Casini (UDC): Sulle intercettazioni ridicolo il ricorso al decreto; sì al ddl

di Mariella Commenta

 “E’ ridicolo pensare di affrontare il tema delle intercettazioni con un decreto. Si può pensare invece a un disegno di legge”.
Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini intervistato da Radio24 interviene nelle polemiche degli ultimi giorni e spiega: “Chi ritiene, come Di Pietro, che non bisogna toccare la disciplina sulle intercettazioni è fuori dal mondo”.
“Un ddl è opportuno – insiste.- E l’opposizione deve dare il suo contributo anche con un voto favorevole”, aggiunge.
Quanto al tema delle immunità delle alte cariche dello Stato, l’ex presidente della Camera dice: “Non è un’eresia che si discuta di questo. L’eresia semmai è che per bloccare un processo se ne siano bloccati 100.000, immettendo in un decreto sicurezza qualcosa di estraneo per materia e che non era stato sottoposto al vaglio del capo dello Stato”.
Secondo Casini, dunque, “forse sarà il caso di valutare l’immunità a cui pensa il Parlamento europeo congiuntamente col voto della destra e della sinistra e che in Italia non si sa per quale ragione non esiste negli stessi termini”.

E sulla collaborazione col Pd, dopo la lettera scritta con Walter Veltroni al Presidente della Camera Fini sull’ingorgo parlamentare Casini dice: “La collaborazione tra le forze responsabili dell’opposizione è nei fatti, è una scelta obbligata. Noi però siamo in Parlamento non in nome di un’alleanza col Partito democratico. Le nostre sono strade diverse. La mia è la collocazione di uno dei leader del partito popolare europeo, mentre Veltroni e gli amici del Pd sono in gran parte nel movimento del partito socialista. Se sarà qualcosa di più sono i fatti che ce lo diranno”.
Casini ribadisce inoltre che da Veltroni lo divide il fatto di non credere al bipartitismo. “Io – spiega- sto lavorando per costruire non un’alleanza sui vecchi schemi politici, ma per creare una nuova fase della politica”.
Quanto al fatto che, all’interno del Pd, ci siano comunque interlocutori meno rigidi sul bipartitismo, come D’Alema, Casini risponde: “Non metto becco nei problemi del partito democratico. Già sono complicate quelle vicende non le voglio rendere ancora più complicate”.

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