Ocse: in Italia è crescita zero

 Nel secondo trimestre 2008 il Pil italiano è sceso dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre ha avuto crescita zero su base annua. A dirlo è l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che raggruppa 30 tra i Paesi maggiormente industrializzati. Il rallentamento della crescita economica è comunque generalizzato: sul secondo trimestre il Pil dell’intera area Ocse ha registrato un incremento dello 0,2% dal trimestre precedente, meno della metà della performance messa a segno all’inizio dell’anno. Il tasso di crescita su base annua si è invece ridotto all’1,9% a fronte del +2,5% che si era registrato sui primi tre mesi. Messe assieme, le sette maggiori economie avanzate hanno registrato un flebile +0,1% del Pil, mentre il tasso di espansione su base annua si è ridotto all’1,5% dal 2,1% dei primi tre mesi.

Cesa (UDC): Su giustizia disponibili al dialogo, no a linea Di Pietro

L’Udc apre al governo e alla maggioranza sulla riforma della giustizia in autunno.
In una intervista al quotidiano on line Affaritaliani.it, Lorenzo Cesa dice di essere disposto a trattare con il centrodestra ‘Anzi -spiega il segretario dei centristi- abbiamo promosso per il 2 e il 3 settembre un’iniziativa dove abbiamo invitato tutti i rappresentanti dei partiti che si occupano di giustizia e non solo, quindi anche personalità che hanno rilievo in questo settore: ex presidenti di Corte Costituzionale e professori universitari.

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PD aperto al confronto sul federalismo ma senza aut aut

 Il Partito Democratico è pronto al confronto sul federalismo, ma non accetta i toni ultimativi di Umberto Bossi, che è tornato a minacciare soluzioni ‘drastiche’ in caso di mancata attuazione della riforma tracciata dalla bozza scritta dal ministro Roberto Calderoli. A chiarirlo è Antonello Soro, capogruppo dei deputati Pd alla Camera. “Che significato hanno le minacce di Bossi? Abbiamo da tempo manifestato la volontà di un confronto non rituale con la Lega e con quanti abbiano interesse e responsabilità per una seria riforma che promuova il federalismo fiscale, siamo interessati a uscire rapidamente dalle premesse per passare al merito, con rigore e trasparenza”.

Con altrettanta nettezza, però, “vogliamo rinnovare la nostra indisponibilità per qualunque dialogo subordinato alla logica della rozza propaganda di fazione, magari mascherata dai toni di falsa goliardia populista”. La Lega, dice Soro, “viaggia a fasi alterne: ogni tanto dà segnali di voler discutere seriamente per arrivare ad un risultato concreto, ma poi ripropone, ultimamente sempre più spesso, il vecchio armamentario logoro e anacronistico di minacce e allusioni. Se Bossi ha tanto a cuore, come ce l’abbiamo noi, questa riforma allora deve smetterla di adoperare toni ultimativi che non portano da nessuna parte. E’ auspicabile invece che il parlamento inauguri, in tempi certi e nella sede propria, la stagione delle riforme senza aut aut né inutili provocazioni”.

Federalismo, Bossi minaccia: fare presto o dovremo pensare a soluzioni molto più sbrigative

Malgrado il prossimo Consiglio dei ministri sia fissato per il 28 agosto, la Lega spinge perchè entro i primi quindici giorni di settembre il Consiglio dei ministri dia via libera al disegno di legge sul federalismo da discutere in Parlamento e definisca nel dettaglio le norme che riguarderanno in particolare il sistema fiscale del nuovo assetto dei rapporti tra Stato, Comuni, Regioni e Province.
Di tutto questo hanno discusso ieri sera a Lorenzago in una cena di lavoro Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Giulio Tremonti. Un primo accordo tra i tre ministri è ritenuto il primo passo decisivo per il varo della riforma che è da anni il cavallo di battaglia del Carroccio.
‘Speriamo che questa sia la volta buona, altrimenti dovremo pensare ad altre soluzioni molto più sbrigative. La volontà popolare di conquistare la libertà può avvenire anche attraverso i mezzi che sa usare il popolo’, ha detto in modo sibillino Bossi, facendo intendere che la Lega potrebbe perdere la pazienza se non riceverà particolari rassicurazioni dai suoi alleati.

Calderoli: Sulla casa una sola tassa invece di dodici

 “Tutta questa polemica sull’Ici è la classica chiacchiera agostana”. Parlando attraverso le colonne de La Padania e de Il Tempo, il ministro per la Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli chiarisce la posizione della Lega Nord a proposito della reintroduzione dell’Ici di cui ha parlato il collega ministro delle Riforme e segretario federale, Umberto Bossi. “Questa tassa va rivista – spiega il coordinatore delle segreterie nazionali del Carroccio – verrà calata in quello che è il federalismo fiscale. La proposta che porterò, infatti, non sarà una semplice reintroduzione dell’Ici, ma prevederà la soppressione delle oltre dieci tasse relative alla casa e la loro sostituzione con un tributo unico, proprio a vantaggio dei Comuni”.

Bossi: Rimetterò l’Ici. Attacchi da maggioranza e opposizione

 Il ministro delle Riforme Umberto Bossi è intenzionato a reintrodurre l’imposta sulla prima casa; Bossi non ha ancora parlato nè con Giulio Tremonti né con Silvio Berlusconi dell’ipotesi, ma della sua idea è assolutamente sicuro. “Bisogna passare da un sistema di finanza derivata, in cui è lo Stato a dare i fondi agli enti locali, a una forma di autonomia finanziaria, in cui loro stessi prendono direttamente le tasse” – ha detto il ministro delle Riforme Umberto Bossi, parlando venerdì a Ponte di Legno – “Rimetterò l’ICI, perché è un tipo di prelievo che rimane dove viene pagato. E i cittadini vedono di buon grado un sistema di tassazione in base al quale i soldi rimangono ai comuni, perché si vede che fine fanno, in strade, aiuole, ecc”.

La maggioranza smentisce il senatur. Silvio Berlusconi ancora non commenta, ma proprio ieri, in un’intervista a Il Giornale, il premier vantava tra i principali traguardi raggiunti dall’esecutivo proprio l’abolizione dell’Ici.

Colloquio telefonico tra Napolitano e Medvedev sulla crisi nella regione caucasica

 Si è svolto ieri, nella tarda mattinata, un cordiale colloquio telefonico tra il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed il Presidente della Federazione Russa, Dimitry Medvedev.
Il Presidente Napolitano ha espresso cordoglio per le vittime causate dal conflitto e per le sofferenze patite dalle popolazioni, nell’una e nell’altra parte, ed ha ribadito l’impegno dell’Italia e dell’Unione Europea per assicurare il necessario aiuto umanitario.
Il Presidente russo ha manifestato vivo apprezzamento per l’attivo contributo dato dall’Italia e per l’iniziativa portata avanti dall’Unione Europea in modo imparziale ed equilibrato, nel riconoscimento del ruolo della Federazione Russa.
Da parte sua, il Capo dello Stato ha espresso fiducia che la Russia – quale importante attore della regione caucasica – agisca con spirito costruttivo e senso di responsabilità, per garantire l’attuazione delle intese raggiunte grazie alla mediazione del Presidente di turno del Consiglio dell’Unione Europea, Sarkozy, e dell’OSCE.

Il Vaticano: Famiglia Cristiana non esprime la nostra linea

Il Vaticano prende le distanze da Famiglia Cristiana e dai suoi scontri con il governo. A farsi portavoce della posizione della Santa Sede è padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, secondo cui il settimanale dei Paolini “è una testata importante della realtà cattolica, ma non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede né quella della Conferenza episcopale italiana”.

“Le sue posizioni – ha aggiunto Lombardi – sono responsabilità esclusiva della sua direzione”. L’ultimo duro intervento di Famiglia Cristiana contro le scelte dell’esecutivo è di ieri, quando è stato anticipato l’editoriale di Beppe Del Colle in cui si augura che “non sia vero il sospetto” che in Italia sta rinascendo il fascismo “sotto altre forme”. Un commento che ha scatenato la polemica.

Famiglia Cristiana, dal governo solo operazioni di immagine

Attenzione al ‘rischio guerra tra poveri’ nel ‘paese marciapiede’ con il ‘presidente spazzino’.
Così Famiglia Cristiana entra nel dibattito sulle misure di sicurezza, e non solo, varate dal governo Berlusconi, che hanno un impatto sulla vita sociale del paese.
Nell’editoriale del prossimo numero in edicola dal 13 agosto, di cui è stata data un’anticipazione, il settimanale dei Paolini parla dei militari in strada (‘neanche fossimo in Angola’), dei sindaci sceriffi (luci e ombre, ma bene decoro e lotta prostituzione), delle norme anti elemosina.
‘Il cardinal Martino ha posto un dubbio atroce: la proibizione dell’accattonaggio serve a nascondere la povertà del Paese e l’incapacita’ dei governanti a trovare risposte efficaci, abituati come sono alla ‘politica del rattoppo’, o a quella dei lustrini?
‘La verità – scrive Famiglia Cristiana – è che ‘il Paese da marciapiede’ i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del ‘Presidente spazzino’, l’inutile ‘gioco dei soldatini’ nelle citta’, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone (che, però, è meritoria, e Brunetta va incoraggiato)’. Un richiamo va anche al sindaco di Roma Alemanno per la vicenda ‘cassonetti’.