati dai dirigenti degli uffici sull’organizzazione e sul funzionamento dei servizi relativi alla giustizia. Il ministro riferisce alle Camere le valutazioni effettuate”.

Il nuovo testo, poi, stabilisce che per i reati coperti da indulto, sia possibile ricorrere al patteggiamento anche se sono scaduti i termini, mentre le parti terze nel processo possono sempre ricorrere in sede civile, con una corsia preferenziale per la trattazione del processo.

www.noipress.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>