Arriverà venerdì prossimo sul tavolo del Consiglio dei Ministri il pacchetto di misure per il rilancio dell’economia allo studio del Governo, ma probabilmente per il varo bisognerà aspettare l’inizio della prossima settimana. Diverse le possibilità ancora aperte, soprattutto per quanto riguarda il sostegno alle famiglie: i tecnici del Ministero dell’Economia sono al lavoro sulle simulazioni per valutare i costi e scegliere all’interno di una rosa di interventi. La spesa complessiva dovrebbe essere di circa 3 miliardi di euro.
Tramontata l’ipotesi di una detassazione totale delle tredicesime, il Governo sta studiando un bonus fiscale una tantum per le famiglie meno abbienti. Certo appare invece il taglio di 3 punti percentuali dell’acconto Irpef di novembre (99% delle tasse pagate nell’anno corrente), che dovrà però essere restituito ad aprile. Stesso discorso per le imprese che beneficeranno di una riduzione degli acconti fiscali dell’Ires.
“Il tempo della ricreazione è finito e giovedì con la relazione del relatore sul federalismo fiscale partirà un vero e proprio appello alle forze politiche di buon volontà e di onestà intellettuale perchè si realizzi una riforma che va solo nell’interesse del Paese. Le motivazioni portate da chi vuol fare ammuina, o meglio Casini, per non fare il federalismo, sono proprio quelle per cui invece il federalismo va fatto. Il federalismo avrebbe comunque portato il bene del Paese, ma con la crisi economica internazionale diventa una soluzione obbligatoria, in quanto l’unico strumento in grado di ridurre la spesa pubblica, di ridurre la pressione fiscale e quindi di determinare una ripresa dell’economia è il federalismo fiscale. Il nostro motto sarà sotto il 40 il Paese campa, sopra il 40 il Paese crepa, intendendo per 40 il livello della pressione fiscale. Ora aspettiamo la proposta che il Pd porterà in campo questa settimana: abbiamo aperto il dialogo con chiunque abbia fino ad oggi dimostrato uno spirito costruttivo e continueremo a farlo.
“E’ un piano coraggioso che ridarà fiato alle imprese. Uno dei rischi, infatti, è di guardare alla crisi con rassegnazione: sta arrivando, poi passerà. E’ compito del governo dare fiducia alle aziende e coinvolgerle nello sforzo di rilancio”. Così il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, commenta il piano d’azione anticrisi da 80 miliardi di euro che il governo si appresta a varare per far fronte alla crisi economica, dei quali 44 miliardi, divisi in due tranche, saranno destinati alle opere pubbliche, come ha lui stesso annunciato in due interviste al Giornale e il Messaggero.
“Quanto nervosismo sui fannulloni a sinistra. E’ bastata una frase e ’apriti cielo’” . Cosi’ il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, ha risposto alle polemiche. “Se e’ vero che i fannulloni non sono ne’ di destra ne’ di sinistra ma si sono sempre configurati come una categoria eterna dell’opportunismo lavorativo, e’ altrettanto vero e dimostrato che un certo sindacalismo di sinistra ha sempre difeso i fannulloni anche quando questi erano indifendibili. E’ altresi’ vero che il sindacalismo di sinistra ha sempre rifiutato la meritocrazia, il controllo gerarchico, quello di produttivita’, premiare i migliori, punire gli opportunisti. Ribadiamo se i fannulloni non sono ne’ dei destra ne’ di sinistra, certamente i loro difensori si trovano nella sinistra sindacale piu’ o meno estrema.
“Sono orgogliosa del decreto legge approvato nel penultimo Consiglio dei ministri”.