Casini (UDC): Dissennati gli attacchi Di Pietro al Colle. Il Lodo? Certo Berlusconi non se ne avvarrà

di isayblog4 Commenta

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“Gli attacchi dissennati di Di Pietro al Capo dello Stato contribuiscono a una grave perdita di credibilità dell’intera opposizione”. Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, risponde alle domande durante un’intervista pubblica alla manifestazione ‘Roma Estate’ e interviene sulle ultime polemiche in tema di giustizia .
“La firma del Lodo Alfano – ha detto Casini – era un atto dovuto e atteso. L’attacco di Di Pietro è perciò lesivo della credibilità che nel sistema parlamentare italiano l’opposizione deve avere”.
Il leader dell’Udc ha quindi manifestato solidarietà al Capo dello Stato per la sua “guida credibile”. “Bisogna avere il senso della misura – ha sottolineato rivolgendosi al leader dell’Idv – per distinguere la polemica politica dal rispetto delle istituzioni imparzialmente rappresentate dal Capo dello Stato”.
Quanto all’Udc, Casini ha detto: “Noi abbiamo lavorato sul lodo Alfano per rasserenare il clima, perché non facciamo una opposizione ideologica, pregiudiziale e sfascista”.
“Il lodo non è l’ultimo tempo di un film, ma il primo tempo di un film assai lungo, che noi vogliamo si concluda nell’interesse dei cittadini che si trovano oggi a fissare udienze per il 2012”, ha poi aggiunto.
Ma “dobbiamo prendere atto che un attacco da parte di frange militanti della Magistratura c’è stato” ha sottolineato Casini che si è detto “convinto oggi che sono all’opposizione, ancor più di quanto non lo fossi quando ero al Governo con Berlusconi”.
“Sono certo che Berlusconi farà prevalere il suo senso delle istituzioni e non si avvarrà del lodo Alfano per nessuno dei suoi procedimenti penali”, ha poi osservato.

“Sinceramente io penso che il Governo in termini di immagine sia partito molto bene e meriti un nove – ha poi aggiunto Casini – ma la stessa cosa non si può dire per quanto riguarda i fatti. Noi, comunque, offriremo la nostra collaborazione, soprattutto sul tema della giustizia”.
E proprio in tema di riforme della giustizia, il leader dell’Udc ha spiegato: “Il principio della responsabilità deve valere anche per i giudici. Se i magistrati rovinano la gente ne devono rispondere, perché è giusto per i cittadini”. Quindi ha chiarito che il suo partito non porrà condizioni: “Ci metteremo attorno ad un tavolo e chiamo il Pd e Veltroni a non sottrarsi all’impegno di confrontarsi sul tema della giustizia”. E, parlando del Consiglio Superiore della Magistratura, Casini ha auspicato che esso sia “sempre più non un organo di autotutela, ma di autogoverno della magistratura”.
Quanto alla tesi (contenuta in un editoriale apparso oggi su ‘Il Corriere della Sera’) che prevede la possibilità di alleanze con il Pd che lo vedano al centro di un nuovo patto federato, Casini ha commentato: “Sciocchezze”.
Anzi, ha precisato, “in termini di valori condivisi siamo più vicini al Pdl che non al Pd”. Anche se, ha spiegato “su molti temi trovo interessanti le posizioni del Pd”.
“E’ ovvio che pure il Pd ha la sua storia, ognuno è figlio di un passato”, ha quindi sottolineato rimarcando una certa affinità con alcune componenti del Partito democratico: da Franceschini, a Marini a Letta. A suo avviso “sono amici che sbagliano. Con loro non cerco un virile corteggiamento, ma non abbiamo difficoltà al dialogo così come non ne abbiamo con Raffaele Fitto o con l’onorevole Lupi”.
Al partito di Veltroni, tuttavia, il leader dell’Udc riconosce “degli interventi in campo economico molto positivi” mentre, in tema di liberalizzazioni, attacca la Lega: “Nella passata legislatura sono state imputate a Rifondazione comunista le liberalizzazioni mancate, ma oggi la Lega sta facendo la stessa cosa”.

Insomma, per quanto riguarda le ipotesi di alleanze Casini ha chiarito: “Dopo aver fatto un salto carpiato ed esserci presentati alle elezioni da soli, non vogliamo tornare indietro. Ma l’Udc non ha una vocazione minoritaria”.
Così, solo al termine di questa legislatura ci si potrà aprire ad “alleanze omogenee ai valori che stiamo difendendo in Parlamento, che non siano soltanto alleanze di potere”.
“Noi – ha scandito- non dobbiamo ringraziare né Berlusconi né Veltroni, al contrario di quanto devono fare la Lega e Di Pietro”.
Quindi ha spiegato che “se è vero che tanti italiani non hanno capito la scelta di andare da soli, tanti l’hanno seguita”, per questo ha detto di sentirsi “molto più forte di sei anni fa, perché molti equivoci si sono diradati”.

Quanto alle prossime elezioni europee, Casini ha sottolineato che “togliere la possibilità di esprimere una preferenza nella legge elettorale per le europee sarebbe un dolo: significherebbe che due leader politici si apprestano a scippare i cittadini”.
“E’ giusto – ha spiegato- prevedere una soglia quello che non può essere accettabile è che diventi fittizia. L’importante è che circoscrizioni e preferenze non siano tolte” e “una soglia come quella di cui si discute è alta, ma accettabile”. “Per me – ha aggiunto- il problema della soglia di sbarramento nella prossima legge elettorale non esiste”.

Infine, un commento sul voto contrario dato al maxiemendamento alla manovra triennale: “Il nostro no alla manovra finanziaria – ha chiarito- è conseguente ai mancati impegni sulle tasse, sul quoziente familiare, sulle liberalizzazioni e sui tagli alle forze di polizia. C’è una responsabilità grossa – ha scandito- rispetto agli impegni elettorali palesemente disattesi”.

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