Il governo raddoppia l’IVA per la pay-tv. Il PD: Conflitto d’interessi di Berlusconi

 Una nuova tassa per 5 milioni di famiglie. Colpevoli di guardare SKY e non le tv del premier. Sembra una ricostruzione maliziosa ma è quella a cui si arriva leggendo con attenzione gli articoli del pacchetto anticrisi varato ieri dal governo, che raddoppia l’Iva per gli abbonati alla pay-tv. Una decisione non concordata con nessuno, arrivata a sorpresa e che per il Partito Democratico è in palese conflitto d’interessi, dato che non riguarda invece Mediaset e che contrarismente a quanto successo in passato stavolta Silvio Berlusconi non ha nanche rinunciato a votare la norma uscendo dal Consiglio dei Ministri.
Nonostante gli incassi da IVA da quando sul mercato italiano SKY ha sostituito Stream e Tele+ siano passati da 170 milioni a 370 milioni il governo ha pensato di aumentarla, introducendo una tassa indiretta. Il che crea anche una distorsione sul mercato, che probabilmente non guasta, dato che la pay tv dà fastidio al duopolio, specie ai ricavi pubblicitari di Mediaset. Nel primo pomeriggio del 29 novembre arriva una nota ufficiale dell’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge.