Il Partito Democratico è pronto al confronto sul federalismo, ma non accetta i toni ultimativi di Umberto Bossi, che è tornato a minacciare soluzioni ‘drastiche’ in caso di mancata attuazione della riforma tracciata dalla bozza scritta dal ministro Roberto Calderoli. A chiarirlo è Antonello Soro, capogruppo dei deputati Pd alla Camera. “Che significato hanno le minacce di Bossi? Abbiamo da tempo manifestato la volontà di un confronto non rituale con la Lega e con quanti abbiano interesse e responsabilità per una seria riforma che promuova il federalismo fiscale, siamo interessati a uscire rapidamente dalle premesse per passare al merito, con rigore e trasparenza”.
Con altrettanta nettezza, però, “vogliamo rinnovare la nostra indisponibilità per qualunque dialogo subordinato alla logica della rozza propaganda di fazione, magari mascherata dai toni di falsa goliardia populista”. La Lega, dice Soro, “viaggia a fasi alterne: ogni tanto dà segnali di voler discutere seriamente per arrivare ad un risultato concreto, ma poi ripropone, ultimamente sempre più spesso, il vecchio armamentario logoro e anacronistico di minacce e allusioni. Se Bossi ha tanto a cuore, come ce l’abbiamo noi, questa riforma allora deve smetterla di adoperare toni ultimativi che non portano da nessuna parte. E’ auspicabile invece che il parlamento inauguri, in tempi certi e nella sede propria, la stagione delle riforme senza aut aut né inutili provocazioni”.
“Tutta questa polemica sull’Ici è la classica chiacchiera agostana”. Parlando attraverso le colonne de La Padania e de Il Tempo, il ministro per la Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli chiarisce la posizione della Lega Nord a proposito della reintroduzione dell’Ici di cui ha parlato il collega ministro delle Riforme e segretario federale, Umberto Bossi. “Questa tassa va rivista – spiega il coordinatore delle segreterie nazionali del Carroccio – verrà calata in quello che è il federalismo fiscale. La proposta che porterò, infatti, non sarà una semplice reintroduzione dell’Ici, ma prevederà la soppressione delle oltre dieci tasse relative alla casa e la loro sostituzione con un tributo unico, proprio a vantaggio dei Comuni”.
Il ministro delle Riforme Umberto Bossi è intenzionato a reintrodurre l’imposta sulla prima casa; Bossi non ha ancora parlato nè con Giulio Tremonti né con Silvio Berlusconi dell’ipotesi, ma della sua idea è assolutamente sicuro. “Bisogna passare da un sistema di finanza derivata, in cui è lo Stato a dare i fondi agli enti locali, a una forma di autonomia finanziaria, in cui loro stessi prendono direttamente le tasse” – ha detto il ministro delle Riforme Umberto Bossi, parlando venerdì a Ponte di Legno – “Rimetterò l’ICI, perché è un tipo di prelievo che rimane dove viene pagato. E i cittadini vedono di buon grado un sistema di tassazione in base al quale i soldi rimangono ai comuni, perché si vede che fine fanno, in strade, aiuole, ecc”.
Si è svolto ieri, nella tarda mattinata, un cordiale colloquio telefonico tra il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed il Presidente della Federazione Russa, Dimitry Medvedev.