Quando Franceschini parla dell’indulto come una scelta subita sfiora il ridicolo. Subita da chi?”. Questa la secca replica del presidente federale della Lega Nord, Angelo Alessandri alle parole del numero due del Pd. “Franceschini – sostiene l’esponente del Carroccio – chieda scusa per l’indulto al Paese e a tutti i famigliari delle vittime che hanno pagato sulla propria pelle questa scelta vergognosa che, lo ricordo, non è mai stata compiuta quando la Lega era al governo. Perché è vero che si tratta di un provvedimento parlamentare, ma se non c’è la volontà politica, l’indulto in Parlamento non passa. Per oltre un anno la sinistra ha difeso il provvedimento con arroganza, ora se ne pente.
La Destra: dopo il monito di Agcom, subito riequilibrio TG o contenzioso
La Destra esprime “soddisfazione per la decisione dell’Agcom, seguita all’esposto presentato mercoledì scorso dal segretario Francesco Storace, in cui si denunciava il gravissiono squilibrio dell’informazione ai danni del nostro partito”.
“Bisogna evitare di mettere Alitalia nel tritacarne della gcampagna elettorale – lo ha dichiarato al Tg2 Walter Veltroni, segretario del PD, intervenendo sulla delicata questione di Alitalia – se c’è una cordata alternativa si manifesti, ma rapidamente, in 48 ore”.
“O si fa Alitalia o si muore. Ormai sono impegnato io, quindi si fa”. Berlusconi rilancia, parafrasa Garibaldi alla battaglia di Calatafimi, conia lo slogan ‘Rialzati, Alitalia!’ e conferma la volonta’ di mettere in piedi una cordata italiana alternativa all’offerta di Air France che, dal prossimo Presidente del Consiglio, annuncia il Cavaliere, avra’ in risposta “un secco no”. Intanto e’ proprio dall’attuale inquilino di palazzo Chigi che arriva un’asciutta messa a punto.
La proposta di Air France presenta oggi “troppe ombre” e “non è un caso che lo dicano ora anche la nuova presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e tutti i sindacati”. Lo ha detto a Torino in una conferenza stampa Gianfranco Fini, secondo cui l’atteggiamento del governo è il frutto di un “dilettantismo molto preoccupante” e ha ragione Berlusconi a fare appello agli imprenditori italiani. “Serve un piano industriale che dia garanzie di rilancio e anche un minimo di garanzie sociali”.