Frattini: Permesso solo agli immigrati che sono utili. Bruxelles dà ragione all’Italia

 Intervista del ministro degli Esteri Franco Frattini a “il Giornale” del 20 novembre 2008..

Di ieri l’approvazione dell’Europarlamento a grande maggioranza della «carta blu», l’equivalente della «green card» americana che permette l’ingresso nella Ue a 27 di laureati e specializzati in grado di dare una mano all’economia del vecchio continente senza i limiti di un permesso di soggiorno. “Ma non è che una delle idee che avevo presentato e che, pian piano, vengono ora approvate tanto dai governi che dal Parlamento europeo. Segno che erano ipotesi serie…”, accenna l’ex commissario ora tornato a guidare il nostro ministero degli Esteri.

A ben vedere l’intero patto di Sarkozy sull’immigrazione e l’asilo è basato sulle proposte da lei avanzate a suo tempo quale commissario alla libertà, sicurezza e giustizia…
“Le mie in fondo erano proposte equilibrate. Si trattava di risolvere il problema di non far mancare all’Europa mano d’opera qualificata e di cercare di respingere chi non veniva per lavorare ma per altri motivi. Aprire le porte a chi si vuol rendere utile e chiuderle a chi invece persegue altri obiettivi. Eppure, specie da noi, ricordo in quanti si strappavano i capelli parlando di politica elitaria, di rischi per il voler rubare cervelli ai Paesi meno sviluppati…”.

Vigilanza Rai, Villari sfida il Pd: Stimo Zavoli ma resto qui

 Riccardo Villari non si dimette da presidente della commissione di Vigilanza Rai. «Ho un obbligo da rispettare e intendo portarlo avanti» ha spiegato. Dopo giorni di tira e molla, insomma, è arrivato l’atteso strappo tra il senatore Pd e il suo partito (che nel frattempo, tramontata l’ipotesi Orlando per la presidenza della Vigilanza, aveva trovato l’accordo con il Pdl sul nome di Sergio Zavoli). Lo stesso Pd ha annunciato che non parteciperà ai lavori della Commissione finché Villari non rassegnerà le dimissioni (a questo punto sarebbe a rischio la nomina del presidente della Rai per la quale in Vigilanza servono i due terzi dei voti dei commissari). Non solo: fonti del Pd assicurano di essere pronti a «espellerlo dal partito».

PRESIDENTE LEGITTIMO – «Ho deciso di mantenere il ruolo di presidente della Commissione di Vigilanza che mi è stato affidato col voto di parlamentari che hanno svolto legittimamente la loro funzione» afferma Villari, chiedendo «rispettosamente a tutti i colleghi della Commissione di compiere un atto di coraggio e di permettere a questo organo di garanzia di svolgere il suo delicato e impegnativo lavoro». Villari chiede anche «alla politica dei partiti di fare un passo indietro», e precisa che, pur avendo «la massima stima e considerazione per il senatore Zavoli», si sente a sua volta «un esponente e un uomo del Partito Democratico, e sottolineo democratico, e per questo so che il valore delle istituzioni precede il peso delle segreterie».

Di Pietro spiega il suo attacco a Berlusconi sul caso Villari

Riporto la mia intervista di oggi a “il Caffè”, di Corradino Mineo, a RaiNews24. Un’intervista che non lascia spazio ad alcun dubbio. I cittadini valutino da soli la credibilità del sottoscritto e di Silvio Berlusconi.

Corradino Mineo: Allora, Di Pietro, lei andrà dai magistrati per denunciare Berlusconi di essere stato un corruttore, di aver provato a corrompere Villari, Orlando e lei stesso?
Antonio Di Pietro: Innanzitutto non conosce neanche il diritto. Semmai deve andare dal magistrato per denunciarmi per diffamazioni, mentre per calunnia deve rispondere lui se dovesse andare dal magistrato a fare una denuncia del genere, perché io ho detto semplicemente il vero e lui, senza accorgersene, ha pure confessato.
Primo, fino a quindici giorni fa ha sempre detto che non mi aveva mai offerto il posto da ministro, e ora lo ha ammesso. Dice che lo ha fatto in quel momento perché non sapeva chi ero io. Quel momento era maggio 1994: mi ha richiamato o no nel febbraio 1995, signor Berlusconi? Allora dopo andavo bene? Quando mi ero già dimesso dalla magistratura e stavo per entrare in politica? Evidentemente dice il falso.
Poi, è vero o non è vero che in contemporanea al passaggio di De Gregorio dal centrosinistra al centrodestra, diventando con i suoi voti, di Forza Italia, Presidente della commissione Difesa? E’ vero. Ed è vero o non è vero che ha fatto, legittimamente perché lo ha pure denunciato, c’è la prova documentale, un finanziamento di sei-sette cento mila euro ad Italiani nel Mondo di De Gregorio?

“Messa in prova”, frenata del governo

 La novità nella bozza di disegno di legge sulla certezza dell’applicazione della pena predisposto dal Guardasigilli Alfano provoca malumori all’interno del governo. Il primo a frenare è proprio il Guardasigilli: «Niente indulti o amnistie», precisa Alfano che annuncia «approfondimenti» sul provvedimento. Altolà anche da La Russa, secondo cui il ddl Alfano sulla giustizia «è ancora tutto da esaminare».

Il testo prevede che, per i reati punibili con pena fino a quattro anni di carcere, gli incensurati fino al dibattimento possano chiedere di essere «messi alla prova» invece di rischiare la cella. Si sospenderebbe il procedimento a loro carico in modo che possano svolgere lavori di pubblica utilità. A conclusione di questo periodo, se il giudice potrà constatare la effettiva riabilitazione, il reato sarà estinto. In pratica, anche per svuotare le carceri, si intende proporre la detenzione come «extrema ratio», sostituendo la pena con le misure che tendano al recupero di chi abbia compiuto un reato.

Berlusconi in diretta tv attacca Di Pietro ed Epifani

 Il premier Silvio Berlusconi invita il leader di Italia dei valori, Antonio Di Pietro, «a fare il suo dovere. Deve andare dai magistrati per denunciarmi. Se non lo fa lui, lo farò io querelandolo per calunnia». Intervenendo a ’Ballarò’, il presidente del Consiglio ha replicato alle accuse di Di Pietro sulla vicenda della presidenza della commissione di vigilanza della Rai.

«L’onorevole Di Pietro ha parlato di un certo modo di me – ha detto Berlusconi – accusandomi di aver tentato di corrompere l’onorevole Villari, tentato di corrompere l’onorevole Orlando e tentato di corrompere a suo tempo anche lui. Riccardo Villari non lo conosco, non l’ho mai incontrato nè prima nè dopo la sua elezione alla presidenza della commissione di vigilanza. Non ho mai chiesto un appuntamento all’onorevole Orlando. Mi è stato proposto di incontrarlo da un collega di Forza Italia, ma io ho rifiutato».

Veltroni (PD): Il Paese prima di tutto

 “L’elezione di Obama ha cambiato alla radice la storia politica che viene dal ‘900″. Walter Veltroni, nel suo intervento alla giornata di studi promossa dal Partito Democratico su elezioni americane e crisi finanziaria, parla del grande passaggio che la storia si trova ad affrontare: il memorabile voto americano, ora tanto carico di aspettative, e una crisi finanziaria ed economica dai risvolti imprevedibili e preoccupanti. Due eventi che, proprio perché così radicali e di segno opposto, possono rappresentare una reale cesura capace di determinare un nuovo tempo della storia.

Un tempo che si caratterizza dalla necessità , sottolineata proprio dall’esperienza d’oltreoceano, di “due grandi campi politici che diano risposte a questa società e non a quella del Novecento. Prima si comporranno “meglio sarà per l’Europa”. Da questo punto di vista il Partito democratico, sottolinea Veltroni, “è una grande forza democratica libera dai condizionamenti del passato che fa politiche anche più radicali” dei partiti tradizionali. Secondo il leader democratico dunque, bisogna saper “mettere insieme le energie migliori” che ci sono in campo capaci “di mettere a punto nuove risposte che devono caratterizzare due nuovi campi” politici. Questa è la scommessa del Pd: “costruire una grande forza democratica, libera dai condizionamenti del ‘900 capace ad esempio di fare politiche inclusive più libere. Perché la cosa peggiore non è la moderazione, ma il moderatismo del ‘900 in caccia di legittimazione”.

Caso Villari, l’Idv lascia la Vigilanza Rai

 Lo strappo era nell’aria. Leoluca Orlando e Francesco Pardi hanno annunciato le loro dimissioni dalla commissione di Vigilanza sulla Rai. I due rappresentanti dell’Italia dei valori hanno deciso di lasciare in seguito all’elezione di Riccardo Villari (Pd) alla presidenza della Vigilanza (elezione avvenuta con i voti della maggioranza e contro il parere del Partito democratico, che appoggiava invece Orlando). «Nonostante il distacco manifestato dal presidente del Consiglio – ha spiegato Orlando – egli ha pubblicamente pronunciato un veto verso di me e gli altri esponenti del mio partito. Rassegno le mie dimissioni dalla Vigilanza come contributo alla denuncia di una inaccettabile mortificazione del Parlamento e della commissione di Vigilanza». «Anche io – ha aggiunto Pardi – ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla commissione perché la vera vigilanza è ad Arcore»

DI PIETRO – Nella conferenza stampa, i capigruppo di Camera e Senato hanno annunciato che l’Idv «non procederà alla designazione di nessun altro rappresentante in commissione di Vigilanza». Il leader del partito, Antonio Di Pietro, ha poi spiegato che «non ci sarà nessuna resa dei conti con il Pd e con Veltroni», che invece ringraziano come il resto dell’opposizione. «Deleghiamo a Veltroni la ricerca di una soluzione condivisa se Villari si dimette, anche se ovviamente l’Idv non ci sarà».

Tremonti: Nel piano da 80 miliardi investimenti nelle infrastrutture

 Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti che affiancava il presidente Berlusconi nella conferenza stampa di Washington, al termine del vertice G20, ha spiegato il piano di sostegno all’economia italiana da 80 miliardi di euro. Un ventaglio d’interventi che spazia dalle infrastrutture, al project financing, alle nuove tariffe autostradali collegate agli investimenti. La partenza del piano è imminente: l’appuntamento è fissato alla riunione del Comitato Interministeriale per la Politica Economica (Cipe) del prossimo 21 novembre.

“Stiamo lavorando e dobbiamo sincronizzare i nostri tempi – ha spiegato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti- non solo con il G20 ma anche con il Parlamento. Pensiamo a un decreto. Il presidente Berlusconi ha già detto nei prossimi giorni ed è il tempo giusto per avere un decreto approvato in tempi e modi ragionevoli. Abbiamo molto apprezzato come il Parlamento ha votato nei giorni scorsi la Finanziaria senza la fiducia e su molte norme con il voto a favore anche dell’opposizione. Anche per rispetto a tutto questo i tempi parlamentari sono tempi per noi fondamentali.