Elezioni Roma: Guida completa ai quattro candidati “Big” (parte seconda)

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Come spiegato nella parte prima, in chiusura dei primi 30 giorni di campagna per il Campidoglio, piena di dichiarazioni sui propri “punti di forza”, vogliamo dare un’occhiata anche al resto – e questo per un voto più consapevole, che meglio possa valutare e soppesare prima di decidere. Perché cosa succederà o meno nei prossimi 5 anni, con quali benefici per i quali gioire o con quali danni da deplorare e dei quali lamentarsi, dipende da ogni persona chiamata a esprimersi – nonostante la fatica, il traffico, lo stare in fila distanziati o le disagevoli dimensioni della scheda elettorale.

Dopo Virginia Raggi e Carlo Calenda, di seguito i candidati del centrosinistra e del centrodestra.

 Roberto Gualtieri

In soli 3 anni, è passato da europarlamentare (primo dei non eletti nel 2019 ma rientrato per via della rinuncia di Pietro Bartolo) a Ministro dell’Economia e deputato (eletto nel 2020 alle suppletive, convocate per colmare il seggio lasciato vacante da Gentiloni) a candidato in corsa per il Campidoglio. Possiamo solo augurarci che l’impegno profuso in questa campagna elettorale sia segno del fatto che vorrà resistere per 5 anni nello stesso ruolo.

Il Recovery Plan redatto in veste di Ministro dell’Economia è stato riscritto dal neo Ministro dell’Economia assieme al neo Premier – anche se, a onor di cronaca, probabilmente uno come Draghi avrebbe riscritto qualsiasi cosa di chiunque. Sempre da Ministro e sempre nel piano di ripresa, aveva assegnato a Roma poco più di 500 milioni (principalmente, per il Giubileo) mentre ora, da aspirante Sindaco, chiede 2 miliardi a Draghi – e sempre per il Giubileo: evidentemente, qualcosa è cambiato.

Infine, sostiene di non voler fare apparentamenti al ballottaggio, ma annuncia che chiederà agli elettori di Raggi e Calenda di sostenerlo al secondo turno dopo un primo turno di attacchi a Raggi e Calenda – quasi un calambour, ce ne rendiamo conto. “È la campagna elettorale, bellezza”: importante è che l’amministrazione della Città sia poi come promessa, anche perché proposte come quella del ‘Sindaco della notte’ non sarebbero affatto male.

 Enrico Michetti

Il suo slogan recita “Michetti chi?” Appunto: qualcuno ha capito chi è, «‘ndo sta, che fa, ‘ndo va?»

Il suo programma è quasi sconosciuto – o meglio, trovabile solo dai romani con un computer e solo dal 21 settembre, dopo settimane di pagina web «in allestimento» e di atteggiamento incomprensibile verso i cittadini, per giorni mandati dal «tribuno» a cercarselo da soli presso l’Albo pretorio del Comune. Indifferenza? Disprezzo? Arroganza?

I confronti pubblici con gli altri tre principali candidati sono stati quasi tutti disertati, così come le conferenze Stampa e i dibattiti – evidentemente perché considerati una perdita di tempo. In compenso, la chiusura di oggi di una campagna elettorale fatta più dalla Meloni che da lui è proprio una Conferenza Stampa, di un centrodestra così «unito» da vedere illustri apprezzamenti per Calenda, e simbolicamente piazzata a Spinaceto per sottolineare la priorità delle periferie. Indifferenza? Disprezzo? Arroganza?

E che dire delle candidature «paradossali», dall’antisemita ai militanti di CasaPound? Michetti ha preso le distanze, a parole, e alla prima è stato tolto l’uso del simbolo elettorale, ma tutti restano candidati e porteranno voti e preferenze.

Così, costretti a curiosare un po’ sul web per capire come la pensa e cosa fa, scopriamo che il suo lavoro con la piattaforma online ‘Fondazione Gazzetta Amministrativa’ è sotto inchiesta – sia da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, sia da parte della Corte dei Conti – per degli appalti milionari affidati senza gara. Secondo La Repubblica, parliamo di sette anni consecutivi nei quali il Consiglio regionale del Lazio avrebbe acquistato riviste e software per oltre un milione di euro. Certo: presunzione d’innocenza fino al terzo grado di giudizio. E certo: quanti i non colpevoli di nulla in prima pagina, non di rado alla vigilia di tornate elettorali? Ma anche niente male per uno che, all’Università di Cassino, insegna Diritto degli enti locali…

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