Questione “buche” a Roma: preoccupano gli infortuni e gli incidenti stradali sono in aumento. Cosa fanno le istituzioni?

di Redazione Commenta


Molti cittadini rischiano infortuni lievi, molti altri finiscono al pronto soccorso vuoi per incidenti a piedi, vuoi per incidenti in moto e in bici. Sta di fatto che le buche di Roma sono un problema che non si è mai voluto risolvere seriamente – con grave danno a carico della cittadinanza, specialmente più anziana.

I danni che ogni giorno i cittadini sono costretti a subire a causa della cattiva gestione e mancata manutenzione del manto stradale sono preoccupanti, mentre Politica e amministrazioni locali vantano la risoluzione del problema sembrando invece incapaci di attenzione su questo problema, che diventa ogni giorno sempre più rilevante. 

Roma gode di due primati per niente lusinghieri: è la città più sporca del mondo ed è quella a maggior rischio idrologico – tant’è che, di recente, l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) ha lanciato l’allarme frane, chiedendo ai candidati a Sindaco di Roma un impegno concreto per scongiurare un danno ingente per quasi mezzo milione di persone. 

Negli ultimi anni, Roma è stata rattoppata più volte e con risultati fallimentari: il rattoppo peggio della buca, anche nei conti pubblici, laddove l’amministrazione uscente è riuscita a spendere male, con danni crescenti e quotidiani alla sicurezza e alla salute dei cittadini. Lavori in emergenza e con una spesa spesso ingiustificata, tant’è che la Corte dei Conti ha dovuto aprire un’inchiesta sull’amministrazione del Comune di Roma dal 2015. Milioni di investimenti di cui si perde traccia, perdite di vite umane e danni incalcolabili nella città che vanta il maggior prelievo fiscale d’Italia. 

Roma ha bisogno di un diverso modo di amministrare e gestire, che superi l’eterno rimpallo di responsabilità e l’enorme spreco di risorse. Di un diverso metodo, che sostituisca il dominio della mentalità burocratica con quello degli scopi e dei risultati. Presto e bene, perché la minaccia delle 400 possibili frane non è uno scherzo.

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