Napolitano a Berlusconi: ”Indichi lui la soluzione”

di Mariella Commenta

Giorgio Napolitano ha chiesto a Berlusconi di garantire se gli attuali gruppi parlamentari che sostengono il governo siano in grado di adempiere ad impegni imprescindibili come l’insieme delle decisioni di bilancio. Il Capo dello Stato si riferisce chiaramente alla bocciatura dell’articolo 1 della legge sul Rendiconto generale dello Stato, provvedimento definitivamente stoppato dalla Giunta per il Regolamento della Camera.

Berlusconi è fermamente convinto di poter dare al capo dello Stato una risposta credibile, vuol per far capire che la maggioranza è in grado di operare e che ha i numeri per andare avanti e governare. Berlusconi parla di ”incidente” che, prima di chiedere la fiducia alla Camera, cercherà di chiudere facendo approvare dal cdm un nuovo disegno di legge. Una forzatura, prima del passaggio parlamentare, che forse il Capo dello Stato non gradirà e che sicuramente Pd-Udc e Idv contesteranno duramente.
Berlusconi parlerà a Montecitorio solo alla sua maggioranza perché le opposizioni hanno deciso di presentarsi in Aula solo per votare. Però Napolitano non chiede al presidente del Consiglio un semplice voto di fiducia, ma l’indicazione chiara ”della corretta soluzione che possa condurre il Parlamento all’approvazione del rendiconto e dell’assestamento di bilancio”.
Attesa dunque per quello che Berlusconi dirà in Aula, anche se il discorso sarà ascoltato solo dalla maggioranza vista la decisione delle opposizioni di presentarsi in Aula solo al momento del voto, per denunciare la gravità della linea scelta dal capo del governo dopo la bocciatura di di ieri.
Bersani replica e insiste: ”Per noi l’unica soluzione sono le dimissioni di Berlusconi”. Della stessa opinione Pier Ferdinando Casini che invita il Cavaliere a fare un passo indietro. ”Ma Berlusconi non guarda in faccia la realtà e fa sprofondare il paese nel discredito”. Una presa di posizione condannata dal Pdl e che la Lega con Umberto Bossi decide di snobbare.
Intanto il presidente della Camera Gianfranco Fini, su richiesta delle opposizioni, è andato al Quirinale per informare il capo dello Stato sui motivi che non consentono di procedere alle comunicazioni del presidente del Consiglio dopo la bocciatura dell’articolo 1 del rendiconto 2010.
Il Pdl e la Lega lo accusano di aver ”smarrito la correttezza istituzionale” e lo invitano a dimettersi.

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