Influenza A. Fabrizio Oleari, Direttore generale prevenzione e sanità del ministero della Salute: “Entro ottobre 48 milioni di vaccini”

 “Entro la fine di ottobre noi riteniamo che sia possibile la conclusione della fase di sviluppo dei vaccini e contemporaneamente la produzione del vaccino corrispondente”. Lo afferma intervenendo alla trasmissione “Radio Anch’ io” Fabrizio Oleari, Direttore generale prevenzione e sanità del ministero della Salute, sottolineando che entro il mese di ottobre saranno disponibili 48 milioni di dosi.

La situazione è sotto il pieno controllo delle autorità sanitarie: è stata la conclusione del primo vertice sull’ influenza A / H1N1 tenuto presso la presidenza del Consiglio. Nello stesso incontro, al quale hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza, Gianni Letta, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi e il viceministro Ferruccio Fazio, il governo ha assicurato che l’ anno scolastico inizierà regolarmente e che sarà valutata di volta in volta la presenza di manifestazioni influenzali nelle scuole al fine dell’ adozione di eventuali provvedimenti mirati di contenimento. È stata confermata inoltre la validità del lavoro finora svolto dall’ Unità di crisi coordinata da Fazio e che tornerà a riunirsi oggi.

Nell’ incontro, al quale parteciperanno tutte le Regioni e i ministeri interessati, si farà il punto sulla campagna di vaccinazione e sul piano di comunicazione. La scuola è un altro tema sul tavolo dell’ Unità di crisi, ma quanto deciso questa sera dal vertice presso Palazzo Chigi risponde al dibattito acceso dalla proposta, lanciata ieri dalla Federazione medici pediatri (Fimp), di chiudere le scuole per limitare la diffusione dell’ influenza A.

Immigrazione, scontro Berlusconi – Ue

“Non è vero che la Ue abbia richiamato l’ Italia sul tema dell’ immigrazione: si strumentalizzano espressioni di portavoce”. Dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, minacciando di bloccare il

Feltri attacca il direttore di Avvenire: “Basta falsi moralisti contro il premier, Boffo è stato condannato per molestie”

 Il Giornale apre a tutta pagina con la denuncia di un “incidente sessuale” che sarebbe occorso al direttore di Avvenire Dino Boffo il quale – scrive Vittorio Feltri nell’ editoriale – “intimidiva la moglie dell’ uomo con il quale aveva una relazione”. Un “killeraggio allo stato puro”, ha reagito il direttore dell’ Avvenire (che con Famiglia Cristiana ha martellato in questi giorni sulle vicende osé che hanno coinvolto il premier) al quale il direttore del giornale ha ribattuto che si tratta di un “documento pubblico”.

Il caso ha messo in fibrillazione il mondo politico e reso rovente la linea Vaticano – Governo proprio alla vigilia del gran giorno, quello della Perdonanza celestiniana all’ Aquila dove tutto era pronto per l’ evento e per la cena che avrebbe visto allo stesso tavolo il premier Silvio Berlusconi e il segretario di Stato vaticano card. Tarcisio Bertone.

Un incontro molto atteso che gli osservatori politici avevano interpretato come una nuova riconciliazione dopo lo strappo della Lega con la chiesa sull’ immigrazione, e dopo le tante critiche rivolte al governo dai giornali vicini al Vaticano. Ma le agenzie hanno battuto una notizia che il mondo politico ha subito collegato alla bomba Boffo.

Berlusconi fa causa a Repubblica. Chiede il risarcimento da un milione di euro

 Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intenta causa a Repubblica e chiede un risarcimento danni per un milione di euro al Gruppo L’ Espresso, oltre a una somma da stabilire “a titolo di riparazione”. Per i legali del premier, infatti, sono “diffamatorie” le ormai famose “10 domande” formulate dal quotidiano il 26 giugno scorso. La citazione in giudizio – riferisce il quotidiano Repubblica – firmata il 24 agosto, riguarda anche un articolo del 6 agosto dal titolo “Berlusconi ormai ricattabile”.

Invitati a comparire al Tribunale di Roma sono Giampiero Martinotti, autore del pezzo contestato, il direttore responsabile di Repubblica, Ezio Mauro, e il gruppo L’ Espresso. Quanto alle 10 domande queste sono per i legali di Berlusconi palesemente diffamatorie, perchè il lettore è indotto a pensare che la proposizione formulata non sia interrogativa, bensì affermativa ed è spinto a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti.

L’ avvocato del premier, Niccolò Ghedini, ha inoltre annunciato di essere pronto ad avviare azioni legali per diffamazione anche contro media britannici, francesi e spagnoli che hanno pubblicato notizie sulla vita privata di Berlusconi. Secca la replica del direttore di Repubblica, in un editoriale in prima pagina dal titolo: Insabbiare.

Mauro scrive: “Non potendo rispondere, se non con la menzogna, Silvio Berlusconi ha deciso di portare in tribunale le dieci domande di Repubblica, insabbiando così – almeno in Italia – la pubblica vergogna di comportamenti privati che sono al centro di uno scandalo internazionale e lo perseguitano politicamente. È la prima volta, nella memoria di un Paese libero, che un uomo politico fa causa alle domande che gli vengono rivolte”.

Milano. Polemica in corso fra il quotidiano della Cei e il Giornale

 “Il direttore dell’ Avvenire – scrive Feltri nell’ editoriale di prima pagina sul Giornale – non ha le carte in regola per lanciare anatemi furibondi contro altri peccatori, veri o presunti, e neanche per tirare le orecchie a Berlusconi. Il problema è che in campo sessuale ciascuno ha le sue debolezze ed è bene evitare di indagare su quelle del prossimo. Altrimenti succede di scoprire che il capo dei moralisti scatenati nel vituperare il capo del governo riveli di essere come quel bue che dava del cornuto all’ asino”.

Scrive Feltri
“Ma quanto nel presente periodo si sono visti in azione tanti moralisti, molti dei quali, per non dire quasi tutti, sono sprovvisti di titoli idonei. Ed è venuto il momento di smascherarli. Dispiace, ma bisogna farlo affinché i cittadini sappiano da quale pulpito vengono certe prediche”.

La replica di Boffo
“La lettura dei giornali di questa mattina – scrive il direttore di Avvenire è in una nota – mi ha riservato una sorpresa totale, non tanto rispetto al menù del giorno, quanto riguardo alla mia vita personale. Evidentemente il Giornale di Vittorio Feltri sa anche quello che io non so, e per avvallarlo non si fa scrupoli di montare una vicenda inverosimile, capziosa, assurda. Diciamo le cose con il loro nome: è un killeraggio giornalistico allo stato puro, sul quale è inutile scomodare parole che abbiano a che fare anche solo lontanamente con la deontologia. Siamo, pesa dirlo, alla barbarie”.

Nucleare. Opinioni a confronto. Scajola: “Le centrali sono gli impianti industriali più sicuri”. Legambiente: “Alto rischio senza vantaggi economici e ambientali”

 Questo è il commento del presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza alle dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Secondo Legambiente non ci sarà nessun vantaggio per la riduzione di emissioni in atmosfera: al 2020, infatti, se tutto va bene, ci sarà una centrale operativa che ridurrà le emissioni per poco più di 4 mln di ton, che, a fronte di una produzione odierna di 552,8 mln/T annue in Italia di CO2, corrisponde allo 0,7%.

Tutto ciò al netto della produzione di CO2 di tutta la filiera, perché alcuni studi recenti hanno calcolato che se si considera tutto il ciclo di lavorazione, per ogni kwh di produzione con il nucleare si emette la stessa quantità di CO2 di un kwh prodotto con il ciclo combinato. Il nucleare servirà poi solo alla produzione di elettricità settore responsabile delle emissioni di CO2 per il 18 – 20% del totale, che non tocca gli altri grandi responsabili, i trasporti e la residenzialità.

“Il Governo – prosegue Cogliati Dezza – continua a ripetere i soliti luoghi comuni sul nucleare, alimentando solo false speranze sull’ energia dell’ atomo, mentre in realtà il suo utilizzo non potrà risolvere la crisi economica ed energetica. Non è un caso, infatti, che l’ amministratore delegato dell’ Enel Fulvio Conti abbia chiesto al Governo una soglia minima garantita nelle tariffe di vendita. In sostanza dunque questa scelta energetica potrà solo esporre il Paese ad un grosso rischio, perché anche con il massimo controllo non sarà possibile eliminare in modo assoluto la possibilità di incidenti. Pertanto è assurdo mettere a repentaglio la sicurezza del Paese per un’ energia che non offrirà vantaggi economici e ambientali, mentre abbiamo a disposizione l’ energia del vento e del sole, risposta immediata e reale ai cambiamenti climatici e ai costi in bolletta degli italiani”.

L’ articolo odierno ci riporta ad un altro del maggio 2008 sullo stesso tema: la storia infinita, ancora oggi senza la parola fine. Riportiamo l’ articolo per dimostrare che i problemi di ieri sono ancora quelli di oggi. Speriamo non siano anche…l’ incubo di domani!!!

Gianfranco Fini: “No alle politiche razziste. Gli immigrati sono persone. Il Pdl si smarchi, no ai colpi leghisti”.

 Fini sceglie la festa del Pd di Genova per il rientro sulla scena politica dopo la pausa estiva: è un Fini che decide di spogliarsi dei panni del presidente della Camera e invita il Pdl, di cui è co – fondatore, a non fotocopiare le politiche della Lega.

L’ affondo nei confronti del Carroccio è sull’ immigrazione, ma a ben guardare l’ intervento del presidente della Camera è tutto teso a ridimensionare il ruolo della Lega, perchè su temi delicati il Pdl non può limitarsi a copiare le camicie verdi. Il tema dell’ immigrazione, afferma infatti Fini, non va affrontato né con un approccio segnato dall’ emotività, né guidato solo dalla pur necessaria volontà di garantire la sicurezza dei cittadini, perché questo rappresenterebbe un approccio parziale, miope e sbagliato.

“È positivo – dice il presidente della Camera – che la Lega abbia smentito la Padania, dicendo che il Concordato non c’ entra nulla: e ci mancherebbe”. Eppure, l’ attacco al Carroccio va avanti. La Lega Nord, sostiene Fini, “non può affrontare il problema dell’ immigrazione guardando nello specchietto retrovisore, ho l’ impressione che a volte accada questo”.

“Ripugna la coscienza – aggiunge poi il presidente della Camera – non considerare che chi arriva in Italia, regolare o no, è prima di tutto una persona. Se si parte dal presupposto che è una persona alcune politiche non dovevano essere inserite in un provvedimento legislativo”, ha aggiunto Fini, ribadendo che serve una linea fermissima contro le politiche discriminatorie e vagamente razziste.

Soprattutto, per Fini la Chiesa lancia messaggi di carattere universale anche sul tema dell’ immigrazione e la stessa conferenza episcopale si rifà a prese di posizione ufficiali che sono valide per tutti i cristiani nel mondo. Non si può piegare alla propaganda quotidiana, al livello di un comizietto di periferia il messaggio che viene da quella sede.

Estero. Tutto il mondo ricorda Ted Kennedy. Barack Obama: “Ho il cuore a pezzi”

 La scomparsa di Ted Kennedy ha scuscitato commozione e cordoglio negli Stati Uniti e all’ estero, indipendentemente dagli schieramenti politici. “Ho il cuore infranto, ha detto il presidente americano Barack Obama. Sapere questa mattina che il nostro caro amico, il senatore Ted Kennedy, è morto ha spezzato il mio cuore e quello di Michelle. Arriva alla fine un capitolo importante della nostra storia – ha aggiunto il capo della Casa Bianca in un comunicato diffuso da Martha’ s Vineyard, feudo del clan Kennedy – Il nostro Paese ha perso un grande leader, che ha preso il testimone dei suoi fratelli caduti ed è diventato il più grande senatore degli Stati Uniti dei nostri tempi”.

Anche l’ ex presidente Usa, il repubblicano George W. Bush, si è unito al cordoglio per la morte di una figura di grande profilo: “Mia moglie ed io siamo profondamente rattristati nell’ apprendere che Ted Kennedy ha perso la sua coraggiosa battaglia contro il cancro. Anche se non ci siamo trovati d’ accordo su molte questioni, ho sempre rispettato il suo risoluto e costante servizio per il pubblico”. Bush ha poi ricordato Kennedy come un leader che ha risposto alla chiamata al dovere per circa 47 anni, e la cui morte chiude un capitolo straordinario nella storia del Senato stesso.

Parole commosse sono state pronunciata dall’ ex first lady Nancy Reagan: “Lo consideravo un caro amico. Mi mancherà. Viste le nostre differenze politiche, la gente era spesso sorpresa per quanto eravamo legati, Ronnie ed io, alla famiglia Kennedy. Ronnie e Ted potevano sempre trovare un terreno comune, e avevano grande rispetto uno dell’ altro. Negli anni recenti, ho trovato un terreno comune con Ted sul tema della ricerca sulle staminali”.