Nel 27° anniversario della morte di Dalla Chiesa Napolitano invita alla vigilanza contro la mafia nel ricordo dei caduti

di Mariella Commenta

Il presidente della Repubblica, in occasione del ventisettesimo anniversario del “vile agguato” nel quale furono uccisi il Prefetto Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’ agente di scorta Domenico Russo, con un messaggio al Prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone, «interpretando i sentimenti di tutti gli italiani”, rinnova “il personale e sentito omaggio”.

“Il Paese – dice Napolitano – ricorda con immutata emozione la cieca violenza di quell’ atto con il quale la mafia volle colpire un fedele servitore dello Stato, pronto a contrastarla con nuovi ed efficaci metodi investigativi e con il coinvolgimento e il sostegno dell’ intera popolazione: così come aveva fatto negli anni precedenti quando, con determinazione e intelligenza, aveva combattuto la feroce aggressione terroristica. Il barbaro attentato provocò un unanime moto di indignazione cui seguì un più deciso e convergente impegno delle istituzioni e della società civile, che ha consentito di infliggere colpi sempre più duri alla criminalità mafiosa ed alla sua capacità di controllo del territorio. Le dolorose immagini di quella tragica sera non debbono però essere dimenticate”.

“Il sacrificio del generale Dalla Chiesa e quello di tanti altri caduti per mano di mafia – conclude Napolitano – debbono restare vivi nella memoria di tutti e imporre alle istituzioni, alla società civile e alle nuove generazioni una continua vigilanza contro le persistenti forme di presenza e di infiltrazione della criminalità organizzata, non meno pericolose anche quando meno appariscenti”.

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