Governo: nomina dei sottosegretari, nodo viceministri e ultime limature al pacchetto sicurezza

di Mariella Commenta

Comincia oggi una settimana di verifiche per il quarto governo Berlusconi.
Convocato per le 18.00 di oggi pomeriggio il Cdm, inizialmente previsto alle 11.00 per completare la squadra di governo e dare il via libera alla nomina dei sottosegretari (che dovrebbero essere 37 compresi quelli della presidenza del Consiglio).
A Palazzo Chigi, oltre a Gianni Letta, nominato sottosegretario venerdì scorso, dovrebbero approdare Paolo Bonaiuti, con la delega alla comunicazione e all’editoria, Gianfranco Micciché, per il Cipe ed il Mezzogiorno, Carlo Giovanardi per gli affari sociali e la droga.
Dietro lo slittamento della riunione, ci sarebbe l’ irrisolto nodo dei viceministri.
La partita dei sottosegretari comprende infatti anche le deleghe a viceministro.
Tra le ipotesi di Silvio Berlusconi vi era infatti quella di rinviare la nomina dei vice ad una successiva riunione, ma il pressing di AN e Lega lo avrebbe spinto ad affrontare subito la questione.
Secondo indiscrezioni di ambienti di Forza Italia, lo slittamento sarebbe dovuto al fatto che Alleanza nazionale sarebbe insoddisfatta della quota di un ‘vice’ che gli sarebbe stata assegnata. Secondo le stesse fonti, infatti, Berlusconi sarebbe orientato a pochi nomi (non più di 5 con la carica di viceministro) e dunque vi sarebbe un solo posto per AN, uno per la Lega e 3 per Forza Italia. AN, poi, dovrebbe decidere, in caso di un solo posto, chi nominare tra Alfredo Mantovano e Adolfo Urso.
Fonti di via della Scrofa negano però che sia una questione interna ad An all’origine dello stallo, limitandosi ad osservare che la lista è in mano al Cavaliere e che sarà lui trovare una soluzione.
In corsa, tra gli altri, sarebbero Paolo Romani (Comunicazioni) e Ferruccio Fazio (Sanità) di Forza Italia, Roberto Castelli, della Lega (alle Infrastrutture) Adolfo Urso, di AN (al Commercio con l’estero). Ma circolano anche i nomi dei forzisti Guido Crosetto e Giuseppe Vegas.

Ma al centro della riunione di oggi ci sarà anche il nodo sicurezza.
Entro la prossima settimana, infatti, a conclusione di una serie di incontri politici e tecnici tra palazzo Chigi, il Viminale e gli altri ministeri competenti, si dovrebbe dare il via libera al pacchetto sicurezza.
Sarà poi inviato al Quirinale per valutarne i presupposti di necessità e urgenza.

Diverse le misure previste: nuovo reato di immigrazione clandestina e carcere per chi tenta di entrare o si trova in Italia violando il testo unico sull’immigrazione del ’98, chiusura delle frontiere e blocco del trattato di Schengen contro rom e romeni, rafforzamento dei pattugliamenti marittimi anche oltre le acque territoriali, per contrastare gli sbarchi, permanenza nei Cpt fino a 18 mesi, smantellamento definitivo dei campi rom abusivi ricorrendo inevitabilmente ad arresti ed espulsioni, inasprimento sulle richieste di asilo e sui ricongiungimenti familiari e permessi di soggiorno solo a chi garantisce un reddito.
Tra le novità anche quella di trasformare i Cpt in centri di detenzione temporanea, per evitare di far scoppiare le carceri: gli stranieri arrivati senza permesso dovrebbero essere pertanto rinchiusi nelle strutture finora utilizzate per la prima accoglienza, in attesa del processo che dovrà essere celebrato con rito direttissimo.
Gli uffici tecnici competenti sono al lavoro per mettere a punto la norma ed evitare possibili contestazioni in sede europea. L’Ue ha infatti fissato regole rigide per la gestione dei Cpt e dunque è necessario rispettare le direttive.

Stretto giro di vite anche sulla criminalità: sei anni di galera la pena minima per le rapine, carcere subito per chi guida sotto effetto di alcol e droga, processo per direttissima per chi viene preso in flagranza, benefici penitenziari sospesi per i recidivi e completamente bloccati per i reati che procurano allarme sociale, aggravanti per le violenze commesse contro minori, anziani e portatori di handicap, poliziotti di quartiere in tutte le città più grandi.

Il piano del ministro dell’Interno Roberto Maroni prevede anche lo spostamento dei campi nomadi lontano dai centri abitati.
Nell’agenda del titolare del Viminale ci sono incontri con i sindaci delle principali città: il primo sarà oggi pomeriggio, con Gianni Alemanno.

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