Mediazione civile: chiacchiere che stanno danneggiando gli indecisi

di Mariella Commenta

 Mediazione civile: chiacchiere che stanno danneggiando gli indecisi

Secondo Pecoraro, presidente dell’ Associazione Nazionale per l’ Arbitrato & la Conciliazione (A.N.P.A.R.) fa bene il ministro Angelino Alfano, a non considerare le istanze di sparute minoranze di “caste” all’interno di “caste”, che chiedono di incontrarlo per indurlo a cambiare alcune regole in materia di mediazione civile. La promessa del Parlamento e del Governo fatta all’ Unione Europea di deflettere il carico pendente di circa sei milioni di giudizi è un obbligo, al quale non può venir meno nessuna persona onesta. Dice bene, anche il capo dell’ ufficio legislativo del Ministero della GiustiziaDott.ssa Iannini, nell’ affermare che “al nuovo istituto giuridico si è voluta attribuire, sì una funzione deflattiva, ma anche farne espressione di una scelta culturale: superare le contrapposizioni offrendo alle parti la possibilità di trovare il modo più appropriato per risolvere una controversia, sulla base dei loro interessi più che dell’ affermazione dei loro diritti. L’ obiettivo è riuscire a risolvere con questo strumento le cause, ma anche dare un nuovo mercato alle professioni”.

Pochi, altro che abolizione, – continua Pecoraro chiamato ad esprimere un suo parere in merito – sono i diritti disponibili tutelabili con l’ esperimento obbligatorio del tentativo di mediazione in materia civile e commerciale, a mio avviso tutte le controversie dovrebbero passare per l’ obbligatorietà, causa di improcedibilità al giudizio ordinario, così come avviene nelle controversie civile e commerciali transfrontaliere.

Non bastano – afferma Pecoraro – gli inviti alla prudenza, anche da parte del presidente del C.N.F., Avv. Guido Alpa – persona di alta capacità morale e professionale – che invita gli iscritti a “non boicottare la legge perchè non si dica che il sistema è fallito per colpa dell’ avvocatura”.

Anche Pecoraro è d’ accordo con il presidente del C.N.F. Sull’ utilità di non far gravare il peso economico delle mediazioni richieste da soggetti che in sede di processo sarebbero ammessi al patrocinio a spese dello Stato, sugli organismi di conciliazione (n.d.r. questi ultimi hanno solo oneri e non risorse) e che i mediatori designati dagli organismi di conciliazione dovranno avere solide basi di conoscenza del diritto sostanziale per la facile risoluzione della controversia.

Ufficio Stampa
Giornalista
A.Bove

A.N.P.A.R. (Associazione Nazionale per l’ Arbitrato & la Conciliazione)
http://www.anpar.it
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