Un nuovo stadio per la Roma, presentato il progetto: una giornata storica

di Mariella Commenta

Politica, sport e mondo immobiliare si sono dati appuntamento martedì scorso a Roma, in occasione della conferenza stampa di presentazione di quello che sarà il nuovo stadio della squadra di calcio della Roma (sorgerà nella zona che andrà dall’ Aurelia alla zona Bocea – Casalotti.

Circa 500 metri oltre il GRA, su terreni attualmente a destinazione agricola, di proprietà del Gruppo Immobiliare Scarpellini), impianto che occuperà una superficie di 130 ettari e che dovrebbe venire realizzato in una tempistica indicativa di 24 – 26 mesi.

Il progetto, presentato dall’ architetto Zavanella, prevede due anelli, uno inferiore, di 30.000 posti e uno superiore di 25.000 (la capienza potrà essere facilmente estesa a 60.000 spettatori), l’ eliminazione di ogni barriera tra spalti e campo e darà ampio risalto al tema della eco-sostenibilità, sia mediante utilizzo di pannelli fotovoltaici, ma anche grazie a sistemi di ventilazione e di raccolta delle acque piovane.

Nelle intenzioni del progettista, inoltre, lo stadio dovrà “vivere al di là della partita, ci saranno zone di accoglienza per bambini e famiglie; attenzione verrà data anche agli ospiti speciali con la creazione di 250 posti corporate”.

Fra le varie iniziative legate e / o collegate al progetto stadio c’ è l’ idea di creare un outlet, il terzo centro Ikea, dei cinema, oltre a bar, ristoranti, un asilo nido, una piscina e un complesso residenziale, sebbene, alla specifica domanda dei giornalisti, circa i costi del nuovo stadio, la responsabile amministrativa della società giallorosa Cristina Mazzoleni, ha risposto in maniera evasiva specificando che “dire oggi quanto costerà può essere fuorviante, il costo comprende più elementi ed avrà un suo piano di sostenibilità economica; l’ obiettivo primario è quello di creare valore per l’ azienda e ricavi differenziali, con attività commerciali secondarie”.

Fra gli interventi in sede di presentazione segnaliamo quello del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il quale ha sottolineato come “l’ opportunità di dotarsi di uno stadio da parte della Roma mi sembra ottima e faceva parte anche dei miei progetti. Gli stadi non devono essere un contenitore per vedere solo la partita, ma stadi integrati che permettano una vita sociale, una vita di club più ampia e suggestiva”.

“Noi confidiamo molto in questo in modo tale che il tifo calcistico possa aggregarsi. L’ idea di fare lo stadio un tempio della Roma deve essere sottoscritto. Dal punto di vista della città di Roma penso sia un arricchimento, anche perché non sarà solamente circoscritta alla vita del club. Devo ringraziare il Presidente della Roma Rossella Sensi (lo stadio verrà intitolato alla memoria dell’ ex Presidente Franco Sensi) che ha rotto il ghiaccio perché bisognava calare giù le carte per una base da cui partire. Ha avuto questo coraggio e muovere questa scelta”.

Come staff il giudizio è positivo, ma questo non toglie che la Regione Lazio e la sovrintendenza dovranno esprimere i propri pareri e chiedere le verifiche. Quindi i temi principali saranno raccordo e mobilità, per non creare ai tifosi disagi per raggiungere in modo difficoltoso lo stadio. Dal punto di vista della valutazione economica sarà garantita tutta la trasparenza necessaria con un progetto così importante. Con la premessa che lo stadio non debba costare nulla alla collettività”.

Fra i contributi importanti da sottolineare anche quello del Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il quale ha posto l’ accento sul fatto che “ci sono delle normative da rispettare. Una delle preoccupazioni è la viabilità e la comunicazione e quindi deve essere inserito nel programma da rispettare. Deve inoltre rispettare la qualità della vita dei residenti. La sinergia bisogna anche allargarla alla Provincia, e domani ci sarà una prima riunione per quanto riguarda la Sovrintendenza.

Lo stadio si deve fare, per me c’ è un unico punto di riferimento, la Presidenza e il Consiglio di Amministrazione. Ora la società sa che inizia un iter ben preciso. Per la città di Roma e per i tifosi è un evento particolare. Uno stadio moderno significa partecipazione, cioè che se noi facciamo diventare protagonisti i tifosi, noi viviamo in un modo diverso lo stadio”.

Come intuibile non mancano le posizioni critiche (segnaliamo, fra l’ altro, che sul terreno di confine sono emerse una necropoli romana e una villa di età imperiale), fra le quali quella del Senatore del Partito Democratico Roberto Della Seta, Capogruppo in Commissione Ambiente, il quale ha sottolineato che l’ iniziativa immobiliare è un grande regalo a chi specula sulle aree dichiarate da un giorno all’ altro fabbricabili, un danno grave per la città.

Molto dura la presa di posizione del Presidente WWF Lazio Vanessa Ranieri, la quale, specifica che “rimaniamo sconcertati per le affermazioni odierne dei rappresentanti delle amministrazioni che ritengono di stigmatizzare le preoccupazioni di chi ha avanzato dubbi sul progetto del nuovo stadio abdicando contestualmente dal proprio ruolo di garanti per i diritti della collettività”.

Sulla stessa lunghezza d’ onda il Presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati, secondo il quale “Roma non ha bisogno di nuovi stadi, tanto meno di scempi e speculazioni in aree agricole vincolate come quelle sull’ Aurelia, con ristoranti, case e megastore”.

Forti critiche, infine, da Italia Nostra, che ha evidenziato come “le costruzioni di stadi non devono diventare una golosa occasione per edificare nuove, pesanti centralità con prevalente interesse privato, non previste dal Piano regolatore Generale”.

Kevin John Carones

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