La CGIL dichiara un milione e mezzo di persone in piazza

Quasi un milione e mezzo di persone sono scese in piazza in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil. Una giornata di mobilitazione per chiedere ‘Più lavoro, più salario, più pensioni, più diritti’ e per contrastare le scelte inadeguate messe in campo dal governo per affrontare la crisi economica. Il risultato è stato raggiunto sommando il dato di partecipazione di tutte le 108 piazze d’Italia dove si sono svolte le manifestazioni della Cgil.

L’epicentro della protesta è stato Bologna dove, all’imponente manifestazione regionale, ad ascoltare il comizio del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, in Piazza Maggiore erano in 200mila, mentre a Milano con la segretaria confederale Morena Piccinini erano in 80mila. A Venezia, la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso, ha parlato davanti a 50mila persone mentre a Torino, con il segretario confederale Enrico Panini, erano in 50mila. A Firenze il dato di partecipazione alle manifestazione è di 40mila persone. A Genova, con la segretaria nazionale Nicoletta Rocchi, erano in 25mila. A Roma sono scesi in piazza con la segretaria generale dello Spi Cgil, Carla Cantone, 40mila manifestanti mentre ad Ancona, una delle cinque manifestazioni regionali, erano in 25mila con il segretario confederale Fabrizio Solari. Continua »

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Venerdì lo sciopero della Cgil con le bandiere listate a lutto

Venerdì lo sciopero della Cgil con le bandiere listate a luttoAlmeno un milione di persone in 108 piazze italiane: è la stima della Cgil per lo sciopero generale che si svolgerà venerdì prossimo. Nel corso di una conferenza stampa, il segretario organizzativo Enrico Panini ha riferito che le bandiere della confederazione saranno listate a lutto, e sarà osservato un minuto di silenzio per ricordare le “stragi sul lavoro”.

Panini ha sottolineato che con lo sciopero generale la Cgil “rivendica una terapia d’urto contro la crisi” e vuole anche esprimere una “netta critica ai provvedimenti messi in campo dal governo con un numero limitato di risorse per poche persone”. La protesta si articolerà a livello regionale e provinciale con 108 manifestazioni, cinque delle quali regionali: in Emilia Romagna, col leader Guglielmo Epifani che concluderà il comizio di Bologna; e poi in Sardegna, Molise, Puglia e Marche.
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Il Presidente Napolitano: Basta con le stragi sul lavoro

Il Presidente Napolitano: Basta con le stragi sul lavoroIl Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha seguito in stretto contatto con il prefetto di Catania, Giovanni Finazzo, le prime azioni volte ad accertare le circostanze e le responsabilità della nuova tragedia sul lavoro nel comune di Mineo in cui hanno perso la vita 6 operai.
Il Presidente della Repubblica nel chiedere al prefetto Finazzo di rappresentare i suoi sentimenti di partecipe solidarietà alle famiglie delle vittime e la sua vicinanza alla cittadinanza di Mineo, ha rilevato come questa ulteriore strage, quest’altro gravissimo episodio di carenza di tutele e di misure di prevenzione, da parte di soggetti pubblici e privati, ripropone l’imperativo assoluto di interventi e controlli stringenti per la sicurezza sul lavoro e per spezzare la drammatica catena di morti bianche.

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Bonanni (CISL): Tutto il paese si deve ribellare. Chi ha sbagliato deve pagare

“Chi ha sbagliato deve pagare. Non si può continuare a morire sul lavoro come se nulla fosse. Stiamo diventando come un paese del terzo mondo”. Così commenta il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni la tragedia sul lavoro di Mineo. “Quello che è accaduto oggi in Sicilia è un fatto gravissimo che ci rattrista enormente. Siamo vicini alla famiglie di questi lavoratori che hanno perduto la vita. Ma tutto il paese deve ribellarsi a questo andazzo. La verità è che non si fanno controlli rigorosi a dovere. Non c’è ancora un piano vero di prevenzione e di informazione sui rischi che corrono i lavoratori, al di là delle leggi vigenti. E poi ci vuole una effettiva selezione delle imprese che prendono, soprattutto nel Sud , appalti con il massimo ribasso e risparmiano sui costi della sicurezza. Per questo chiediamo che il nuovo Governo vari subito un piano straordinario sulla formazione per la sicurezza su tutti i posti di lavoro. Queste tragedie devono finire una volta per tutte “.

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