Incostituzionale Dl in tema di federalismo fiscale, Girlando attacca il Governo

 Incostituzionale Dl in tema di federalismo fiscale, Girlando attacca il Governo

Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, la forzata convalida governativa del decreto sul fisco municipale, precedentemente bloccato dalla commissione Bicamerale, commenta: ”È chiaro che l’atto del Consiglio dei Ministri, ossia l’emanazione di un decreto legge che riguarda il tema del federalismo, quindi materia economica, è una palese e aperta violazione dei principi dell’articolo 76 e 77 della Costituzione italiana”.

”Risulta che questo Dl in tema di federalismo fiscale è di palese incostituzionalità per svariati motivi: il Governo, parlando ovviamente di legge ordinaria, non può emanare questi decreti in tema fiscale senza delega delle camere, a meno di straordinaria necessità e urgenza, e non è questo il caso perché una programmazione finanziaria deve prevedere un tempo molto lungo, soprattutto se riguarda il potere legislativo in materia economica e in materia di localizzazione. Il federalismo fiscale può e deve passare soltanto attraverso l’iter delle camere anche attraverso una legge di revisione costituzionale. Siamo soddisfatti pertanto del richiamo fatto dal Presidente della Camera Gianfranco Fini.

A.N.P.A.R. Mediazione civile: l’O.U.A. mette Fini nei….casini

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Non si sa, la risposta data dal presidente della Camera dei Deputati, all’incontro tenutosi a Roma con la rappresentanza della giunta nazionale dell’O.U.A. guidata dal loro solito “capo-cordata”. Si sa, che si sono presentati da ”agnelli indifesi” esponendo ”in primis” al Presidente Fini “le principali proposte e aspettative, che vanno dalla creazione della figura del giudice laico alla riforma dell’ordinamento, affermando anche che ci sono 240mila avvocati in Italia che attendono risposte alle problematiche quotidiane che si ripercuotono anche sul cittadino”. Subito dopo, hanno chiesto da ”lupi affamati” che “quello che ci preme di più è che venga accolta la richiesta di proroga di un anno per la media conciliazione”. Fossi stato il presidente Fini – dice Pecoraro – presidente A.N.P.A.R – li avrei messo alla porta. Da una parte questi signori prospettano ripercussioni contro i cittadini, dall’altra ne calpestano i diritti e la volontà; vi spiego perché.

Luca Zaia: federalismo, chi vuole il cambiamento è sbigottito

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Forze centraliste vogliono fermare la volontà del popolo. La gente che lavora, che in massa ha votato per un reale cambiamento, capace di restituire la speranza di un Paese diverso, oggi è sbigottita di fronte a giochi di potere che non capisce. Il voto di ieri in bicamerale rappresenta il segnale che le forze del centralismo hanno paura e si sono messe insieme per fermare la volontà del popolo. Al di là di fumosi tecnicismi il giudizio della stragrande maggioranza dei veneti sul voto di ieri è che la casa degli anti-federalisti ha una forza con cui non si smette mai di fare i conti. Il prosieguo della legislatura è a questo punto affidato a Bossi, a Berlusconi, a tutti coloro che in questi mesi con tenacia e in buona fede hanno lavorato per rispettare la volontà del popolo.

Luca Zaia, Napolitano ha ragione. Federalismo vittima di una ruvida censura

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Come sempre colgono nel segno le parole del Presidente Napolitano sulla figura e la rilevanza storica di Carlo Cattaneo. Non sono tanti quelli che, in un clima diffuso di neocentralismo, si ricordano di Cattaneo, il quale, come tanti altri illustri federalisti, è stato cancellato dai libri di storia e quindi dalla memoria collettiva di questa nazione. Riconosciuto quel che è doveroso riconoscere al Presidente Napolitano non si tratta certo di una dimenticanza casuale. Tutto il movimento federalista, da Cattaneo a Gioberti, fino ad arrivare ad Einaudi e Sturzo, non è stato solo dimenticato: il termine più adatto per definire questo processo di rimozione è ‘censura’.

Caso Ruby: Sgarbi, ci sono stato anche io

Caso Ruby: Sgarbi, ci sono stato anche io Vittorio Sgarbi, in una nota, interviene sull’inchiesta che vede coinvolto, tra gli altri, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, così dice: ”Anch’io