La CGIL presenta a Berlusconi un report sulla sicurezza nelle scuole

di isayblog4 Commenta

Oltre 100 mila infortuni soltanto nel 2007, tra studenti (90.478) e docenti (12.912) sono la “cartina di tornasole di un autentico disastro per la sicurezza nel mondo scolastico”. E’ la denuncia della Cgil, raccolta in un rapporto della Flc e consegnato dal segretario generale di Corso d’Italia, Guglielmo Epifani, al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso dell’incontro di Palazzo Chigi tra governo e parti sociali.

Degli infortuni, alcuni sono risultati gravi e hanno determinato invalidità permanenti o sono stati mortali. Si tratta di incidenti soggetti a Inail avvenuti durante lo svolgimento di attività soggette alla copertura assicurativa dell’istituto. Non sono contemplati gli incidenti causati da calamità naturali o altro quali crolli. Le regioni più colpite in termini assoluti sono la Lombardia (1.692 tra gli insegnanti e 15.222 tra gli studenti), seguita da Emilia Romagna (1.220 – 8.602), Puglia (956 – 7.278) e Veneto (1.008 – 7.630).

– INFORTUNI ALUNNI:

– nel 1999: 79.168;
– nel 2000: 82.281;
– nel 2001: 89.176;
– nel 2002: 88.682;
– nel 2003: 88.581;
– nel 2004: 90.570;
– nel 2007: 90.478.

– INFORTUNI INSEGNANTI:

– nel 1999: 4.393;
– nel 2000: 4.988;
– nel 2001: 5.978;
– nel 2003: 5.209;
– nel 2004: 5.290;
– nel 2007: 12.912.

– INSUFFICIENTI LE RISORSE PER SICUREZZA E SUA GESTIONE:

Per far fronte alle attività relative alla sicurezza (formazione figure sensibili, formazione personale e docenti, informazione) sono previsti, a carico del bilancio del ministero dell’Istruzione, annualmente l’ equivalente di 19.441.774 euro. “Tali risorse – rileva la Flc Cgil – sono risultate essere largamente insufficienti per tutte le attività connesse alla formazione, informazione e partecipazione nonché alle incombenze poste a carico dei Dirigenti scolastici equiparati dalla legge ai datori di lavoro. Servono ben altre risorse per la gestione quotidiana della sicurezza finalizzata ovviamente all’attività di prevenzione”.

Ancora oggi, ricorda il sindacato, alla “vigilia dell’emanazione del ‘Regolamento recante le norme per l’individuazione delle particolari esigenze negli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 81/2008’, il Miur non prevede ulteriori risorse per gli interventi relativi all’applicazione nelle scuole della normativa sulla sicurezza e gli eventuali adempimenti da parte dei Dirigenti scolastici”.

A 33% EDIFICI SERVE MANUTENZIONE URGENTE

Dal giugno 2005 i 42 mila edifici delle scuole statali italiani avrebbero dovuto essere messe tutti a norma, ma i dati dimostrano che il “cammino è ancora lungo e che le risorse fin qui stanziate sono insufficienti” e almeno un terzo necessita di manutenzione urgente.

– LE SCADENZE NON RISPETTATE:

Le 10.761 scuole statali sono dislocate in 42.007 edifici ove studiano e lavorano oltre 9 milioni di persone. Secondo la legge 265 del 1999 proprietari degli immobili (comuni e province) dovevano mettere a norma gli edifici scolastici entro il 31 dicembre 2004; per effetto di un ulteriore intervento legislativo (Dl 266/2004) la data della messa a norma degli edifici scolastici venne prorogata al 31 dicembre 2005 e successivamente al 30 giugno per le sole opere di edilizia già programmate e finanziate dalle Regioni.

– LO STATO DEGLI EDIFICI SCOLASTICI:

Il 42% non possiede il certificato di agibilità statica; il 15% non ha gli impianti elettrici a norma; il 29% è privo del certificato di agibilità sanitaria; Il 46% non ha scale di sicurezza; il 14,9% non ha porte antipanico; il 47,81% non ha il certificato di prevenzione incendi; il 20% non ha effettuato prove di evacuazione.

– LA MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE:

il 33,12% necessitano di interventi di manutenzione urgente; Il 53,14% ha goduto nell’ultimo quinquennio di manutenzione straordinaria.

– IL 30% COSTRUITO PRIMA DEL 1940:

Il 14,97% è stato costruito prima del 1900; l 15,99% tra il 1900 e il 1940; Il 37,84% tra il 1940 e il 1974; Il 21,09% tra il 1974 e il 1990; Il 10,12% tra il 1990 e il 2006.

– ALTRE RISCHI TRA AMIANTO E TERREMOTI:

L’11% è collocato in strutture nate con altre destinazioni d’uso; l’8,30% è in affitto; il 38,15% si trova in zone con rischio sismico; il 3,26% è soggetto a rischio vulcanico; nel 17,57% è stata certificata presenza di amianto; nel 1,62%% vi è il sospetto della presenza di amianto; l’8,93% ha subito bonifiche da amianto negli ultimi due anni; nello 8,07% è stata riscontrata la presenza di strutture con radon; il 15,72 sono ubicati vicino alle antenne emittenti radio tv; il 6,05% si trova in prossimità di elettrodotti ad alta tensione e bassa sezione; il 12,90% sono in prossimità di aree industriali; l’1,83% si trova vicino strutture militari; l’1,21% sono vicino ad aeroporti.

– LE RISORSE FINANZIARIE:

La legge-quadro (23/96) sull’edilizia scolastica attribuisce a province e comuni in pratica tutte le competenze dalla costruzione all’arredamento e utenze. La legge prevede una partecipazione dello Stato attraverso l’assegnazione alle Regioni di finanziamenti erogati sotto forma di mutui con totale ammortamento a carico dello Stato, attribuiti attraverso piani triennali di programmazione.

– SONO STATI STANZIATI:

– triennio 1996/1998: 1.569 mln di lire (456 – 522 – 591);
– triennio 1999/2001: 1.395 mln di lire (385 – 398 – 612);
– nel 2002 non sono state stanziate risorse;
– nel terzo triennio 2003/2005 sono stati stanziati complessivi 461.916.248 euro (112.600.641 per il 2003 – 348.915.607 euro per il 2004; per l’anno 2005 non è previsto alcun finanziamento);
– nella finanziaria 2006 non sono stati stanziati impegni di spesa per mutui quindicennali diretti a consentire il recupero del 2005 e l’avvio del quarto triennio 2006/2008;
– nella finanziaria 2007, riparte il piano triennale 2007/2009 con la sottoscrizione dell’Intesa finalizzata all’attivazione del Patto per la sicurezza tra ministero, Regioni ed Enti locali. Il finanziamento triennale (250 mln) è dedicato alla messa in sicurezza e adeguamento a norma ed interamente compartecipato, così da determinare nei tre anni uno sviluppo d’investimenti nel settore non inferiore a 750 mln euro.
– nella proposta di finanziaria 2009 non è previsto nessun finanziamento relativo al piano triennale 2010/2012.

– INTERVENTI STRAORDINARI:

Tra interventi antisismici (194 mln) e abbattimento barriere architettoniche (100 mln), gli interventi straordinari sono ammontati a quasi 400 milioni. Inoltre, l’articolo 7 bis della legge Gelmini prevede un finanziamento di non inferiore al 5% delle risorse destinate alle opere di infrastrutture per le zone sismiche da assegnare alle scuole collocate in quei territori.

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