Alitalia: Piano al più presto o stop ai voli

 Il presidente dell’Enac Vito Reggio, che oggi incontrerà il commissario straordinario nominato dal Governo, Augusto Fantozzi lancia il suo ultimatum: tre, quattro giorni al massimo e poi la licenza provvisoria concessa dall’Enac per consentire agli aerei di Alitalia di continuare a volare verrà sospesa.
Intanto Lufthansa guarda con attenzione agli sviluppi della crisi Alitalia ma non commenta voci e indiscrezioni che la vorrebbero pronta a sbarcare nel nostro Paese. “Stiamo osservando gli sviluppi della situazione in Italia. Il mercato italiano è ovviamente uno dei più interessanti ma non rilasciamo commenti sugli ultimi sviluppi che stanno accadendo in questi giorni e in queste ore. E non posso dire se la nostra posizione è cambiata oppure no perchè non commentiamo le speculazioni di mercato”, ha affermato Claudia Lange, portavoce della compagnia tedesca.

Calderoli su Alitalia: L’orchestra dei sindacati suona mentre il Titanic affonda

 “L’orchestra del Titanic dei sindacati Alitalia deve smetterla di suonare e di cantarsela: nessuna delle tre grandi compagnie aeree straniere interpellate è interessata ad Alitalia nella situazione di in gestibilità in cui si trova, come le stesse compagnie hanno già dichiarato, così come è impensabile e paradossale pensare di nazionalizzare un’azienda che tale è sempre stata, e che invece si tenta di privatizzare, un’operazione che tra l’altra rappresenterebbe un intervento assolutamente vietato, che configurerebbe un aiuto di Stato. Questo è il momento della presa d’atto che non esiste nessun altro, oltre alla Cai, che vuole e può farsi carico di un’azienda che, come ha affermato Colaninno, un gioiello certo non è.

Alitalia: Fantozzi riapre la gara

 Alitalia si rimette sul mercato con un bando pubblicato oggi sul sito web della compagnia edomani su quotidiani nazionali e uno internazionale. E’ l’azione decisa dal commissario straordinario, Augusto Fantozzi, che solleciterà, dopo il naufragio del progetto Cai, altri soggetti a manifestare interesse per Alitalia entro il 30 settembre prossimo. Plaudono i piloti, “completamente d’accordo” con l’iniziativa ma avvertono: “il Governo dica chiaramente se ha preclusioni”. D’accordo anche la Cgil, il cui leader Guglielmo Epifani si dice pronto a tornare al tavolo della trattativa, se ci sarà “un ruolo attivo di Fantozzi. Il commissario fa quello che doveva fare, fa bene a vedere se ci sono alternative”.

Europee, Casini (UDC): Contro riforma elettorale battaglia a 360 gradi

 La questione della legge elettorale per le europee è al primo posto nella gerarchia dell’Udc.
Lo spiega il leader centrista Pier Ferdinando Casini sottolineando che “il tema della democrazia e del rapporto con gli elettori è la prima questione che va valutata”.
Quanto alle proposte dei riforma avanzate dalla maggioranza, “ogni paragone con la legge tedesca è improprio – dice Casini – lì ci sono partiti veri e non creati in laboratorio, che selezionano i candidati attraverso procedure democratiche. In Italia corriamo il rischio che due persone decidano la totalità dei parlamentari italiani”.
“Se l’argomento è quello della spese – aggiunge- si tratta di un argomento risibile – aggiunge – perché‚ basta fare circoscrizioni più piccole per ridurre le spese della campagna elettorale. Sono vecchie motivazioni della sinistra che non ci convincono e non ci hanno mai convinto. Oggi la questione è il rapporto con i cittadini. Berlusconi parla di democrazia della gente e dei partiti, noi di democrazia dei partiti e della gente. Ma questa – avverte il leader centrista – è una battaglia di libertà che condurremo a 360 gradi, nel Parlamento e nel Paese”.

Alitalia: si incrina il fronte del no, ore di lavoro e incontri per evitare il crac

Si incrina il fronte del no: l’Anpav si dice pronta a firmare l’accordo quadro come già fatto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl e il via libera degli assistenti di volo al piano sembra aprire qualche spiraglio.
Nel dare la disponibilità a sottoscrivere l’accordo, l’Anpav ritiene però come condizione ineludibile l’invarianza salariale a fronte di un aumento della produttività nel rispetto della normativa vigente europea.
Ieri, durante il vertice a Palazzo Chigi il sottosegretario Gianni Letta ha ribadito che la Cai rimane l’unico potenziale acquirente di Alitalia. Maurizio Sacconi.
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha escluso l’ipotesi di nazionalizzazione, tacciandola da subito come “un’ipotesi assurda” e il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, ha sottolineato che sarebbe comunque un’ipotesi che verrebbe bocciata dall’Ue.

La speranza che la situazione volga al meglio è anche del ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola: “Io mi auguro che ci possa essere chi nel mondo sindacale possa ripensare alle posizioni prese e chiedere a questo gruppo privato o ad altri di fare un’offerta, ma il percorso è segnato dalla legge che prevede che l’azienda è in liquidazione. L’augurio è che chi non avendo conosciuto abbastanza le cose o avendo sottovalutato il problema possa ripensarci e firmi quello che non è stato firmato prima”.

Berlusconi: Escludo che arrivino altre offerte per Alitalia

 “Purtroppo tra breve i piloti, gli assistenti di volo e altri si renderanno conto che una soluzione alternativa non c’e’, perche’ le altre grandi compagnie aeree sono state sentite e hanno detto di non essere interessate come, vorrei ricordarlo, fece Air France. Non ci sara’ nessuna possibilita’ che si presentino altri soggetti e quindi potrebbe essere che la nostra compagnia di bandiera vada verso una procedura di fallimento”.

Lo ha affermato il presidente Berlusconi, che è intervenendo a ’Studio aperto’ su Italia Uno, ha anche commentato le scene di esultanza di un gruppo di impiegati Alitalia che ha accompagnato l’annuncio del ritiro della Cai dal progetto di salvataggio. “Credo sia un immagine che non sia piaciuta in generale. Non credo sia piaciuta alla grandissima parte degli italiani. E’ evidente che chi ha esultato non si rende conto di quale sia la realta’ attuale dell’azienda, visto sopratutto lo sforzo generoso di alcuni tra i migliori imprenditori italiani che hanno deciso di investire delle somme importanti di denaro e accolarsi un compito, certamente non facile, di dare vita a una nuova compagnia di bandiera.

In piazza il popolo dei call center

Il popolo “in cuffietta telefonica” scende in piazza per protestare contro le politiche retrograde del governo. In centinaia sono arrivati a Roma da tutta la penisola per rivendicare diritti, garanzia e tutele per le migliaia di lavoratori precari che affollano l’universo dei call center. La manifestazione è stata organizzata dai Cgil, Cisl e Uil di Roma e Lazio e dai sindacati di base. “I diritti al lavoro” è slogan scelto dagli organizzatori. Il corteo, partito da piazza della Repubblica, è giunto intorno a mezzogiorno a piazza Venezia, per nulla intimorito dalla pioggia battente caduta sulla capitale. “Telefoni muti in tutto il Paese”, esclama la piazza.