Sindacato contrario a sottostima inflazione

di Mariella Commenta

La Cisl ribadisce la propria contrarietà alla scelta del Governo di prevedere nel Dpef un tasso d’inflazione programmata all’1,7%. “In questo modo si rischia di mettere a repentaglio le condizioni favorevoli alla trattativa sul rinnovo del modello contrattuale” ha osservato il Segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni commentanto i propositi del Governo. “Con una inflazione programmata così bassa -ha proseguito- di fatto si indebolisce la possibilita’ di rafforzare proprio il secondo livello di contrattazione. Occorre perciò trovare una strada diversa se si vogliono davvero tutelare i redditi dall’inflazione”.
A ribardire le critiche sulle scelte governative è intervenuto anche il Segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini affermando che: “I lavoratori non devono piu’ pagare una sottostima dell’inflazione: non e’ possibile che il tasso di inflazione programmato, oggi all’1,7 per cento e sul quale si basa la contrattazione, sia a meno della meta’ dell’inflazione dichiarata dall’Istat al 3,7 per cento”. “Il Governo -ha proseguito il segretario confederale- dovrebbe trovare una strada diversa di tutela dei redditi dall’inflazione. Nella piattaforma sindacale unitaria sulla riforma della contrattazione – ha tenuto a ricordare – si parla chiaramente di inflazione realisticamente prevedibile e si prefigura che l’indicatore, basato sugli indici Istat, sia meglio calibrato, tenendo conto anche di consumi diversi, come le spese per la casa che in questi anni sono molto aumentate”. “Redditi inferiori ai 24 mila 700 euro annui per meta’ delle famiglie italiane, una famiglia su 7 che non arriva a fine mese, una su quattro che si indebita, oltre il 50% della popolazione costretta a ricorrere al credito al consumo, pensioni al limite. Sono queste le priorita’ cui mettere mano”

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