Con questa lettera, Giuseppe Pizza ritira la DC dalla competizione elettorale
LETTERA DEL SEGRETARIO PIZZA AL CAPO DELLO STATO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ED AL MINISTRO DELL’IN 07/04/2008
Roma, 7 aprile 2008
Ill.mo Signor
Presidente della Repubblica
On.le Giorgio Napolitano
Ill.mo Signor
Presidente del Consiglio dei Ministri
Prof. Romano Prodi
Ill.mo Signor
Ministro dell’Interno
Prof. Giuliano Amato
llustrissimo sig. Presidente della Repubblica, sig. Presidente del Consiglio, sig. Ministro,
nella qualità di Segretario politico del Partito della Democrazia Cristiana – DC, e soprattutto quale cittadino rispettoso delle Istituzioni, sento il dovere di rivolgermi alle SS. LL.
La vita di uno Stato democratico si fonda sul voto liberamente espresso dal popolo sovrano.
L’esercizio di questo diritto, per dare legittimità che non sia solo formale agli Organi costituzionali frutto della scelta degli elettori, deve potersi svolgere nella massima serenità, limpidità e chiarezza, senza cioè alcuna zona d’ombra che possa poi, in futuro, indurre perplessità e così minare nelle fondamenta la legittimazione delle Istituzioni democratiche.
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Tags: Democrazia Cristiana, Elezioni, scudo crociato, simbolo
Roma 27.2.08: Sulla scottante questione dell’uso del simbolo della Democrazia Cristiana scudocrociato LIBERTAS interviene anche il Segretario nazionale D.C. Angelo Sandri il quale sottolinea: “E’ ormai indiscutibile che il simbolo scudocrociato appartiene alla Democrazia Cristiana ed ai suoi iscritti, a coloro i quali dunque si riconoscono nello Statuto storico del partito che fu di don Sturzo, De Gasperi e Aldo Moro. E’ altrettanto indiscutibile che la Sentenza Manzo, di cui tanto si parla in queste ore, non poteva fare una scelta ad personam in quanto il Segretario nazionale titolare del diritto di legittimazione attiva viene scelto dagli iscritti al partito proprio in base alle regole dello Statuto della Democrazia Cristiana. Infine – sottolinea Sandri – il simbolo che la sentenza Manzo attribuisce alla Democrazia Cristiana è quello depositato in corso di causa (quello storico degasperiano, su fondo bianco, con il bordo superiore dello scudo di forma arcuata). In ogni caso sarebbe cosa buona che coloro i quali oggi si sentono titolati all’uso del simbolo della Democrazia Cristiana (leggasi Sandri e Pizza) trovassero un accordo per il bene superiore del partito che ha l’occasione storica di riemergere in tutta la sua legittimità dopo un troppo lungo periodo di obnubilamento”.




















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