Tremonti sul tema del fisco e della riforma

di Mariella Commenta

 Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nel corso della festa nazionale della Cisl, chiosa: ”Sulla riforma fiscale ho alcune idee da almeno un anno, non è un problema di posizione personale, la voglio fare e ho assolutamente le idee chiare su cosa è giusto per il fisco, su quale aliquota applicare. Non si può andare al bar a dire ‘da bere per tutti e alla domanda ‘chi paga?’ rispondere ‘pagate voi”. Sono tentato di dire vi faccio la riforma e voi mi trovate 80 miliardi”.

E a Maroni replica: ”Tendere verso il pareggio di bilancio è saggio avendo il terzo o quarto debito del mondo. Non è un obiettivo di ragioneria. Tenere in ordine i conti in italiano vuol dire tenere il bilancio dello Stato. Noi lo abbiamo fatto in una crisi drammatica. Abbiamo tenuto il risparmio delle famiglie e la coesione sociale. Un qualche coraggio credo il governo lo abbia dimostrato. Dobbiamo seguire un percorso di rientro sul deficit non per vincolo europeo, perché l’Europa non è solo una convention di burocrati, ma se hai una moneta comune hai anche una responsabilità comune”.
Sul tema del fisco e della riforma Tremonti ha annunciato di voler presentare i risultati di uno studio approfondito sul fisco fatto dal governo: ”Prima del 18 giugno rendiamo pubblici i lavori dei tavoli di studio. Non c’è mai stata in Italia una ricerca di questo tipo, su un mondo che in trent’anni è diventato un caos. Non troverete le ipotesi sulla riforma che spettano alla politica, ma è un lavoro straordinario: ci ha lavorato un centinaio di persone, sono quasi 500 pagine di tabelle, nomi, dati. È il lavoro più importante fatto sul fisco negli ultimi trent’anni”.
Il ministro dell’Economia replica ancora a Maroni che ne aveva criticato la prudenza: “Ho una proposta ottima sul fisco, il problema sono i soldi. Tassare di più le rendite finanziarie? Possiamo discuterne, ma escluso il risparmio delle famiglie“.
Giulio Tremonti replica con l’ironia alla polemica per la riforma fiscale, nata dalla contrapposizione fra la sua “prudenza” e il “coraggio” richiesto da Maroni: “Non sono tormentato e dirò tutto quello che penso. Ci sono cose in cui dimostri più coraggio se le dici rispetto a se le taci. Ieri ho avuto l’imprudenza di usare il termine prudenza: era riferito al mondo; si vede che oggi non bisogna più usarlo. La speculazione è causa di instabilità, o si dà una vera regolata alla finanza, cosa che non c’è stata, o si inventa un nuovo driver di crescita. Ci manca un driver così, manca al mondo Occidentale e se manca al mondo occidentale manca a tutto i mondo”.

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