Il decreto anticrisi riceve il primo ok del Parlamento: sconti alle imprese e scudo fiscale

di isayblog4 Commenta

Via libera delle commissioni Bilancio e Finanza al decreto legge anticrisi e alle numerose novità introdotte nel corso dei lavori parlamentari. Al momento della votazione il Pd è però insorto e ha abbandonato i lavori. L’ Udc non ha partecipato alle votazioni mentre l’ Mpa ha votato contro.

Fra le misure principali che hanno incassato il primo ok del Parlamento, lo scudo fiscale, la mini riforma delle pensioni con innalzamento dell’ età pensionabile delle donne nel pubblico impiego e le misure in favore del mondo delle imprese. Il testo approda oggi all’ esame dell’Aula di Montecitorio ed è ormai scontato che il Governo decida di porre la questione di fiducia.

Le critiche dell’ opposizione si sono appuntate oltre che sul merito anche sul metodo e in particolare sulla scelta di fare un voto unico su un pacchetto che contiene le proposte emendative che hanno ottenuto parere favorevole dei relatori. Nelle commissioni Bilancio e Finanze insieme alle misure è stato votato anche il mandato al relatore.

Ieri mattina le commissioni hanno dato il via libera a un emendamento sulle compensazioni dei crediti fiscali che aumenta da 10.000 a 15.000 euro annui il tetto degli importi sui quali i contribuenti che intendono utilizzare in compensazione crediti relativi all’ Iva hanno l’ obbligo di richiedere l’ apposizione del visto di conformità. Al di sotto dei 15.00 euro avviene quindi in automatico.

Si continua invece a discutere della norma che regolarizza colf e badanti. Dopo una lunga discussione si sarebbe definitivamente chiarito che la soglia di reddito prevista dal testo per poter avviare le pratiche riguarda esclusivamente chi deve mettere in regola le colf. L’ emendamento, quindi, non dovrebbe cambiare nella sostanza, ma dovrebbero essere apportati soltanto degli aggiustamenti tecnici.

Nel corso dei lavori le commissioni hanno approvato l’ articolo 4 del provvedimento che contiene norme sulle reti di energia. In particolare si stabilisce che il Consiglio dei ministri, d’ intesa con le Regioni, individui gli interventi particolarmente urgenti relativi alle reti di energia da realizzare con capitale prevalentemente privato da effettuare con mezzi e poteri straordinari.

Si prevede anche la nomina di commissari ad hoc da parte della presidenza del Consiglio, ai quali spetterà emanare gli atti e i provvedimenti e seguire tutte le attività, di competenza delle amministrazioni pubbliche, occorrenti all’autorizzazione e all’effettiva realizzazione degli interventi.

L’ opposizione lunedì ha approfittato di ogni spazio di intervento per fare ostruzionismo mentre la maggioranza era vincolata all’ appello del presidente della Camera Gianfranco Fini al governo perché in caso di fiducia il maxiemendamento ricalcasse il testo discusso nelle commissioni. Dopo la discussione generale, il governo dovrebbe mettere la fiducia, forse già giovedì mattina.

“È difficile dire se il governo porrà la fiducia – ha sottolineato il ministro del Welfare Sacconi – certo è urgente l’ entrata in vigore delle norme”. Proprio per questo, per il vice capogruppo del Pdl alla Camera Italo Bocchino “la fiducia non sarebbe uno scandalo”. Il punto interrogativo, però, è a questo punto, su quale testo verrà posta.

“Il governo – sottolinea il viceministro all’ Economia Giuseppe Vegas – vedrà qual è l’ esito delle commissioni. Vediamo che testo viene approvato”. Il confronto duro maggioranza – opposizione registra comunque un passaggio bipartisan in commissione, quello dell’ approvazione di un emendamento che prevede un allentamento del patto di stabilità interno per gli enti virtuosi.

Una nostra vittoria, dice il Pd ricordando la mozione a prima firma Dario Franceschini in materia al momento della discussione alla Camera del federalismo fiscale. Vittoria che rivendica anche l’ Udc pur sottolineando che le risorse sbloccate, due miliardi, non sono ancora sufficienti per far tornare a respirare Comuni e Province.

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