La Lega fa i conti sul risparmio derivante dal federalismo fiscale

di Mariella Commenta

Un risparmio di 26 miliardi di euro, a regime, per lo Stato e di 2.500 euro all’anno per ogni cittadino. Sono gli effetti dell’introduzione del federalismo fiscale, secondo i calcoli fatti dal senatore leghista, Massimo Garavaglia intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it. “C’e’ indubbiamente un risparmio notevole, a regime, per le finanze dello Stato, che si puo’ quantificare in due modi – spiega l’esponente del Carroccio -. Da un lato facendo riferimento allo studio dell’Unioncamere del Veneto sui costi del non federalismo, che stima in 26 miliardi di euro l’anno il costo per il fatto che in l’Italia il personale pubblico e’ distribuito malamente. Noi abbiamo il 53 per cento del personale nei ministeri centrali contro l’11 per cento della Germania. Riportando anche in Italia la percentuale tedesca, avremmo un risparmio di 26 miliardi di euro l’anno per le casse dello Stato, solo distribuendo e utilizzando meglio il personale pubblico. Ovviamente a regime. Un’altra componente, che pero’ non e’ stimabile a priori, deriva dal risparmio per responsabilizzazione della spesa e quindi la riduzione degli sprechi, sicuro ma non quantificabile”. Garavaglia parla poi di una “terza componente che riguarda la voce delle entrate. I benefici ci sono e sono ovvi, perche’ ci sarebbe un controllo sull’evasione fiscale molto piu’ elevato. La stima puo’ essere fatta partendo dalla ripartizione dell’evasione fiscale dell’Irap prendendo la tabella del dossier delle Agenzie delle entrate sull’anno 2007. È evidente che portando l’Iva con una percentuale importante a livello regionale, pari all’85 per cento nel modello lombardo, c’e’ un elevato incentivo a stanare chi non paga le tasse. In Lombardia l’evasione dell’Irap e’ pari al 13 per cento e in Campania e’ al 60 per cento. Se anche la regione Campania si terra’ l’80 per cento dell’Iva avra’ tutto l’interesse a scovare gli evasori e quindi la conseguenza sara’ una riduzione del nero. Ci sono tante regioni che hanno percentuali superiori a quella della Lombardia, per esempio in Veneto l’evasione dell’Irap e’ al 22 per cento, trasferire alle regioni una percentuale elevate di tasse (Iva) comporta una riduzione dell’evasione e quindi aumenta le entrate e da’ la possibilita’ alla singola regione di diminuire la pressione fiscale sui cittadini” “Se l’Irap – spiega Garavaglia – venisse pagata sulla base della media nazionale, e non considerando il livello della Lombardia (molto difficile oggettivamente), le regioni incasserebbero 6 miliardi di euro in piu’ solo dall’Irap. Che diventerebbero da 10 a 12 miliardi con le cifre della Lombardia. Considerando che e’ con l’Irap che si paga la sanita’, non ci sarebbero piu’ buchi. E l’esempio che dimostra il buon funzionamento di questo sistema e’ quanto accaduto alla regione Lazio, che l’anno scorso per la prima volta ha di fatto ridotto l’incremento della spesa sanitaria, proprio perche’ ha dovuto coprire con una maggiore tassazione. È il sistema migliore per frenare la crescita della spesa pubblica”. E i risparmi per i cittadini? “In Lombardia, per esempio, con 15 miliardi di euro in piu’ la regione non destinerebbe tutta questa cifra per opere, infrastrutture e servizi e la parte rimanente verrebbe utilizzata per la riduzione della tassazione e per maggiori contributi alle famiglie in difficolta’. È stimabile almeno un terzo da destinare a un taglio della pressione fiscale e all’aiuto ai ceti piu’ deboli. Si tratta quindi di cinque miliardi di euro per dieci milioni di abitanti, ovvero 2.500 euro circa all’anno di risparmio per ogni cittadino”.

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