Il presidente del Senato: “Il governo non si giudica per vicende estranee alla politica”

di Mariella Commenta

“Un Governo deve essere giudicato per come governa, non per vicende estranee alla politica o all’ interesse comune del Paese. Certe campagne scandalistiche applicate impropriamente alla politica rischiano di danneggiare l’ immagine dell’ Italia”.

Il presidente del Senato, Renato Schifani, nel corso della presentazione a Palazzo Giustiniani della relazione del garante della Privacy, non manca di rivolgere un monito ai mezzi dell’ informazione sulle polemiche che hanno coinvolto nelle ultime settimane il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. “Penso che l’ informazione – ha proseguito Schifani – debba essere veritiera, corretta, equilibrata, rispettosa del diritto alla riservatezza della vita di ogni persona. Con le polemiche strumentali non si costruisce una sana democrazia”.

Parlando a Palazzo Giustiniani, in apertura della cerimonia sulla relazione annuale del garante della privacy Francesco Pizzetti, il presidente del Senato Renato Schifani affronta il tema caldo delle intercettazioni in relazione alla privacy. “I temi delicatissimi di cui si occupa il Garante – spiega Schifani – riguardano spesso la vita quotidiana personale; un sistema di comunicazione non corretta o la diffusione di dati che dovrebbero rimanere riservati, crea un’ onda lunga di effetti dannosi con conseguenze a volte molto negative o drammatiche”.

“Mi riferisco – precisa Schifani – all’ inammissibile violazione del domicilio privato mediante l’ uso di tecnologie invasive che catturano momenti della vita di un individuo in un contesto, quello della sua abitazione, all’interno del quale è possibile accedere soltanto in presenza di autorizzazioni dell’ Autorità giudiziaria. Episodi come questi – sottolinea Schifani – non accadrebbero se chi li rende pubblici osservasse scrupolosamente il codice deontologico dei giornalisti e il Codice della Privacy”.

E qui il presidente del Senato affronta il campo dell’ informazione. “I mass – media – spiega – attraverso la trasmissione di notizie, immagini, messaggi, da un lato svolgono la funzione, fondamentale in una democrazia completa e matura, di informare l’ opinione pubblica, di vigilare sulla vita democratica. Dall’ altro lato – aggiunge – l’ amplificazione, l’ esasperazione e la distorsione dei messaggi sono gli aspetti maggiormente suscettibili di ledere il diritto fondamentale alla riservatezza dei soggetti che ne sono coinvolti”.

E dunque, “un’ informazione responsabile deve porre al primo posto il rispetto delle persone, in particolare della loro dignità e autonomia, e deve saper costruire un nuovo rapporto di fiducia e di credibilità con l’ opinione pubblica. Non si tratta di rinunciare al compito di informare, di esprimere opinioni e, se necessario, di criticare, ma di difendere e valorizzare ancora di più questa funzione mettendola, però, al servizio del lettori”.

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