Rifiuti: La Campania tra proteste, rischio attentati e magistratura contraria al Decreto legge

di Mariella Commenta

Il bastone e la carota, un metodo utilizzato da tuti in Campania, dallo Stato, dai cittadini che protestano, dalla magistratura. Fatto è che è chiaro che comincia ad esserci qualcuno che intende manovrare la legittima proptesta ed incanalarla nel solco della rivoltà violenta. E se tre bombole di gas da campeggio con attaccati petardi sono state lanciate contro il presidio delle forze dell’ordine a Chiaiano,è evidente che qualcuno mesta nel torbido. Se anche una certa magistratura stila un documento contro il decreto legge firmato dal governo contro l’emergenza rifiuti dove si contesta l’affidamento al procuratore capo di Napoli della competenza su tutti i reati riguardanti i rifiuti in Campania, arriviamo aalla follia. Il braccio della giustizia dello Stato che si ribella allo Stato stesso. Bell’esempio per i cittadini.

Comunque, i magistati napoletani affermano che l’abolizione del potere del pm di disporre sequestri preventivi di discariche e zone di stoccaggio sarà “un fattore di rilevante depotenziamento” del contrasto alle attività illegali “di tutti gli inquinatori del territorio”. E significherà perdita di efficacia “nel contrasto della criminalità organizzata”.

Scrivono i giudici: “Solo nella regione Campania, posto che per le altre regioni italiane vige un divieto assoluto, sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualunque paese europeo”.

“Siamo assolutamente consapevoli delle responsabilità istituzionali e dei gravosi compiti che incombono sui magistrati della procura di Napoli – precisano i magistrati -, chiamati ad assolvere, sulla base della nuova legge, compiti nuovi e difficili.

L’abolizione del potere del pm di disporre sequestri preventivi di discariche e aree di stoccaggio si tradurrà in “un fattore di rilevante depotenziamento” del contrasto alle attività illegali “di tutti gli inquinatori del territorio”. E significherà anche una perdita di efficacia “nell’azione di contrasto alla stessa criminalità organizzata”.

“Negli ultimi anni diverse indagini preliminari hanno accertato la consumazione di gravi violazioni della legge penale, tutte afferenti all’attuale sistema di raccolta, trasporto, stoccaggio, recupero e smaltimento dei rsu e di altra tipologia”, ricordano i 72 sostituti e 3 della Procura di Napoli.

“Discarica piena, sarà un nuovo Vajont”
Ma a gettare ombre ancora più inquietanti sull’intera vicenda ci sono le oltre 650 pagine di intercettazioni che hanno portato a 25 arresti domiciliari. Due dirigenti della Fibe (l’impresa che vinse l’appalto per lo smaltimento dei rifiuti) – scrive “Repubblica” – parlano della discarica di Villaricca, diventata una “piscina di percolato”. Le possibili soluzioni: coprire il tutto con la sabbia, così che all’apparenza sembri tutto regolare. Uno dei due ricorda all’interlocutore che se la discarica riceverà altre tonnellate di spazzatura potrebbe diventare un nuovo Vajont.

In una intercettazione a parlare è Marta Di Gennaro, all’epoca vice di Guido Bertolaso e il dirigente Michele Greco. Di Gennaro descrive i rischi di tracimazione del percolato, immagini definite “impressionanti”.

Emerge poi anche l’amarezza di Guido Bertolaso, commissario straordinario. Bertolaso è stanco di lottare contro gli amministratori locali, dai quali ha subito soltanto “schiaffi. Alternative non ce ne abbiamo, altre ipotesi non stanno in piedi… noi stiamo davanti alla finestra, cosa altro c’è da dire”, commenta stanco l’ex commissario straordinario.

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