Roma al ballottaggio. «Michetti chi?» davvero

di Redazione Commenta

Il fascismo storico è relativamente lontano: la confusione, un po’ meno. Tra chi è troppo giovane per sapere e i tanti nonni che non ci sono più, orientarsi sembra essere ridiventato un problema – soprattutto nell’era dell’infodemia e delle tonnellate di contenuti a disposizione senza necessariamente anche gli strumenti per distinguere.

Ed ecco che un uomo adulto apparentemente ragionevole, con una buona formazione e cotanto di docenza, se ne esce – parlando a una radio – con un concetto con il quale tutti gli estremisti di un certo tipo vanno a nozze: gli Ebrei possessori di banche e “appartenenti a lobby capaci di decidere i destini del pianeta”.

C’era stato il “saluto romano igienico” – e in moltissimi l’avevano preso come una battuta.

C’era stato il post della sua candidata comunale Francesca Benevento, che il candidato a Sindaco di Roma all’improvviso non riusciva più a trovare per dissociarsi e vietarle l’uso del simbolo della lista, sul Ministro della Salute “ebreo askenazita formato dalla McKinsey, che riceve ordini dall’élite finanziaria ebraica” – e in molti avevano persino messo un like.

C’era stata la notizia di altri due nomi in lista provenienti dall’estrema destra, compreso un consigliere comunale con il Duce sul braccio – e il «Tribuno» aveva chiuso con un “non posso controllare i tatuaggi di tutti”.

Che strano questo candidato, si cominciava a dire: evita i confronti pubblici; la pagina web del programma rimane «in allestimento» per settimane e, per sapere cosa intende fare, bisogna cercare il documento depositato presso l’Albo pretorio del Comune di Roma; quando finalmente viene pubblicato, a uso dei romani con un computer e una connessione, il software creato per evitare plagi accademici svela che il programma contiene diversi passaggi copiati da progetti precedenti altrui; e niente piazze o comizi, tant’è che «l’evento» di chiusura della campagna per il primo turno è una Conferenza Stampa in periferia – probabilmente per affermare la sua vicinanza ai margini, che poi è il vero populismo.

Stranezze fino a pochi giorni fa, quando Il Manifesto pubblica le sue esternazioni sugli Ebrei e la Shoah, a chiarire pensiero e atteggiamento.

In risposta alle domande sui candidati di estrema destra, aveva detto “io sono un moderato. Chi si candida con me deve rispettare i principi fondamentali della Costituzione. Se all’interno delle mie liste ci sono persone non in linea con questi principi, verranno estromesse”. Forse dovrebbe cominciare da se stesso, perché la Costituzione che Enrico Michetti “mette al centro” si chiude con la Legge Scelba, che evidentemente il candidato del centrodestra non ricorda. Per non parlare della Legge Mancino, altrettanto dimenticata e soprattutto disapplicata, che giustamente sanziona persino le frasi d’incitamento all’odio e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.

Il fascismo moderno è relativamente vicino: il pregiudizio razziale, ancora di più.

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